Un colloquio «franco e aperto». Senza tanti giri di parole, insomma. Nella telefonata ricevuta dal presidente di Israele, Isaac Herzog, Sergio Mattarella ha voluto consegnargli alcuni messaggi, sia in merito alla situazione generale in Medio oriente sia a casi più specifici, riguardanti l’Italia, che negli ultimi mesi hanno creato delle frizioni nelle relazioni con Tel Aviv

Secondo fonti del Quirinale, infatti, il presidente Mattarella ha sottolineato al suo omologo «l’urgente necessità» di abbandonare lo stato di guerra permanente nella regione. Dal Libano all’Iran, passando per Gaza, i conflitti in cui Israele è coinvolto nel Medio oriente sono diversi. Dal capo dello Stato anche un riferimento alla necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali.

Inaccettabili attacchi a Unifil

A Herzog, poi, Mattarella non ha nascosto l’attenzione particolare per il contingente italiano della missione Unifil presente in Libano. Un contingente che anche negli ultimi mesi è stato preso di mira da attacchi, da Hezbollah ma anche dall’esercito israeliano. L’ultimo episodio è avvenuto nelle ultime ore, quando un drone, attribuito ai miliziani, è esploso nella base di Naqoura, dove si trovavano soldati italiani. La zona era stata segnata da raid dell’Idf. Nessun ferito nella base, solo alcuni danni a edifici ma l’ennesimo episodio in cui i militari impegnati in Libano sono stati messi sotto pressione. La stessa Unifil ha espresso preoccupazione «per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu».

E allora il presidente della Repubblica, secondo la nota trapelata dal Quirinale, ha usato parole nette con il leader israeliano: gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil sono inaccettabili, per Mattarella. 

Nella telefonata, inoltre, è stato anche ribadito l’impegno determinato da parte della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo.

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