Dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti in Pakistan, il presidente Usa ha annunciato un blocco navale nei porti iraniani dalle 10 (ore 16 ora italiane) di lunedì
Il tavolo dei negoziati in Pakistan tra Iran e Stati Uniti è finito in un nulla di fatto. «Non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati», ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago. Dalle 10 di lunedì 13 aprile (le 16 in Italia) il presidente Usa ha annunciato un blocco navale nei porti iraniani.
Trump ha poi indirizzato un attacco senza precedenti verso il primo pontefice statunitense nella storia della chiesa cattolica, segnando una rottura tra la Casa Bianca e il Vaticano.
«Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump», ha scritto Trump su Truth, sostenendo quindi che se lui non fosse alla Casa Bianca, papa Leone XIV «non sarebbe in Vaticano». Trump lo ha inoltre definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».
Parole «denigratorie» che hanno «affranto» l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense. «Papa Leone non è il suo rivale», ha affermato l’arcivescovo, «né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime».
PUNTI CHIAVE
11:09
Il Papa: "Non ho paura di Trump"
10:56
Bbc, quattro petroliere hanno attraversato Hormuz dall'annuncio del blocco
09:45
Capo dei vescovi Usa: «Da Trump parole denigratorie verso il papa»
Tajani è atterrato a Beirut
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato all’aeroporto di Beirut, in Libano.
Trump posta un'immagine in cui si ritrae come il messia
Donald Trump in tunica bianca e rossa, la mano destra sulla fronte di un malato e una luce divina che emana da quella sinistra, circondato da una dottoressa, un militare e altre figure, con elementi come la bandiera Usa, un'aquila e la Statua della Libertà sullo sfondo. L'immagine, creata con l'Intelligenza Artificiale, è stata postata dal presidente sul suo account Truth poco dopo aver attaccato duramente in un altro post papa Leone XIV.
La Cei, "Trump rispetti il Papa e il suo ministero"
La Presidenza della Cei "esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore" dal Presidente Usa Donald Trump. "Unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero".
Teheran, "avevamo accettato diluizione dell'uranio, ma gli Usa si sono tirati fuori"
Ali Nikzad, il vicepresidente del parlamento iraniano, sostiene che la Repubblica islamica fosse pronta a "diluire 450 chilogrammi di uranio arricchito per dimostrare la propria buona volontà". Lo riporta Iran International. Nikzad ha precisato che "doveva essere un consorzio interno con la partecipazione di Stati Uniti e Arabia Saudita, ma gli Usa si sono tirati indietro".
Il Papa: "Non ho paura di Trump"
"Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Lo ha detto papa Leone XIV commentando con i giornalisti sul volo da Roma ad Algeri l'attacco di Donald Trump contro di lui. "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui. Non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo", ha spiegato. "Penso che le persone che leggono - ha aggiunto - possano trarre le loro conclusioni".
Bbc, quattro petroliere hanno attraversato Hormuz dall'annuncio del blocco
Dall'annuncio, domenica sera, del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) relativo all'imposizione di un blocco a "tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani" sono state individuate quattro imbarcazioni che hanno attraversato lo stretto di Hormuz: lo scrive Bbc Verify, secondo i dati di tracciamento forniti da MarineTraffic.
Sono tutte identificate come petroliere, che trasportano petrolio, gas o prodotti chimici. Bbc ha trovato alcun collegamento con l'Iran per nessuna di queste navi, e nessuna risulta diretta verso o proveniente da porti iraniani secondo i dati trasmessi dalle navi stesse. Donald Trump ha affermato che gli Usa bloccheranno le navi "in entrata o in uscita" dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio ora italiana.
Capo dei vescovi Usa: «Da Trump parole denigratorie verso il papa»
L'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si dice sconfortato dall'attacco di Donald Trump al Papa. "Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime", ha affermato in una dichiarazione, come riporta Reuters sul sito.
Wsj, Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l'Iran
Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj. È una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, hanno detto i funzionari.
Salgono i prezzi di gas e petrolio dopo il fallimento dei negoziati con gli Usa
Tornano a salire i prezzi del gas e del petrolio, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato un blocco dello stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei negoziati con l'Iran. Al mercato Ttf di Amsterdam, il prezzo del gas è sopra i 47 euro al megawattora, in rialzo dell'8 per cento. Il prezzo del petrolio invece, torna sopra i 100 dollari al barile, con gli indici Wti e Brent che si attestano rispettivamente a circa 103 e 101 dollari al barile.
Teheran, 77 edifici storici colpiti dall'inizio della guerra
Sajjad Asghari, segretario del comitato che sovrintende alla protezione dei monumenti storici di Teheran, ha fornito un aggiornamento sui danni inflitti ai monumenti della capitale dall'inizio della guerra il 28 febbraio. Le sue dichiarazioni, citate dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, indicano che 77 edifici storici, palazzi e musei sono stati colpiti: il 90% dei danni è considerato di lieve entità, mentre il 10% è ritenuto grave.
Media, il greggio dall'Arabia Saudita alla Cina sarà dimezzato a maggio
Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg.
Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile. Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio.
Egitto-Usa, colloquio telefonico tra ministro Esteri e Witkoff: focus su Iran
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha ricevuto nella serata di domenica una telefonata dall'inviato speciale statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff, con cui ha discusso degli ultimi sviluppi della situazione relativa al conflitto in Iran.
Secondo quanto reso noto dalla diplomazia egiziana, Abdelatty è stato informato dei colloqui tenutisi a Islamabad tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, e in particolare della posizione di Washington. Il ministro egiziano ha sottolineato l'importanza di attenersi alla via diplomatica e di privilegiare il dialogo e le soluzioni pacifiche per raggiungere un consenso su tutte le questioni, preservando la sicurezza e la stabilità regionale. Witkoff ha espresso il suo apprezzamento per il coordinamento con l'Egitto, elogiando la cooperazione in atto e gli sforzi del Cairo a sostegno della sicurezza e della stabilità in Medio Oriente.
Ghalibaf: «Presto gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»
"Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone", ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad.
Iran: «Abbiamo leve inutilizzate per contrastare il blocco di Hormuz»
Mohsen Rezaei, consigliere militare ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie, si è unito al coro di funzionari iraniani che hanno promesso di contrastare il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. In un post sul social X, Rezaei ha affermato che le forze armate del paese dispongono di "importanti leve ancora inutilizzate" per contrastare un eventuale blocco di Hormuz. Ha aggiunto che l'Iran non si lascerà intimidire da "tweet e piani immaginari".
Wsj, Trump valuta attacchi limitati dopo il fallimento dei colloqui
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando la ripresa di attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco dello Stretto di Hormuz annunciato domenica, dopo il fallimento dei colloqui tra le delegazioni statunitense e iraniana ospitati dal Pakistan lo scorso fine settimana.
Tra le opzioni sul tavolo del presidente, secondo fonti informate citate dal quotidiano Wall Street Journal, figurano raid mirati o un blocco temporaneo rafforzato, mentre appare meno probabile una campagna militare su larga scala per i rischi di destabilizzazione e i costi politici interni. Trump ha comunque lasciato aperta la via diplomatica, pur minacciando nuovi attacchi contro infrastrutture iraniane.
Report ong: l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone nel 2025
Le autorità iraniane hanno eseguito almeno 1.639 condanne a morte nel 2025, il dato più alto dal 1989. Lo affermano due organizzazioni non governative, che avvertono come il ricorso alla pena capitale possa aumentare ulteriormente nel contesto della guerra con Israele e Stati Uniti. Secondo il rapporto congiunto della ong norvegese 'Iran Human Rights' e dell'organizzazione parigina 'Ensemble contre la peine de mort', le esecuzioni sono cresciute del 68% rispetto al 2024, quando erano state 975. Tra le vittime figurano almeno 48 donne impiccate. Le ong sottolineano che la cifra rappresenta probabilmente un minimo, dato che molte esecuzioni non vengono riportate dai media ufficiali iraniani e richiedono più fonti per essere confermate. Il dato equivale a una media superiore a quattro esecuzioni al giorno. Il rapporto evidenzia inoltre che centinaia di manifestanti arrestati dopo le proteste del gennaio 2026 rischiano ancora la pena di morte. Le manifestazioni erano state represse con la forza, con migliaia di morti e decine di migliaia di arresti secondo le organizzazioni per i diritti umani.
Petrolio sopra i cento dollari dopo l'annuncio del blocco Usa nello Stetto
I prezzi del petrolio sono saliti oltre i cento dollari al barile dopo l'annuncio del blocco navale statunitense nello stretto di Hormuz, deciso domenica dal presidente Usa Donald Trump, a seguito del fallimento dei colloqui di pace con l'Iran.
Il greggio statunitense di riferimento è salito a oltre 104 dollari al barile, mentre il Brent si è attestato sopra i 102 dollari, in forte rialzo rispetto alle chiusure di venerdì (circa 96 e 95 dollari, rispettivamente).
Trump ha annunciato che la Marina Usa inizierà a bloccare le navi dirette nello Stretto, snodo cruciale per il commercio globale di petrolio, già fortemente limitato nelle ultime settimane dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha precisato che le operazioni inizieranno lunedì.
Intervistato dall'emittente televisiva "Fox News", Trump ha affermato che i prezzi dell'energia potrebbero scendere, restare stabili o "forse salire un po'" entro le elezioni di metà mandato del prossimo novembre, aggiungendo che dovrebbero comunque rimanere "più o meno sugli stessi livelli".
Lloyd's: «Il traffico nello Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato»
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è nuovamente fermato dopo l'annuncio del blocco navale da parte degli Stati Uniti, arrivato in seguito al fallimento dei negoziati con l'Iran. Lo scrive Lloyd's, media specializzato nel settore navale.
Prima dell'annuncio, i flussi di navigazione proseguivano a livelli ridotti, con un lieve aumento delle petroliere in transito nel fine settimana mentre alcune compagnie tentavano di far uscire le navi dal Golfo approfittando della fragile tregua. Dopo l'escalation, tuttavia, i movimenti risultano sospesi e almeno due imbarcazioni che stavano lasciando l'area hanno invertito la rotta.
Parallelamente, le forze armate statunitensi hanno avviato operazioni per la rimozione delle mine posizionate nello Stretto. Secondo il Comando Centrale, due navi da guerra Usa hanno attraversato l'area per la prima volta dall'inizio del conflitto nell'ambito di missioni di sminamento.
Centcom: «Il blocco dello Stretto da parte degli Usa avrà inizio oggi»
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che la Marina Usa darà inizio al blocco dello stretto di Hormuz stamattina alle 10, ora di Washington (le 16 in Italia), dando seguito agli ordini del presidente Donald Trump di "ripulire" lo stretto. Trump ha annunciato il blocco tramite un messaggio sulla piattaforma sociale Truth domenica, dopo il fallimento dei colloqui tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran ospitati dal Pakistan nel fine settimana.
L'obiettivo di Washington è impedire il transito delle navi che pagano pedaggi all'Iran. A tal proposito, Trump ha accusato la Repubblica islamica di praticare una "estorsione globale" e ha ordinato di intercettare e bloccare ogni imbarcazione che paghi pedaggi a Teheran. Il Centcom ha precisato che il blocco sarà applicato in modo "imparziale" a tutte le navi, consentendo però il passaggio tra porti non iraniani, e che ulteriori dettagli saranno comunicati agli operatori marittimi. Lo Stretto di Hormuz, via cruciale da cui transita circa il 20 per cento del commercio mondiale di petrolio, è di fatto bloccato dall'inizio delle tensioni militari tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Trump: «Altri paesi coinvolti per non fare vendere petrolio all'Iran»
Donald Trump ha detto che "altre nazioni stanno lavorando affinché l'Iran non possa vendere petrolio" parlando con i giornalisti al suo arrivo a Washington. Il presidente Usa non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo.
Trump: «Il cessate il fuoco con l'Iran regge, da domani blocco dei porti»
Il cessate il fuoco in Iran "sta reggendo bene", ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iraniani entrerà in vigore domani alle 10, le 16 in Italia, e che "ci sono molte navi dirette verso il nostro paese per fare rifornimento di petrolio".
Trump attacca Papa Leone: «È un debole e pessimo sulla politica estera»
Donald Trump attacca Papa Leone in un post su Truth. "È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica - e tutte le altre organizzazioni cristiane - hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha scritto il presidente americano. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare".
"Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump", ha aggiunto il presidente Usa, sostenendo che se non fosse "alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".
Araghchi: «Eravamo a un passo dall'accordo, fermato dal massimalismo Usa»
"In intensi colloqui al più alto livello degli ultimi 47 anni, l'Iran si è impegnato in buona fede con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Ma a un passo dal 'Memorandum d'intesa di Islamabad', ci siamo imbattuti nel massimalismo, nel continuo cambiamento delle carte in tavola e nel blocco. Nessun insegnamento tratto". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La buona volontà genera buona volontà. L'inimicizia genera inimicizia", ha concluso.
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