Con 106  voti a favore e zero contrari, l’Assemblea nazionale francese ha sancito all'unanimità la fine del cosiddetto “dovere coniugale”. Pur non essendo mai stato esplicitamente previsto dal codice civile, questo concetto continuava a essere richiamato da alcuni magistrati. Il provvedimento ora passerà in Senato, ma anche lì ci si aspetta un’approvazione rapida.

La proposta di legge mira a chiarire nel diritto l'assenza di qualsiasi dovere sessuale tra coniugi. Secondo il codice civile francese dal matrimonio derivano quattro obblighi: fedeltà, assistenza materiale, sostegno e comunione di vita. Sebbene non è specificato alcun dovere di intrattenere rapporti sessuali, la giurisprudenza ha a volte assimilato la comunione di vita a una “comunione di letto”, dando vita al cosiddetto dovere coniugale.

«Attraverso il riconoscimento del dovere coniugale, il diritto francese ha così legalizzato l'imposizione di rapporti sessuali, in questo caso sotto la minaccia di un divorzio per colpa», osservano gli autori del testo, contribuendo alla persistenza di una "cultura dello stupro".

Il provvedimento, sostenuto da oltre 120 deputati dai comunisti ai Républicains, precisa nel codice civile che la comunione di vita non crea alcun obbligo per i coniugi di avere rapporti sessuali. Introduce inoltre l'impossibilità di fondare un divorzio per colpa sull'assenza o sul rifiuto di rapporti sessuali.

Socialisti e Insoumis hanno tentato, senza riuscirci, di sopprimere anche la menzione della fedeltà nell'articolo che elenca gli obblighi derivanti dal matrimonio, ritenendo che questo concetto possa essere interpretato anch'esso come un obbligo di rapporti sessuali tra coniugi.

I precedenti

Nel 2019, per esempio, un uomo aveva ottenuto il divorzio con addebito esclusivo alla moglie perché aveva smesso di avere rapporti sessuali con lui per diversi anni. L'anno successivo la donna aveva presentato ricorso in Cassazione, senza successo, e il caso era stato portato davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che nel gennaio 2025 ha condannato la Francia.

Reazioni

Dopo il voto, la deputata ecologista Marie-Charlotte Garin (ecologisti), coautrice della proposta di legge, ha dichiarato: «Vorrei rivolgere un pensiero a tutte le donne che si sono costrette, che hanno subito stupri coniugali. Contiamo che questo testo sia un punto di partenza, perché tutto questo finisca davvero».

I promotori, Garin e Paul Christophe (Horizons), auspicano che la nuova legge possa entrare in vigore prima dell'estate 2026.

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