L’inviato speciale Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff lo scorso fine settimana ha incontrato il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, in Sardegna. Lo riporta il sito statunitense Axios, secondo cui gli Emirati sono stati un partner chiave per gli Stati Uniti nello sforzo di scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. L’esercito Usa, riporta la Cnn, martedì avrebbe scortato 40 navi commerciali con a bordo 18 milioni di barili di petrolio.

Il presidente Usa Donald Trump, incontrando i candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato, ha sostenuto che gli Stati Uniti controllano la Stretto di Hormuz, e per questo «stiamo vincendo», ha affermato. «In Iran abbiamo distrutto molto». 

Intanto Teheran ha fatto sapere che negli attacchi statunitensi tra il 30 agosto e il 2 settembre almeno 18 persone sono morte e 142 sono rimaste ferite. Tra questi molti erano minori. 

PUNTI CHIAVE

17:11

Usa: «Le nostre basi non sono state colpite»

11:36

Iran rivendica attacchi a basi Usa in Kuwait ed Emirati

09:57

Hegseth prolunga dispiegamento militari in Medio Oriente fino al 2027

18:54

Netanyahu: «Abbiamo la forza per sconfiggere il regime iraniano, non sfidateci»

«Sono convinto che siamo in grado di eliminare la minaccia una volta per tutte e di rovesciare il regime iraniano che sta lottando per la propria sopravvivenza. Dico ai nostri nemici: non sfidateci. Abbiamo la forza, la determinazione e l'unità interna per sconfiggervi. Questo è il compito principale che ci attende ancora, ma è vicino. Non è impossibile. È alla nostra portata ed è ciò che auguro al popolo di Israele per l'anno a venire, nel prossimo futuro». È quanto dichiarato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante il brindisi per il Capodanno ebraico al forum dello Stato Maggiore dell'Idf a Tel Aviv. «In questi tre anni di guerra abbiamo affrontato il pericolo di annientamento da parte di un regime che cerca di armarsi con le bombe nucleari per distruggerci. Abbiamo eliminato questa e altre minaccia minacce. Ora il regime attacca tutti, tranne noi perché conosce la nostra forza e determinazione».

18:30

Iran, sono 5 i morti per il raid statunitense sulla festa di nozze

L'emittente di Stato iraniana Irib riferisce che il conteggio delle vittime dell'attacco statunitense che martedì ha colpito una festa di matrimonio a Sirik, nel sud dell'Iran, è salito a cinque. Il presidente dell'Università di Scienze mediche di Hormozgan, Pejman Shahrokhi, ha infatti confermato che la 22enne Asia Molainejad è morta nel pomeriggio a causa delle ferite riportate nell'attacco.

17:11

Usa: «Le nostre basi non sono state colpite»

Un funzionario americano ha riportato alla testata Al Jazeera che durante gli attacchi lanciati la scorsa notte dall'Iran non sono state colpite basi statunitensi. L'esercito iraniano aveva invece rivendicato attacchi a basi americane in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti 

16:01

Pasdaran: «Il sangue dei martiri alla festa di nozze non rimarrà impunito»

«Il sangue puro di questi martiri (...) non rimarrà impunito e sarà certamente vendicato». Sono le dichiarazioni di Ahmad VahidiIl, capo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana in merito alla morte di quattro persone uccise nel corso di un attacco americano avvenuto martedì nel sud del Paese. 

14:59

Trump: «I volumi di petrolio di Hormuz sono tornati!»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato sul suo profilo Truth che il volume di petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz è quasi tornato ai livelli prebellici. Ad accompagnare il post un'immagine che mostra come attualmente transitano attraverso lo stretto circa 18 milioni di barili di petrolio al giorno, contro i 20 milioni registrati prima dell'inizio del conflitto.

13:45

Azizi: «Lo stretto di Hormuz non riaprirà senza il consenso dell'Iran»

Il capo della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Azizi, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz non riaprirà senza il consenso dell'Iran. «Abbiamo ripetutamente sottolineato che lo Stretto di Hormuz non sarà aperto senza la volontà della Repubblica islamica dell'Iran, e questo è abbastanza evidente», ha affermato Azizi. «I nemici una volta vagavano nella regione, ma ora sono fuggiti a 500 miglia e si pentono di quei giorni, e stanno compiendo azioni malvagie perché non riescono a sbloccare lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto. 

12:30

Katz: «Un attacco iraniano contro Israele ci libererà da ogni vincolo»

«Se l'Iran dovesse attaccare Israele riporteremo il Paese all'età della pietra». Sono le affermazioni di Israel Katz, ministro della difesa israeliano, riportare dal Times of Israel. «Osserviamo segnali che indicano come la forte pressione economica a cui è sottoposto l'Iran, unita al timore di una rivolta e della caduta del regime, possano spingere il Paese verso misure disperate», ha affermato Katz. «Un attacco iraniano contro Israele ci libererà da ogni vincolo. Colpiremo tutte le infrastrutture, comprese quelle energetiche, e riporteremo l'Iran all'età della pietra e nell'oscurità». Il ministro della difesa israeliano ha poi aggiunto che «Israele è ben preparato, sia sul piano difensivo che su quello offensivo, a qualsiasi eventualità, e le Idf sono pronte a portare a termine la missione».

11:36

Iran rivendica attacchi a basi Usa in Kuwait ed Emirati

L'esercito iraniano ha annunciato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti. "Questa mattina, l'esercito ha colpito con missili e droni i sistemi di comunicazione satellitare, i depositi di equipaggiamento e gli hangar per aerei da combattimento del terrorista esercito statunitense presso la base aerea Ahmad al Jaber in Kuwait", si legge in una nota diffusa dalla televisione di Stato. L'esercito ha aggiunto che "anche le postazioni delle forze e i sistemi radar dell'esercito statunitense - definito 'assassino di bambini' - presso la base aerea di al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, sono stati attaccati con missili e droni".

09:57

Hegseth prolunga dispiegamento militari in Medio Oriente fino al 2027

Il Pentagono ha stabilito un prolungamento dei dispiegamenti di truppe, navi e sistemi di difesa aerea in Medio Oriente, con alcune unità che potrebbero restare nella regione fino al 2027. Lo riferisce oggi il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della pianificazione militare americana. La strategia mira a lasciare al presidente Donald Trump il maggior numero possibile di opzioni, ma sottopone a una forte pressione uomini e mezzi e crea colli di bottiglia nella manutenzione, con arretrati che potrebbero richiedere anni per essere smaltiti. Gli Stati uniti mantengono attualmente circa 50mila militari nella regione. Le missioni comprendono l'intercettazione di missili iraniani, la protezione delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, il blocco dei porti e delle coste iraniane e la capacità di lanciare attacchi più ampi se Trump decidesse di intensificare le operazioni.

08:47

Iran, telefonata fra Trump e il presidente degli Emirati Zayed al Nayan

Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e il presidente statunitense Donald Trump hanno discusso degli sviluppi in Medio Oriente e della cooperazione bilaterale nel corso di una telefonata: lo riferisce l'agenzia di stampa statale emiratina Wam

07:50

Teheran denuncia almeno 18 morti e 142 feriti nei raid Usa

Almeno 18 persone sono morte e 142 sono rimaste ferite negli attacchi condotti dagli Stati Uniti contro l' Iran tra il 30 agosto e il 2 settembre scorsi, secondo il ministero della Salute iraniano. Tra i feriti figurano 61 donne e 44 minori, mentre tra i morti ci sarebbero due donne e un bambino. I combattimenti sono ripresi dopo il fallimento del memorandum d'intesa del 18 giugno, che mirava a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran e a consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz. 

07:00

Nella notte intercettati missili e droni contro le basi del Kwait

Nella notte le difese aeree del Kuwait hanno intercettato attacchi con missili e droni provenienti dall'Iran. Sul suo profilo X, l'esercito ha rassicurato che qualsiasi suono di esplosione udito è il risultato dei sistemi di difesa aerea che intercettano minacce in arrivo. 

06:41

Hegseth estende missioni in Medio Oriente fino al 2027

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha deliberato la proroga delle missioni militari in Medio Oriente fino al 2027. Lo rivela il Wall Street Journal, facendo notare che quando gli Stati Uniti hanno lanciato la loro offensiva contro l'Iran sei mesi fa, Hegseth aveva promesso un colpo rapido e decisivo che avrebbe evitato un lungo e protratto conflitto. Ora - sottolinea il giornale Usa - invece, sta silenziosamente estendendo il dispiegamento delle truppe, un segnale che il conflitto potrebbe protrarsi fino al prossimo anno, secondo fonti a conoscenza dei fatti. Si tratterebbe di una strategia militare a lungo termine, concepita per offrire al presidente Trump diverse opzioni in vista della guerra. 

Trump starebbe valutando in privato con i suoi collaboratori se dichiarare conclusa la guerra in Iran, un'idea che gli piace, hanno riferito alcune fonti al Wsj. Il commander-in-chief è convinto che la sua strategia di pressione economica funzionerà e costringerà il regime a smantellare il proprio programma nucleare o crollare. 

06:15

Trump: «Stiamo vincendo in Iran, controlliamo Hormuz»

"Stiamo vincendo" in Iran: "controlliamo lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca, dove sta ospitando i candidati repubblicani alle elezioni Usa di metà mandato.

"In Iran abbiamo distrutto molto", ha continuato il presidente Usa, sottolineando che in questa guerra gli Stati Uniti "stanno aiutando il Medio Oriente, Israele e noi stessi". Nel suo discorso, Trump ha ribadito che l'Iran avrebbe cercato di "distruggere Israele" e successivamente minacciato Europa e Stati Uniti. 

06:00

Iran, Witkoff ha incontrato in Sardegna capo sicurezza Emirati

L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato lo scorso fine settimana il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, per discutere i prossimi passi sul conflitto con l'Iran. Lo ha riportato Axios, citando due fonti a conoscenza dell'incontro. I colloqui si sono svolti in Sardegna mentre l'amministrazione Trump spinge per riaprire lo Stretto di Hormuz e intensificare la pressione economica su Teheran. Axios ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti sono stati un partner chiave nello sforzo guidato dagli Stati Uniti per guidare le petroliere attraverso lo stretto ed è anche centrale nella campagna di Washington per isolare economicamente l'Iran. 

L'incontro si è svolto alcuni giorni dopo l'annuncio da parte del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent dell'"Operation Economic Outcast", la campagna volta a imporre severe sanzioni ai Paesi e alle entità che intrattengono rapporti commerciali con la Repubblica islamica. Secondo una fonte, Bessent aveva parlato con Tahnoon bin Zayed prima dell'annuncio. Il giorno dell'incontro tra Witkoff e il consigliere emiratino, il dipartimento del Tesoro ha inoltre avviato una procedura per escludere dal sistema finanziario statunitense le filiali negli Emirati Arabi Uniti della banca egiziana Banque Misr, a causa dei suoi rapporti d'affari con l'Iran. La misura proposta impedirebbe all'istituto di effettuare transazioni in dollari. 

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