Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con «incoraggianti progressi». Tra i punti fermi della trattativa per ora ci sarebbe una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una «unità per la gestione dei conflitti» con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano.

Le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana, nonostante le minacce di domenica da parte di Donald Trump di distruggere l’Iran che sembravano poterle mettere in bilico. I negoziati avviati tra le squadre guidate dal vicepresidente statunitense J.D. Vance e dal rappresentante iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf nell'ambito di un periodo negoziale di due mesi previsto da un accordo preliminare raggiunto la scorsa settimana, sono serviti anche a raggiungere l'intesa su una «tabella di marcia per il raggiungimento di un accordo definitivo».

Nei colloqui ci sarebbero stati passi avanti anche nelle prospettive di de-escalation tra Israele e Libano: per quella zona nelle trattative si è parlato di istituire una cellula di coordinamento che il ministro degli Esteri iraniano ha definito «il primo vero banco di prova». 

Washington e Teheran hanno infatti finalmente firmato la scorsa settimana un memorandum d'intesa per porre fine al conflitto, che include una clausola per cessare i combattimenti in Libano tra Israele e Hezbollah. Tuttavia, da allora si sono verificati ripetuti scontri in Libano, che hanno spinto l'Iran ad annunciare la chiusura dello Stretto di Hormuz.

11:03

L'Iran celebrerà i funerali di Khamenei in Iraq l'8 luglio

L'8 luglio si terranno i funerali dell'ex leader Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani del 28 febbraio, nelle città di Najaf e Karbala in Iraq, ha dichiarato Iman Attarzadeh, un funzionario incaricato delle commemorazioni del defunto leader.

Le cerimonie funebri in Iran saranno dedicate al leader e a quattro membri della sua famiglia uccisi insieme a lui, ha affermato Attarzadeh, citato dall'agenzia Irna, aggiungendo che le celebrazioni inizieranno a Teheran dal 4 al 6 luglio, proseguiranno a Qom e in Iraq, e il 9 luglio Khamenei sarà sepolto nel santuario dell'ottavo Imam sciita, Reza, a Mashhad.

10:34

Teheran, in Svizzera l'Iran ha avuto brevi colloqui con gli Usa sul nucleare

Il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato oggi che l'Iran ha avuto un "breve colloquio" con gli Stati Uniti sul nucleare durante i negoziati svoltisi ieri in Svizzera. "La delegazione statunitense, nell'ambito dei suoi colloqui, ha espresso brevemente la propria posizione sulla questione nucleare e anche l'Iran ha parlato della sua posizione in merito", ha dichiarato Baghaei, aggiungendo: "Non si è trattato di una negoziazione, ma semplicemente di un'esposizione delle posizioni delle due parti. L'Iran ha espresso il proprio punto di vista in modo molto chiaro ed esplicito e il ministro degli Esteri Abbabs Araghchi ha invitato la parte americana ad evitare di ripetere le proprie posizioni illogiche sulla questione nucleare, che contengono richieste eccessive», ha aggiunto il portavoce. "Non è ancora giunto il momento di avviare i colloqui principali per un accordo definitivo e, sulla base del Memorandum d'intesa tra i due Paesi, dopo l'attuazione di alcune sue parti, inizieranno questi colloqui", ha affermato, parlando all'agenzia di stampa Irna.

10:28

Pizzaballa e Teofilo III oggi a Gaza per una visita pastorale

Teofilo III, Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina e Giordania, e il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, sono oggi a Gaza per una visita pastorale. Lo riferisce l'ufficio stampa del Patriarcato che pubblica anche le foto.

09:44

La delegazione iraniana rientra dopo 18 ore

La delegazione iraniana ha annunciato il suo ritorno a Teheran dopo "18 ore di intense discussioni" durante i colloqui in Svizzera con gli Stati Uniti, mediati da Pakistan e Qatar. Lo riferiscono i media statali iraniani, senza fornire ulteriori dettagli al momento.

09:31

Saar: "Non abbiamo ambizioni territoriali ma non ci ritiriamo dal Libano"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha spiegato che Israele non ha ambizioni territoriali in Libano, ma non si ritirerà dalla zona di sicurezza istituita nel Libano meridionale. Il capo della diplomazia ha affermato di aver comunicato telefonicamente al suo omologo neozelandese Winston Peters che Israele rispetterà l'attuale cessate il fuoco in Libano finché anche Hezbollah lo rispetterà. "Non abbiamo ambizioni territoriali in Libano, ma non ci ritireremo dalla zona di sicurezza, esponendo i nostri cittadini agli attacchi e a una possibile invasione da parte di Hezbollah. La sovranità del Libano è stata violata per decenni, fino a oggi, dall'occupazione indiretta da parte dell'Iran tramite Hezbollah. E' nell'interesse sia del Libano che di Israele che lo stato terrorista di Hezbollah venga smantellato. Ho invitato il ministro degli Esteri in Israele", ha scritto Saar su X.

09:06

Idf: "Uccisi due operativi di Hamas"

L'Idf ha annunciato di aver ucciso due operativi del movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza nel fine settimana. In una nota, le Idf hanno riferito che un attacco nel nord di Gaza sabato ha ucciso Ahmad Munir Khalil Zaza, capo dell'unità del genio nel Battaglione Hamas di Jabalia Ovest. Secondo quanto affermato dalle Idf, Zaza era coinvolto nella produzione e nella distribuzione di armi ai combattenti del battaglione ed era responsabile della costruzione di ordigni esplosivi e dell'installazione di trappole esplosive nelle abitazioni.

08:31

Ex capo dello Shin Bet è stato evacuato dagli Emirati

L'ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e sua moglie sono stati evacuati durante un recente viaggio negli Emirati Arabi Uniti dopo che era stato scoperto un piano dell'Iran per colpirlo. Lo riferisce Canale 13 che cita fonti anonime, secondo cui Bar e sua moglie stavano partecipando a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Tuttavia, una fonte vicina agli Emirati ha smentito alla rete televisiva che il ministro abbia ospitato un evento di questo tipo.

08:09

Trump accusa Nyt di tradimento


Il presidente americano Donald Trump ha accusato il New York Times di "tradimento" per la copertura dell'Iran e assicura che aggiungerà "tutti i loro resoconti falsi e ridicoli alla mia causa multimiliardaria contro di loro". "Il modo in cui il corrotto e fallimentare New York Times tratta le notizie su un Iran duramente colpito e allo stremo, ricorrendo a 'fatti' falsi e inventati, è, a mio avviso, un atto di 'tradimento'", ha detto Trump sul suo social Trump definendo il giornale "criminale". "Il titolo del corrotto e fallimentare New York Times: "Cosa è cambiato dopo quasi 4 mesi di guerra? Gli analisti dicono non molto". DAVVERO? - scrive Trump - Il loro esercito è FINITO, la loro Marina è SPARITA, la loro Aeronautica è SPARITA, le loro rampe di lancio, i missili, i droni e la relativa produzione sono quasi SPARITI, i loro due massimi dirigenti sono SPARITI, la loro inflazione è al 250 per cento, la loro economia è IN ROVINA, i loro soldati non vengono pagati, lo Stretto di Hormuz è APERTO, IL PETROLIO SCORRE A PIOGGIA e la Borsa e l'occupazione negli Stati Uniti sono ai massimi storici. Questo è ciò che è CAMBIATO, voi codardi corrotti e senza scrupoli, e MOLTO ALTRO!!!"

07:56

Teheran: "Israele lasci il Libano". Ma Netanyahu vuole restare

Il comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Esmail Qaani, ha incoraggiato i vertici del governo israeliano a ritirare le proprie forze dal Libano meridionale, avvertendo che in caso contrario lo Stato ebraico rischia di subire una nuova espulsione simile a quella del 2000. In un messaggio pubblicato sulle piattaforme sociali e ripreso dai media statali iraniani, Qaani ha affermato che, se Israele continuerà quella che ha definito un'"occupazione" del territorio libanese, sarà costretto a lasciare la regione "nell'umiliazione e nella sconfitta".

Il governo israeliano, dal canto suo, ha ribadito la volontà di mantenere le proprie posizioni nel sud del Libano. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha infatti dichiarato che Israele resterà nella "fascia di sicurezza" istituita oltre il confine per tutto il tempo ritenuto necessario dalle autorita' israeliane. La zona cuscinetto controllata da Israele copre circa 602 chilometri quadrati, pari a circa il 6 per cento del territorio libanese.

07:05

Araghchi: "La nuova cellula di coordinamento è il primo banco di prova"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che ci sono stati "progressi significativi" nei colloqui con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra tra Israele e Hezbollah in Libano. "La mediazione del Pakistan e del Qatar ha prodotto progressi importanti per mettere fine alla guerra in Libano", ha scritto Araghchi su X. Ha aggiunto che l'istituzione di una cellula di coordinamento per la de-escalation del conflitto in Libano rappresenta il "primo vero banco di prova". Araghchi ha inoltre evidenziato altri risultati raggiunti durante i negoziati svoltisi in Svizzera. "Le esportazioni di petrolio e di prodotti petrolchimici sono state esentate dalle restrizioni, il blocco è stato revocato, alcuni beni congelati sono stati sbloccati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo per l'Iran", ha spiegato.

07:03

Idf: "Uccise due persone in Cisgiordania"

L'esercito israeliano in una nota stampa ha dichiarato di aver ucciso due persone che avevano lanciato bombe molotov nei pressi dell'insediamento di Karmei Tzur, in Cisgiordania. Secondo quanto riferito i soldati sono intervenuti contro un gruppo di persone che bruciavano pneumatici e lanciavano bombe Molotov verso l'insediamento uccidendo due persone e neutralizzando una terza.

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