Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla – la missione pacifica e umanitaria per portare aiuti a Gaza – portati in aula con catene a mani e piedi ad Ashkelon, dove la loro detenzione è stata prorogata di due giorni. Avila, cittadino brasiliano, e Abukeshek, cittadino spagnolo e svedese di origine palestinese, incatenati, erano tra gli oltre 170 arrestati da Israele quando la flottiglia è stata intercettata in acque internazionali, vicino a Creta, tra il 29 e il 30 aprile scorsi.

Quei filmati, con i militari israeliani ad accompagnare i due attivisti che fanno fatica a camminare, visibilmente ostacolati dalle catene legate alle loro caviglie, in Italia hanno il sapore di un déjà vu. Sono ancora freschi i ricordi di Ilaria Salis, oggi eurodeputata per Avs, in condizioni del tutto simili durante il suo processo nell’Ungheria di Viktor Orbán. Quelle foto e quei video hanno acceso un riflettore, scandito il momento in cui un regime si comporta in modo autoritario.

Per questo motivo, la flottiglia di terra – l’ondata di organizzazioni che da mesi si battono per non spegnere i riflettori su ciò che accade a Gaza – chiede a gran voce al governo di Giorgia Meloni di fare una mossa. Il fatto che la nave fosse italiana fa sì che il nostro paese non possa «sottrarsi alle sue responsabilità, è una questione di diritto. Ha il dovere di proteggere gli attivisti», ha detto l’avvocata Tatiana Montella, dal presidio che si è svolto sabato di fronte alla Farnesina, a Roma, per chiedere la liberazione di Avila e Abukeshek.

Il team legale di Sumud ha già presentato due esposti alla procura di Roma e un ricorso d’urgenza per chiedere alla Corte europea dei diritti dell’uomo l’emissione di misure cautelari che spingano l’Italia ad agire per Thiago e Saif. Un grido a cui si è unita l’opposizione. Di «accanimento senza precedenti su attivisti che hanno partecipato a una missione umanitaria» parla il deputato del Pd, Arturo Scotto, secondo cui «occorre una pressione del governo italiano molto più forte visto che la barca su cui sono stati rapiti Saif e Thiago batteva bandiera italiana. Siamo davanti alla reiterazione di un arbitrio che dimostra ancora una volta il disprezzo da parte del governo di Israele dei diritti umani». Per Angelo Bonelli, deputato di Avs che propone una «denuncia collettiva di tutti i parlamentari italiani», «Giorgia Meloni smetta di coprire Netanyahu e dimostri nei fatti la discontinuità che proclama a parole».

«False accuse e torture»

Avila e Abukeshek sono stati catturati la scorsa settimana, quando la flottiglia è stata intercettata dalla Marina israeliana in acque internazionali, vicino all’isola greca di Creta, durante la navigazione verso Gaza. Per Israele collaborerebbero a un’organizzazione accusata di «agire clandestinamente per conto» di Hamas.

Domenica mattina sono stati condotti al tribunale di Ashkelon, Thiago con le mani ammanettate, entrambi con le catene ai piedi. Il responso è che resteranno in cella. La loro detenzione è stata prorogata di due giorni, secondo quanto riferito da Adalah, il centro legale che li rappresenta. Il pubblico ministero aveva chiesto una proroga di quattro giorni, presentando un elenco di presunti reati, tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza, fornitura di servizi e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica, per i quali – contestano gli avvocati Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma – «non esiste alcuna base giuridica per l’applicazione extraterritoriale» alle «azioni di cittadini stranieri in acque internazionali».

I difensori hanno anche «testimoniato gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare». Accuse a cui il ministero degli Esteri israeliano ha replicato, sostenendo che i due attivisti non sono «mai stati torturati» e che «durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente. Per sedare la violenza e completare il trasferimento un’unità di polizia a bordo di una nave delle forze di difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza».

«Il fatto che Israele abbia tentato di fermarci subito dimostra che la Flotilla è uno strumento potente. Stiamo facendo vedere anche con i nostri corpi quanto è forte il sistema d’oppressione. Ma i governi europei non possono restare in silenzio», si ribadisce dalla Flotilla.

L’italiano Antonio “Tony" La Piccirella – rilasciato in Grecia venerdì scorso insieme agli altri attivisti fermati, tranne Thiago e Saif – è arrivato all’aeroporto di Fiumicino, dove ha raccontato i momenti in cui la Marina israeliana ha intercettato le barche della flottiglia, parlando di «un rapimento in acque praticamente europee, supervisionato dalla marina greca».

Intanto Thiago e Saif resteranno per almeno altri due giorni in isolamento nel carcere di Shikma, nella Palestina occupata. Una detenzione «illegale», condita da «maltrattamenti», contro cui continuano il loro sciopero della fame.

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