Un razzo, l’ennesimo, è caduto nella base militare italiana di Shama, in Libano. Non ci sono feriti tra i soldati del contingente Unifil, solo alcuni lievi danni a un mezzo. L’episodio, che segue altri simili negli ultimi mesi, è avvenuto questo pomeriggio e sono in corso accertamenti per capire la provenienza del missile. 

La provenienza del razzo

Secondo una prima ricostruzione fornita da fonti informate all’Ansa, il razzo a corto raggio che ha colpito la base è da 107 millimetri, un’arma che viene di solito usata da Hezbollah. Le sue schegge hanno causato la foratura di un veicolo militare, ma non ulteriori danni.

A dare notizia dell’accaduto è stato il ministero della Difesa, che ha sottolineato anche come il ministro Guido Crosetto sia in contatto con il generale Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa, il generale di Corpo d’armata Iannucci, comandante del Covi, e quello del contingente italiano in Libano per capire come evolve la situazione.

I militari italiani da tempo sono bersaglio di intimidazioni e veri attacchi, da parte di entrambi gli schieramenti, sia dai miliziani di Hezbollah che dall’esercito israeliano. Oltre ai razzi sull’insediamento, l’ultimo caso, per esempio, è stato quello in cui l’Idf ha sparato direttamente contro un convoglio Unifil costringendolo a fare marcia indietro. Una vicenda che aveva portato Roma a convocare l’ambasciatore israeliano.

Tajani: Parleremo con Rubio di Libano

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riferendosi all’incontro e agli argomenti di discussione da affrontare con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ha evidenziato che tra i vari temi «parleremo anche della nostra posizione sul Libano, visto che Rubio ne ha parlato e quindi diremo quali sono le nostre idee».

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