La compagnia petrolifera statale Kpc ha riferito che la raffineria di Mina al-Ahmadi è stata colpita da diversi droni nelle prime ore di venerdì. Nella notte in diverse città iraniane sono state segnalate forti esplosioni. Israele ha colpito alcune città del Libano meridionale. Gli attacchi di Tel Aviv dal 2 marzo hanno causato la morte di 1.001 persone
Se per il premier israeliano Benjamin Netanyahu Teheran non sarebbe più in grado di produrre missili, il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Ali Mohammad Naeini, riporta Iran Newspaper, ha dichiarato che l’Iran ne sta producendo anche ora. «Non c’è alcuna preoccupazione al riguardo, perché stiamo producendo missili anche in condizioni di guerra», ha detto.
Nella notte in diverse città iraniane sono state segnalate forti esplosioni. Secondo le prime informazioni, sono state colpite Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino.
In Kuwait, una raffineria di petrolio è stata colpita da un attacco di droni, che ha causato un incendio. L’esercito kuwaitiano e il ministro dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti hanno poi fatto sapere che le difese aeree hanno risposto agli attacchi missilistici. In altre zone del Golfo, il ministero dell'Interno del Bahrein ha annunciato l'attivazione delle sirene antiaeree, mentre il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha comunicato l’intercettazione di un drone nella parte orientale del Paese.
Intanto, secondo quanto riporta Newsmax, l’esercito statunitense sta accelerando il dispiegamento di navi e migliaia di marines nell’area del Golfo. In totale si prevede l’invio di tre imbarcazioni e circa 4mila militari. Fra loro ci sarebbe anche il gruppo anfibio “Boxer”.
Un conflitto da cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni giovedì, al termine di un Consiglio europeo durato 13 ore, ha preso le distanze affermando che «i paesi dell’Ue non sono coinvolti direttamente», mentre «sono impegnati a costruire sul piano diplomatico le strade possibili per una de-escalation».
Alla richiesta di Trump alla Nato, di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per scortare le imbarcazioni, la premier ha risposto che non si sta pensando «a una missione militare per forzare il blocco. Quello su cui ci interroghiamo, se dovessero esserci le condizioni, ragionevolmente in una fase post-conflitto, è a come possiamo offrire un contributo, d'accordo con le parti, per difendere la libertà di navigazione».
PUNTI CHIAVE
09:35
Khamenei: "Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici in patria e all'estero"
09:11
Iran: ucciso portavoce dei pasdaran, generale Naeini
08:12
Nuovi raid israeliani sul Libano, nel paese oltre 1.000 vittime
Iran, Stati Uniti e Israele hanno bombardato 16 imbarcazioni nel Golfo
"A seguito di un attacco aereo americano-sionista, almeno 16 navi appartenenti a cittadini delle città di Bandar Lengeh e Bandar-e Kong sono state completamente distrutte", ha dichiarato un funzionario della provincia di Hormozgan, nel sud del Paese. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim, riportando gli attacchi dell'aviazione dell'esercito statunitense e israeliano contro imbarcazioni iraniane in alcune zone portuali del Golfo.
Iran: "Abbattimento dell'F-35 Usa è il crollo di un ordine"
"L'F-35 non era solo un aereo da caccia, ma una statua dell'invincibilità e dell'arroganza dell'esercito statunitense. [...] Questo simbolo è stato realizzato per la prima volta al mondo", ha scritto in un post su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dopo che un jet F-35 ha dovuto compiere un atterraggio di emergenza. Le autorità statunitensi stanno indagando su alcune segnalazioni secondo cui il jet sarebbe stato colpito dall'Iran. Se fosse vero, sottolinea Al Jazeera, si tratterebbe della prima volta in cui un F-35 viene colpito dal fuoco nemico.
Il Cremlino convoca l'ambasciatore israeliano dopo l'attacco alla troupe di Russia Today
"Le circostanze indicano che l'attacco ai giornalisti è stato deliberato e mirato", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Mari Zakharova, rendendo noto di aver convocato l'ambasciatore israeliano Oded Joseph a Mosca dopo l'attacco israeliano - ripreso dalle telecamere - che ha ferito una troupe di Russia Today nel sud del Libano.
Turchia, Erdogan: "Possa Dio distruggere Israele"
L'agenzia turca Anadolu ha riportato un messaggio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan: "Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele". Kahrar è uno dei nomi utilizzati nell'Islam per descrivere Dio come "il denominatore". Nello specifico, le parole di Erdogan sarebbero state espresse dopo la preghiera del venerdì nella moschea di Rize. In quell'occasione, il leader turco avrebbe condannato Israele per aver "ucciso migliaia di persone", aggiungendo che lo Stato ebraico "ne pagherà il prezzo".
Iran, Trump vuole bloccare l'isola di Kharg
L'amministrazione statunitense di Donald Trump - secondo quattro citate da Axios - "sta valutando di occupare o bloccare" l'isola iraniana di Kharg per esercitare pressioni sulla repubblica islamica e farle riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano al Regno Unito: "Concessione basi agli Usa è complicità"
Durante un colloquio telefonico il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha riferito alla sua omologa britannica Yvette Cooper che un'eventuale concessione delle proprie basi agli Stati Uniti verrà considerata come complicità all'aggressione: "Queste azioni saranno certamente considerate una partecipazione all'aggressione e saranno registrate nella storia delle relazioni tra i due paesi", si legge nella nota del ministero degli Esteri di Teheran sulla telefonata.
Khamenei: "Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici in patria e all'estero"
"Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici, sia in patria che all'estero". Lo ha sottolineato la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio al presidente Masoud Pezeshkian. Khamenei ha inoltre chiesto - riportano i media locali- che "l'assassinio del ministro dell'Intelligence sia compensato da un impegno raddoppiato da parte di funzionari" del regime di Teheran.
Iran: ucciso portavoce dei pasdaran, generale Naeini
I media statali iraniani riferiscono che il generale Ali Mohammad Naeini, portavoce del potente Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, è stato ucciso. A confermare la sua morte, questa mattina, è stata in particolare l'emittente statale Islamic Republic of Iran Broadcasting.
I paesi arabi limitano i raduni all'aperto per le celebrazioni di fine Ramadan
Le autorità del Golfo hanno ordinato che le preghiere dell'Eid al-Fitr, le celebrazioni per la fine del Ramadan, si svolgano quest'anno solo all'interno delle moschee, sospendendo i grandi raduni all'aperto a causa della guerra in corso fra Iran, Israele e Stati Uniti. Lo scrive Al Jazeera spiegando che Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno intimato ai fedeli di non riunirsi nei tradizionali luoghi di preghiera all'aperto. Le autorità hanno affermato che la decisione è stata presa a scopo precauzionale, poiché i governi di tutta la regione stanno rivalutando le manifestazioni pubbliche a causa del conflitto in corso e degli attacchi da parte dell'Iran.
Nuovi raid israeliani sul Libano, nel paese oltre 1.000 vittime
Israele ha colpito alcune città del Libano meridionale, causando numerosi feriti. Lo riporta l'agenzia di stampa statale libanese Nna parlando di attacchi all'alba sulle città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil. Il ministero della Salute di Beirut ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 1.001 persone in Libano dal 2 marzo, tra cui 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari. Più di 2.584 persone sono rimaste ferite.
Media, nella notte forti esplosioni in più città iraniane
Nella notte sono state segnalate forti esplosioni in diverse città iraniane. Lo scrive Iran International. Secondo le prime informazioni, le esplosioni si sono verificate a Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino. Esplosioni sono state udite anche nelle contee di Bardsir e Baft, nella provincia di Kerman, e ad Arak.
Idf: «Nuovo lancio missilistico iraniano contro l'area di Gerusalemme»
L'Idf ha rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall'Iran, diretto verso il centro di Israele e l'area di Gerusalemme. Si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nei prossimi minuti. Lo scrive il Times of Israel.
Ambasciatore Iran in Francia: «Mojtaba Khamenei è vivo e in buona salute»
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è "vivo e in buona salute" e non si trova nascosto in bunker. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad, a BFM Tv. "Non siamo obbligati a mostrarlo dietro una vetrina, è vivo e in buona salute", ha affermato il diplomatico in un'intervista televisiva. Il capo della missione diplomatica ha inoltre smentito le notizie secondo cui i vertici iraniani si troverebbero in rifugi sotterranei.
Pezeshkian: «Guerra di Usa e Israele distrugge le norme giuridiche globali»
"La natura del regime sionista è il terrorismo di Stato. Tuttavia, l'aggressione statunitense contro l'Iran e l'assassinio del leader martire creano un nuovo precedente nelle controversie internazionali che distruggerà le norme giuridiche globali. Se il mondo non saprà resistere, le sue fiamme bruceranno molti". Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.
La guerra in Iran è costata finora 25 mld Usd agli Stati uniti
La guerra contro l'Iran è costata finora oltre 25,3 miliardi di dollari ai contribuenti statunitensi, secondo il sito Iran War Cost Tracker che monitora in tempo reale le spese del conflitto. "Il calcolo si basa sulle informazioni che il Pentagono ha presentato al Congresso: 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni, più 1 miliardo al giorno in modo continuativo", spiegano i promotori del progetto.
La nazionale di calcio femminile accolta a Teheran
La nazionale femminile di calcio dell’Iran è rientrata a Teheran, dove è stata accolta da una cerimonia ufficiale e da numerosi sostenitori. Il ritorno avviene dopo che alcune giocatrici avevano chiesto asilo in Australia: due di loro hanno deciso di restare e si allenano con un club locale, mentre altre sono tornate sui propri passi.
Durante l’accoglienza, le atlete sono state celebrate con fiori e bandiere. "Non mi aspettavo che così tante persone venissero ad accoglierci, e sono felice di essere figlia dell’Iran", ha affermato la centrocampista Fatemeh Shaban. La squadra era finita sotto i riflettori durante la Coppa d’Asia femminile, quando alcune giocatrici erano rimaste in silenzio durante l’inno nazionale, gesto interpretato come protesta o segno di lutto.
Il vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, la scorsa settimana ha respinto le ipotesi secondo cui le calciatrice sarebbero state in pericolo se fossero tornate a casa, affermando che il Paese "accoglie i suoi figli a braccia aperte e il governo garantisce la loro sicurezza".
Iran, droni colpiscono una raffineria in Kuwait
Una raffineria di petrolio in Kuwait è stata colpita da un attacco con droni, che ha causato un incendio in alcune unità, senza che si registrino feriti. Lo riferisce l'agenzia di stampa Reuters. La compagnia petrolifera statale Kpc ha riferito che la raffineria di Mina al-Ahmadi è stata colpita da diversi droni nelle prime ore di stamani, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale. Non sono stati segnalati feriti al momento, mentre sono in corso le operazioni per contenere l'incendio.
Wsj, l'Arabia Saudita teme il petrolio a 180 dollari al barile se la guerra proseguirà
L'Arabia Saudita paventa un possibile balzo del prezzo del petrolio oltre i 180 dollari al barile se le interruzioni dell'offerta legate al conflitto con l'Iran dovessero protrarsi fino a fine aprile. Secondo fonti del settore citate dal quotidiano Wall Street Journal, un aumento così rapido rappresenterebbe un rischio significativo per l'economia globale: potrebbe infatti ridurre la domanda nel lungo periodo o innescare una recessione, oltre a esporre il regno a critiche come beneficiario indiretto del conflitto. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno gia' spinto in alto le quotazioni.
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