È stato il primo faccia a faccia tra i due ministri quello avvenuto oggi a Singapore tra Lloyd Austin e Wei Fenghe. I capi della Difesa, rispettivamente di Stati Uniti e Cina, si sono incontrati nel primo giorno dello Shangri La Dialogue, un summit annuale sulla difesa e sicurezza dell’Asia-Pacifico. E le dichiarazioni che ne sono seguite, tramite comunicati, sono state dure perché come previsto alla vigilia sul tavolo c’era soprattutto il dossier Taiwan, oltre che la guerra in Ucraina.

Il monito di Pechino

Wei Fenghe è stato chiaro sulle sorti dell’isola: «Il governo e l’esercito cinese distruggeranno ogni tentativo di indipendenza di Taiwan e salvaguarderanno la riunificazione». L’intento di Pechino è ormai noto da tempo: ricongiungersi con Taiwan, in un modo o nell’altro, perché è parte della Cina. Il leader Xi Jinping ha anche paventato l’ipotesi di un’invasione armata dell’isola. Ad Austin, Wei Fenghe ha lanciato un messaggio: «Il principio della “Cina unica” è il fondamento politico delle relazioni sino-americane: è impossibile usare Taiwan per controllare la Cina». 

Solo pochi giorni fa, il 23 maggio scorso, il presidente americano Joe Biden si era lasciato scappare una dichiarazione che aveva creato scompiglio, sia dalle parti di Pechino che a Washington. Di fatto Biden aveva affermato che gli Stati Uniti sono pronti a reagire anche militarmente se la Cina dovesse invadere Taiwan.

Una frase, poi ritrattata in parte dagli apparati statunitensi, che però ha contribuito ad alzare il livello di tensione tra i due paesi. Anche perché, nel frattempo, continuano le incursioni aeree cinesi sopra i cieli di Taiwan, così come i viaggi diplomatici Usa a Taipei, capitale dell’isola. A maggio diversi rappresentanti del congresso americano sono volati sull’isola, scatenando l’indignazione cinese.

Wei Fenghe, sempre rivolgendosi ad Austin, ha inoltre protestato per un altro atto bilaterale tra gli Stati Uniti e Taiwan: «Gli Usa hanno di recente annunciato un’altra vendita di armi che ha gravemente minato sovranità e interessi di sicurezza della Cina».

I paletti di Washington

Nell’incontro, definito schietto, ma «positivo e costruttivo» da un portavoce del governo cinese, Austin ha invece riportato le posizioni americane alla Cina: Pechino è stata invitata «ad astenersi dall’attuare ulteriori azioni destabilizzanti nei confronti di Taiwan». Il segretario alla Difesa ha riaffermato «l’importanza della pace e della stabilità attraverso lo Stretto e l’opposizione ai cambiamenti unilaterali dello status quo». 

Nel comunicato, rilasciato dal Pentagono, si legge che il segretario Austin ha ribadito «che gli Stati Uniti rimangono impegnati nella politica di lunga data della Cina unica, guidata dal Taiwan Relations Act, dai tre comunicati congiunti Usa-Cina e dalle Six assurances». L’altro punto importante rimarcato da Austin a Wei Fenghe, e poi reso noto nel comunicato, è la «necessità di mantenere aperte linee di comunicazione» tra i due paesi.

L’incontro, durato circa un’ora (il doppio rispetto ai programmati 30 minuti), allo Shangri La è stato importante, visto che i due, precedentemente avevano solo avuto un contatto telefonico lo scorso aprile, durato circa 45 minuti. Il meeting annuale terminerà il 12 giugno e i due capi della Difesa hanno in programma due interventi separati: Austin sabato 11 mattina mentre Wei Fenghe domenica mattina.

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