Le elezioni per il rinnovo della 26esima Knesset, il parlamento israeliano, mostrano un paese diviso. Secondo i risultati ancora parziali, pubblicati dalla Commissione elettorale centrale, 56 seggi andrebbero al blocco guidato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e 48 all’opposizione. 

Likud, il partito del premier, è per ora al primo posto, con il 20,81 per cento dei voti. Segue la formazione Yashar dell’ex generale Gadi Eisenkot con il 17,06 per cento. «Il Likud è il partito più grande di Israele» e il paese deve «costituire un forte governo nazionale di destra», ha detto Netanyahu, prendendo la parola a Gerusalemme davanti ai sostenitori poco dopo le 3 ora locale nella notte post elezioni. Il premier ha ribadito il proprio rifiuto di formare un governo che si appoggi sui partiti arabi.

Intanto il presidente Usa Donald Trump si è preso i meriti della maggioranza che, a scrutinio in corso, Likud sta ottenendo: «Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere un’insperata rimonta», ha scritto su Truth il tycoon.

PUNTI CHIAVE

08:45

Al 66% dello scrutinio, Netanyahu a 56 ed Eisenkot a 48

07:00

Trump: «Con il mio sostegno Netanyahu è passato dalla sconfitta alla vittoria»

08:54

Golan: «Abbiamo l'opportunità di formare un governo con gli arabi»

l leader dei Democratici, Yair Golan, ha nuovamente esortato l'opposizione a fare un accordo con i partiti arabo-israeliani per formare un governo, all'indomani delle elezioni. "Abbiamo l'opportunità di formare un governo del cambiamento in partnership con i cittadini arabi di Israele. Ora serve coraggio. Serve leadership. Serve smettere di avere paura e iniziare ad agire", ha scritto su X il leader di sinistra.

A scrutinio ancora in corso, il blocco guidato dal premier Benjamin Netanyahu si attesta a 55, il blocco dell'opposizione con leader Gadi Eisenkot a 48 e 16 i partiti arabo-israeliani. Questi ultimi, prima del voto, hanno espresso la disponibilità a entrare in una coalizione di governo o sostenere un governo di minoranza dall'esterno, ma all'epoca Eisenkot aveva respinto l'idea.

"Netanyahu ha perso. Io so contare fino a 120. 65 è più di 55. Così funziona la democrazia israeliana", ha scritto su X Golan, mettendo insieme i seggi dell'opposizione con quelli arabi. "Non abbiamo futuro qui se non smettiamo di avere paura. E se non smettiamo con il razzismo. Non dobbiamo più accettare la divisione razzista di Netanyahu tra voti ebraici e voti arabi", ha aggiunto, sottolineando che "chi cerca di cancellare i voti dei cittadini arabi si arrende a Netanyahu e rinuncia a Israele". 

08:45

Al 66% dello scrutinio, Netanyahu a 56 ed Eisenkot a 48

Con il 66,2% delle schede scrutinate, i risultati parziali assegnano 56 seggi al blocco guidato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu e 48 seggi al blocco guidato da Gadi Eisenkot, leader di Yashar. I partiti arabi si attestano a 16 seggi. Restano sotto la soglia di sbarramento I Riservisti (2,7%), Amcha Israel (1,6%) e Haredi Public (0,2%). Lo scrutinio dei voti espressi tramite 'doppia busta' - che includono quelli dei diplomatici all'estero e i militari - vengono conteggiati in una fase successiva. 

08:22

Belgrado, allerta rossa terrorismo dopo un'aggressione all'ambasciata israeliana

Il ministro dell'Interno serbo Ivica Dacic ha reso noto che il livello di minaccia terroristica è stato portato al massimo, ovvero in "allerta rossa", dopo l'aggressione nella notte davanti all'ambasciata israeliana di Belgrado da parte di un uomo contro un agente di polizia. La polizia serba ha riferito che l'aggressore non identificato è stato ucciso poco dopo mezzanotte. "Ciò comporta controlli di sicurezza più rigorosi e una maggiore presenza delle forze dell'ordine in siti sensibili, incluse infrastrutture e luoghi frequentati da grandi folle", ha affermato Dacic. 

08:10

Il 79,9% dei soldati dell'Idf ha votato, +6,2% rispetto a 2022


Il 79,9% dei soldati israeliani ha votato alle elezioni generali, con un incremento di circa il 6,2% rispetto alla tornata precedente nel 2022. Lo ha riferito un portavoce dell'Idf. Le operazioni di voto all'interno delle forze armate hanno preso il via la settimana scorsa: sono stati allestiti oltre 890 seggi militari presso basi e unita' in tutto il Paese, di cui circa un quarto erano mobili.

07:00

Trump: «Con il mio sostegno Netanyahu è passato dalla sconfitta alla vittoria»

"Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere una insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu". Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. "Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump - conclude parlando alla terza persona - che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d'America". 

06:45

A metà dei seggi scrutinati il partito di Netanyahu in testa

Quando sono stati scrutinati circa la metà dei seggi, 6.456 sugli oltre 12 mila, il partito di Benjamin Netanyahu, Likud, è in testa con 571.627 voti, pari al 20,81%. Secondo quanto pubblicato dal Comitato centrale per le elezioni per il rinnovo della 26/ma Knesset al secondo posto c'è Yashar di Gadi Eisenkot con 468.460 voti, pari al 17,06%. Il terzo partito più votato è Insieme, guidato da Naftali Bennett, con 252.883 voti (9,21%). 

06:30

Eisenkot: «Il popolo ha deciso a favore del cambiamento»

"Oggi Israele si è recato alle urne per un referendum sulla leadership che guiderà il Paese nei prossimi anni" e "il popolo ha deciso a favore del cambiamento". È quanto ha detto il principale rivale di Benjamin Netanyahu nelle elezioni di ieri, Gadi Eisenkot, fra gli applausi dei sostenitori nella notte a Tel Aviv. Il discorso di Eisenkot è stato incentrato sull'unità e l'ex generale ha promesso "una nuova era, un'era di speranza" per gli israeliani. "L’opinione pubblica israeliana ha votato contro il servizio di Netanyahu come primo ministro di Israele, un leader degno avrebbe accettato la mozione di sfiducia del popolo e avrebbe annunciato oggi il proprio ritiro dalla politica", ha dichiarato Eisenkot, intimando a Netanyahu di non "strumentalizzare la sicurezza di Israele" per fini politici. 

06:25

Netanyahu: «Likud il partito più grande, formare un forte governo di destra»

"Il Likud è il partito più grande di Israele" e il Paese deve "costituire un forte governo nazionale di destra". È quanto ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, prendendo la parola a Gerusalemme davanti ai sostenitori poco dopo le 3 ora locale nella notte post elezioni. Netanyahu ha ribadito il proprio rifiuto di formare un governo che si appoggi sui partiti arabi.

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