Dopo l’ok di Trump all’esecuzione di qualche giorno fa, l’ex psichiatra dell’esercito che uccise tredici persone nel 2009 a Fort Hood verrà giustiziato giovedì 3 dicembre alle 13. L’ultima esecuzione militare statunitense risale al 13 aprile 1961, quando fu impaccato John A. Bennett dopo una condanna per stupro e tentato omicidio
L’esecuzione di Nidal Hassan, ex psichiatra dell’esercito responsabile dell’attacco alla base militare statunitense di Fort Hood nel 2009 che portò alla morte di 13 persone e al ferimento di altre 32, sarà un evento pubblico. Dopo l’ok di qualche giorno fa da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato che la fucilazione avverrà in diretta streaming, come riportato dalla testata Associated Press, e verrà eseguita alle 13 di giovedì 3 dicembre da un plotone di soldati. «Faremo in modo che la gente possa vederla. Che sia pubblica. Perché le persone devono capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni», ha dichiarato il segretario alla Difesa.
La decisione ha scatenato la reazione delle Nazioni Unite, che l’ha definita «una forma di tortura». «Come ha sottolineato l'Alto Commissario in risposta alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. Trasmettere in diretta streaming un'esecuzione equivale a un'esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura», ha dichiarato l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu.
Chi è Nidal Hassan
Nato ad Arlington in Virginia da genitori palestinesi musulmani, ha studiato nel 1997 medicina militare al Virginia Tech. Il 5 novembre 2009 aprì il fuoco al grido di «Allah Akbar» nella sala d’attesa di una struttura sanitaria militare, dove i soldati attendevano le ultime visite prima delle spedizioni in Iraq e Afghanistan.
Hasan uccise 13 soldati proprio per impedire il loro dispiegamento in quel fronte. L’attacco fu fermato da un altro militare che lo colpì alle spalle. Nel 2013, l’uomo fu condannato a morte dopo un lungo processo in cui rifiutò di difendersi. «Ho cambiato squadra», affermò all’epoca.
Le esecuzioni negli Stati Uniti
L’ultima esecuzione militare statunitense risale al 13 aprile 1961, quando fu impaccato John A. Bennett dopo una condanna per stupro e tentato omicidio. La fucilazione è una modalità poco diffusa, consentita solo in quattro dei 27 Stati dove vige la pena capitale. Donald Trump ha sospeso la moratoria sulla pena di morte a livello federale imposta dal predecessore Joe Biden. Ad oggi, Trump è il presidente con il maggior numero di esecuzioni capitali negli ultimi cento anni, avendo supervisionato l'esecuzione di 13 condannati tra il 2020 e il 2021.
Il tema della pena di morte è di recente tornato alla ribalta nelle cronache grazie al caso di Christa Pike, condannata a morte nel 1996 per l’omicidio della compagna Colleen Slemmer e sopravvissuta la scorsa settimana a due iniezioni letali. Trump, rispondendo a una domanda sulla possibilità di rivedere la pena capitale a seguito della fallita esecuzione, ha definito la vicenda «una situazione interessante». In Texas, intanto, è stata eseguita la prima condanna a morte dopo il caso di Pike. Il condannato, Jamaal Howard, aveva ucciso nel 2000 Vickie Swartout, una commessa 42enne.
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