Con il 51,7 per cento dei voti, contro il 48,3, Lula ha ribaltato il risultato del primo turno. «Abbiamo fatto la storia nelle strade e nelle urne, con il popolo protagonista di un percorso che ha ancora molta strada da fare», ha detto, mentre l’avversario, figlio di Jair, annuncia la richiesta di annullamento delle elezioni
Ribaltando il risultato del primo turno, Inacio Lula da Silva ha vinto il ballottaggio ed è stato eletto presidente del Brasile per la quarta volta, con il 51,7 per cento (pari a 64,1 milioni di voti), contro il 48,3 (59,7 milioni di voti) ottenuto dall’avversario Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Un risultato storico, non solo perché il primo a ricoprire la carica per quattro mandati, ma anche il primo candidato, dal ritorno delle elezioni dirette nel 1989, a vincere la sfida dopo aver perso il primo turno.
«Abbiamo fatto la storia nelle strade e nelle urne, con il popolo protagonista di un percorso che ha ancora molta strada da fare. La democrazia ha prevalso, la speranza si è rafforzata e il Brasile va avanti», ha scritto Lula su X, accompagnando il tweet con un video della campagna elettorale. «Questa vittoria è nostra. E faremo ancora molto di più insieme!», ha aggiunto, affermando di aver superato «l’interferenza delle piattaforme digitali».
Per questo, ha ribadito il suo impegno verso una regolamentazione delle grandi aziende tecnologiche: «È impossibile che non ci rendiamo conto che i crimini nel mondo digitale devono essere trattati allo stesso modo dei crimini nella vita reale. Non possiamo permettere che aziende enormi e mostruose guadagnino milioni e miliardi, non paghino tasse a questo Paese e cerchino di manipolare i risultati elettorali».
Riconoscimento del voto
La sconfitta non è stata riconosciuta dall’avversario, il senatore Flavio Bolsonaro, che ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto: «È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni», ha detto nel suo primo discorso post elezioni, accusando il giudice della Corte suprema Cristiano Zanin, «per la prima volta nella storia del Brasile» di aver allungato le operazioni di voto», cambiando «le regole in corso. È inspiegabile quello che è successo».
Dalla sua il presidente degli Usa Donald Trump che ha paragonato la vittoria di Lula al successo del democratico Joe Biden nelle presidenziali del 2020, di cui non ha mai riconosciuto l’esito. «Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile», ha detto Trump, aggiungendo che «Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono».
A riconoscere, invece, la vittoria di Lula, i presidenti della Camera dei deputati e del Senato, Hugo Motta e David Alcolumbre, lanciando un appello all’unità e alla riconciliazione nel Paese dopo una campagna elettorale estremamente polarizzata. E soprattutto invitando a considerare concluso il confronto elettorale.
Motta ha elogiato il processo elettorale, definendolo meritevole di riconoscimento per la sicurezza e la rapidità dello scrutinio, mentre Alcolumbre ha sottolineato la necessità di superare le divisioni: «Un Paese diviso non fa bene al popolo brasiliano né alle istituzioni repubblicane».
Le reazioni
«Viva la democrazia, ha vinto il popolo brasiliano. Congratulazioni, presidente Lula», la reazione alla rielezione della presidente del Messico Claudia Sheinbaum. Così il presidente del Paraguay, Santiago Pena, che l’ha definita «una grande giornata democratica», congratulandosi con Lula e salutando il popolo brasiliano. «Il Paraguay e il Brasile condividono un’agenda comune di integrazione e sviluppo», ha scritto Santiago Pena su X, «Continueremo a lavorare assieme per il benessere delle nostre genti».
Una vittoria che per il presidente cubano Miguel Diaz-Canel «garantisce la continuità del cammino di pace, sovranità e giustizia sociale intrapreso dal popolo brasiliano sotto la tua guida», ha detto parlando al «fratello» Lula.
Le congratulazioni al 40esimo presidente del Brasile sono arrivate anche dai capi di Stato di Perù e Bolivia, Keiko Fujimori e Rodrigo Paz, e dai governi di Ecuador, Cile e Venezuela.
La vittoria della democrazia contro il reazionario Bolsonaro è stata celebrata anche dai leader europei. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen si è congratulata con l’«amico Lula» e festeggiato il trionfo della «democrazia» e del «multilateralismo». «Resteremo al tuo fianco negli anni a venire», ha aggiunto su X, assicurando che «insieme continueremo a lavorare a stretto contatto per un commercio libero e aperto, un ordine globale basato sulle regole e ambizioni concrete per il nostro clima».
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