Victor Manuel Diaz, cittadino nicaraguense, aveva 36 anni. Nella stessa struttura, nota come “Camp Montana”, nella base militare di Fort Bliss, fuori El Paso, sono morte altre due persone. È in corso un’indagine per determinare la «causa ufficiale»
Un cittadino nicaraguense di 36 anni è stato trovato morto nel più grande centro di detenzione per migranti degli Stati Uniti, in Texas. Si chiamava Victor Manuel Diaz e si trovava sotto la custodia dell’Ice, Immigration and Customs Enforcement, la controversa agenzia anti-immigrazione promossa e difesa da Donald Trump.
Secondo una dichiarazione rilasciata dall’Ice, l’uomo si sarebbe suicidato, ma è stata aperta un’indagine per determinare la «causa ufficiale» della sua morte. È la struttura, nota come “Camp Montana”, nella base militare di Fort Bliss, fuori El Paso, in cui sono morte altre due persone.
L’Ice ha dichiarato infatti che un detenuto è morto all’inizio del mese mentre gli agenti cercavano di impedirgli di suicidarsi, ma secondo un altro detenuto – riporta Ap – almeno cinque agenti lo stavano trattenendo, ammanettato, e almeno uno gli aveva messo un braccio intorno al collo.
Victor Manuel Diaz era stato arrestato dall’agenzia il 6 gennaio a Minneapolis, la città in cui Trump ha schierato migliaia di agenti anti-immigrazione, scatenando proteste della società civile, soprattutto dopo l’uccisione di un’attivista, Renee Nicole Good. Diaz è arrivato negli Usa nel marzo 2024, attraverso il Messico, ed è stato arrestato dagli agenti della polizia di frontiera. Ad agosto, fa sapere l’Ice, in un’udienza, il giudice gli ha ordinato di lasciare gli Usa.
Camp Montana
Numerose organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato il trattamento delle persone recluse nella struttura Camp Montana: «Percosse e abusi sessuali da parte di agenti, minacce coercitive di espulsioni forzate verso paesi terzi, negligenza medica, fame e cibo insufficiente, nonché la negazione di un accesso effettivo all’assistenza legale», ha rilevato in un rapporto l’American Civil Liberties Union (Aclu), la principale organizzazione statunitense per la difesa dei diritti civili e delle libertà individuali.
Sotto l’amministrazione Trump, la detenzione delle persone di origine straniera negli Stati Uniti ha raggiunto livelli record: in media, più di 73mila persone sono state trattenute, il numero più alto dal 2001, anno della creazione del Dipartimento per la Sicurezza Interna, secondo i dati pubblicati da Cbs News. L’anno scorso è stato raggiunto un nuovo drammatico record: l’anno più mortale degli ultimi due decenni per le persone sotto la custodia dell’Ice, con oltre 30 decessi.
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