Secondo fonti della sicurezza marocchina, i migranti si erano nascosti in una zona montuosa alla periferia di Fnideq, la città marocchina a sud-ovest dell’exclave spagnola
Le forze di sicurezza marocchine hanno bloccato il tentativo di centinaia di migranti, provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana, di attraversare il confine con Ceuta. Secondo fonti della sicurezza marocchina, i migranti si erano nascosti in una zona montuosa alla periferia di Fnideq, la città marocchina a sud-ovest dell’exclave spagnola. Gli agenti li hanno dispersi, ma sarebbero rimasti nella zona.
Il tentativo arriva dopo gli appelli circolati sui social network per un nuovo ingresso di massa a Ceuta nella giornata del 15 agosto. Il Marocco aveva annunciato nei giorni scorsi di stare monitorando messaggi e post di origine sconosciuta e aveva avvertito che avrebbe perseguito organizzatori e partecipanti.
Nella mattinata, tuttavia, la situazione è rimasta di «assoluta calma» su entrambi i lati della frontiera, secondo quanto riferito all’Ansa da fonti del ministero dell’Interno spagnolo. A Fnideq resta una significativa presenza delle forze dell’ordine e sono attivi posti di blocco sulle principali strade provenienti da Tetouan e Tangeri. I controlli sono stati intensificati anche in mare, con il dispiegamento di motovedette e droni della Marina reale marocchina.
Le misure sono state rafforzate dopo la crisi del 30 e 31 luglio, quando circa 80mila persone sono entrate a Ceuta, secondo fonti del ministero dell’Interno spagnolo.Secondo organizzazioni umanitarie, tra cui Caminando Fronteras, le vittime sarebbero almeno 141 considerando entrambi i lati della frontiera.
Dopo quella crisi la Spagna ha installato una barriera marittima e rafforzato la presenza delle forze di sicurezza. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno spagnolo, sono attualmente schierati a Ceuta 880 agenti della Polizia nazionale, 270 in più rispetto alla fine di luglio, e 714 uomini della Guardia Civil, quasi 200 in più. A questi si aggiungono 45 agenti antisommossa, 20 specialisti incaricati di esaminare le richieste di protezione internazionale e circa duemila militari dell’esercito. Sul lato marocchino sarebbero stati dispiegati circa cinquemila agenti, secondo quanto riportato dai media locali.
Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha dichiarato che il dispositivo resterà in funzione finché sarà necessario. Secondo il ministro, circa cinquemila migranti sono ancora a Ceuta. Il sindaco-presidente della città, Juan Jesús Vivas, stima invece tra ottomila e 12mila le persone rimaste irregolarmente nell’exclave. Le forze di sicurezza registrano inoltre una media di circa 200 rimpatri volontari al giorno verso il Marocco.
Grande-Marlaska ha precisato che chi è entrato irregolarmente non potrà rimanere a Ceuta, raggiungere la Spagna continentale o ottenere uno status legale, salvo rari casi di estrema vulnerabilità. Le persone senza diritto a rimanere saranno rimpatriate in Marocco.
Il nuovo appello sui social ha raccolto finora un’adesione inferiore rispetto a quello di fine luglio. Secondo le autorità spagnole, i gruppi Facebook utilizzati per promuovere gli ingressi hanno perso circa 290mila iscritti rispetto al milione di utenti che seguivano il primo appello.
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