Stati uniti e Iran hanno concluso un nuovo round di colloqui a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni unite a New York. Lo ha annunciato su X l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff: «Abbiamo avuto lunghi colloqui con la delegazione iraniana attraverso i mediatori, che hanno fatto la spola tra le due parti per tutta la giornata». La notizia è stata confermata anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, il quale ha detto che «i colloqui con la parte americana sono avvenuti tramite un mediatore qatariota e le condizioni dell'Iran sono state comunicate». Tra le condizioni poste da Teheran ci sono: «la fine della guerra in tutte le sue forme, la cessazione delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti, il blocco navale e la guerra economica, il rilascio dei beni iraniani».

La notizia è stata accolta positivamente anche dai mercati e ha portato a una diminuzione dei prezzi del petrolio. Intanto, il Pentagono ha aggiornato il numero dei soldati morti nella guerra in Iran che è salito a 19. Atteso per oggi a New York il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Si tratta della prima volta che un presidente di un paese in guerra con gli Usa arrivi a New York per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu.

PUNTI CHIAVE

08:31

Petrolio in calo: Brent sotto ai 99 dollari al barile

08:09

Il Pentagono aggiorna il numero dei soldati Usa morti nella guerra in Iran

07:20

Iran e Usa mediano a New York con la mediazione del Qatar

10:43

Iran: «Parole di Trump segno di disperazione strategica»

«Le parole di Trump dimostrano il vicolo cieco strategico in cui si trova l'America nella sua aggressione contro la nazione iraniana.  Le sue minacce non sono un segno di forza, ma un segno della loro disperazione strategica». È  la replica dello Stato Maggiore iraniano, affidata all'agenzia Mehr, a quanto affermato dal magnate ieri nel suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.  Le forze armate iraniane si sono poi dette pronte a sferrare attacchi contro Stati Uniti e Israele «più devastanti e meno prevedibili» di quelli avvenuti nelle fasi iniziali della guerra.

09:49

Iran: ripristinata 50 per cento della capacità produttiva terminale South Pars

È stato ripristinato il 50% della capacita' produttiva del terminale Gnl iraniano di South Pars, che aveva subito gravi danni dopo un bombardamento israeliano lo scorso marzo. Lo ha dichiarato il viceministro del Petrolio iraniano, Ahmad Zeraatkar, secondo il quale la struttura tornera' a pieno regime nelle prossime settimane, riporta Al Jazeera.

09:08

Macron: pronti a partecipare a operazione Hormuz con mandato chiaro

La Francia è pronta a partecipare a un'operazione internazionale nello Stretto di Hormuz, purché abbia un mandato chiaro e carattere esclusivamente difensivo, ma non intende entrare in uno scontro con l'Iran. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista ad Abc News a New York. "Siamo pronti a far parte di un'operazione internazionale con un quadro chiaro e puramente difensivo. Non voglio impegnarmi in un confronto con alcun Paese, ma siamo pronti a essere maggiormente coinvolti per proteggere alcune capacità e rendere possibile il transito", ha dichiarato Macron. Secondo il presidente francese, la gravità della situazione nello Stretto di Hormuz è stata probabilmente sottovalutata e il problema deve ora essere affrontato. Macron ha spiegato che l'obiettivo principale del suo incontro di lunedì con il presidente americano Donald Trump era discutere un accordo necessario per riaprire lo Stretto e ridurre la pressione sui prezzi dei carburanti. Stati uniti e Israele hanno avviato alla fine di febbraio un'operazione militare contro l'Iran. Le ostilità hanno provocato un forte calo del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale prima del conflitto transitava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto.

08:31

Petrolio in calo: Brent sotto ai 99 dollari al barile

Aprono in calo i prezzi del petrolio: i futures sul greggio Brent sono scesi dello 0,92 per cento attestandosi a 98,34 dollari al barile. Anche il West Texas Intermediate (Wti) è in calo di 1,37 dollari (-1,51 per cento), scendendo a 89,15 dollari al barile. Si tratta della sesta seduta consecutiva in calo per il greggio, con una flessione che supera il 9 per cento ed è dovuta alla notizia degli incontri tra iraniani e statunitensi che si sono tenuti a New York.

08:09

Il Pentagono aggiorna il numero dei soldati Usa morti nella guerra in Iran

Sono 19 i militari statunitensi morti nel conflitto tra Stati uniti e Iran dallo scorso 28 febbraio. Lo indicano gli ultimi dati ufficiali diffusi dal Pentagono, che ha aumentato di una unità il bilancio delle vittime tra le forze americane impegnate nell'operazione contro Teheran. L'identità dell'ultima vittima non è stata ancora resa nota ufficialmente. Secondo il Washington Post, che cita un funzionario della Difesa americana rimasto anonimo, si tratterebbe di una ufficiale che avrebbe avuto un'emergenza medica durante il volo verso il Medio Oriente. 

07:48

Araghchi: Francia usa due pesi e due misure su diritti umani
 

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha criticato le politiche francesi nei confronti di Teheran durante un incontro con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Araghchi ha definito "inaccettabile" la posizione della Francia sugli attacchi israelo-americani e ha accusato Parigi di avere due pesi e due misure in materia di diritti umani. "La Francia non può affermare di avere a cuore i diritti umani rimanendo in silenzio di fronte all'uccisione di donne e bambini iraniani", ha dichiarato.

07:20

Iran e Usa mediano a New York con la mediazione del Qatar

L'Iran ha trasmesso agli Stati uniti, attraverso il Qatar a New York, le proprie condizioni per un'intesa, chiedendo tra l'altro la fine della guerra "su tutti i fronti", lo stop alle azioni militari statunitensi e al blocco navale e la liberazione degli asset iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei all'agenzia Irna. Baghaei ha precisato che i contatti con la parte statunitense sono avvenuti attraverso il mediatore qatariota e sono serviti a comunicare le condizioni poste da Teheran. Tra le richieste iraniane figurano "la fine della guerra su tutti i fronti", la cessazione di quelle che Teheran definisce "azioni aggressive" degli Stati uniti, la fine del blocco navale e della "guerra economica" e lo sblocco degli asset iraniani. Il portavoce non ha fornito ulteriori dettagli. 

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