Appare già molto fragile la tregua negoziata tra Iran e Stati Uniti: nella giornata di mercoledì, infatti, non si sono fermati i bombardamenti dell’Idf sul Libano, che hanno provocato oltre 250 morti: la linea di Benjamin Netanyahu ha provocato a sua volta rivendicazioni dagli altri paesi in zona e minacce di ritorsioni, come nel caso del regime iraniano che ha promesso, per bocca di un funzionario, che «punirà» Israele. Lo Stretto di Hormuz nel frattempo è già stato di nuovo chiuso. 

Le manovre dell’Idf sono state condannate anche dalla comunità internazionale. «La prosecuzione dell'attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione» ha detto il portavoce delle Nazioni unite, mentre Emmanuel Macron ha condannato i bombardamenti «indiscriminati». 

In risposta alle operazioni ordinate da Tel Aviv, Hezbollah ha lanciato razzi sul territorio israeliano: nelle prime ore del mattino è stato colpito un kibbutz. 

PUNTI CHIAVE

18:27

Axios: "I negoziati tra Israele e Libano inizieranno la prossima settimana negli Usa"

17:14

L'allarme dell'Oms: "Ospedali in Libano rischiano di rimanere senza forniture essenziali"

14:45

Ghalibaf, "basta attacchi al Libano o la risposta sarà forte"

18:54

"Il Libano era incluso nel cessate il fuoco siglato tra Usa e Iran"

Il rappresentante del Pakistan presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) afferma che l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Israele prevedeva la cessazione delle ostilità contro il Libano. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che il rappresentante ha specificato di non capire perché ci fosse della confusione in merito.

18:27

Axios: "I negoziati tra Israele e Libano inizieranno la prossima settimana negli Usa"

I negoziati fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana con un primo incontro al Dipartimento di Stato a Washington. Lo rende noto Axios, facendo riferimento a una fonte israeliana.

18:18

Media iraniani: "Se la questione libanese non verrà risolta, non ci saranno negoziati"

"La questione del Libano e un cessate il fuoco nel Paese sono un prerequisito e una condizione non negoziabile affinchè la Repubblica Islamica avvii qualsiasi nuovo processo negoziale", ha affermato una fonte citata dall'agenzia iraniana Fars. E ha aggiunto: "Nel contesto dell'attacco in corso al Libano, l'Iran considera i negoziati strategicamente privi di significato e inutili. Tutti gli alti funzionari della Repubblica Islamica sono unanimi su questo punto. Se la questione libanese non verrà risolta, non ci saranno negoziati"

18:02

Rutte: "Trump ha rilanciato il ritiro degli Usa dalla Nato"

Durante il colloquio avvenuto nella giornata di ieri tra il segretario generale della Nato Mark Rutte e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il tycoon ha nuovamente sottolineato la sua volontà di ritirarsi dall'Alleanza. "Ho chiaramente percepito la sua delusione, che, in effetti, il presidente ha espresso apertamente. Ha anche rilanciato appelli affinché gli Stati Uniti possano potenzialmente ritirarsi dalla Nato", ha affermato Rutte.

17:57

Netanyahu: "Ho dato istruzioni per avviare i negoziati con il Libano"

"Alla luce delle ripetute richieste del Libano di avviare negoziati diretti con Israele, ieri ho dato istruzioni al gabinetto di avviare negoziati diretti con il Libano il prima possibile". Così, in un comunicato, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

17:36

Tajani: "La comunità internazionale deve collaborare su Hormuz"

"È fondamentale mantenere aperto il Canale di Hormuz. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare un'escalation nel Mar Rosso. La comunità internazionale deve collaborare per raggiungere questo obiettivo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla riunione del gruppo informale del Med9.

17:33

Media: “Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano”

Lo riferisce Nbc, citando un funzionario statunitense. La richiesta del tycoon avrebbe l'obiettivo di migliorare la propria posizione in vista dei colloqui con l'Iran.

17:14

L'allarme dell'Oms: "Ospedali in Libano rischiano di rimanere senza forniture essenziali"

Il rappresentante in Libano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Abdinasir Abubakar, ha dichiarato all'agenzia Reuters che presto gli ospedali del paese potrebbero rimanere senza forniture essenziali. "Alcune delle forniture per la gestione dei traumi stavano scarseggiando e potremmo esaurirle entro pochi giorni", ha dichiarato.

16:44

Corre il prezzo del petrolio, Wti di nuovo sopra 100 dollari

Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e Usa. Il Wti americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent che sale del 4,3% a 98,9 dollari.

16:39

Beirut, "dobbiamo avere un posto al tavolo dei negoziati di Islamabad"

Durante un'intervista alla Bbc, la ministra degli Affari sociali libanese, Haneen Sayed, ha dichiarato che è importante che Beirut abbia "un posto al tavolo" dei colloqui a Islamabad per poter negoziare un accordo di cessate il fuoco. Sayed ha affermato che, secondo l'interpretazione del Paese, "il Libano era incluso nella tregua" e che è importante per il governo "negoziare su quale accordo di pace sia necessario". La ministra ha concluso dicendo che presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alle "gravi violazioni" commesse durante i raid israeliani su Beirut.

14:45

Ghalibaf, "basta attacchi al Libano o la risposta sarà forte"

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che sarà a Islamabad per i negoziati con gli Usa, avverte che "le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte" e invita a "smettere immediatamente" con gli attacchi al Libano. "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco", afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.

12:49

Ue, "navigazione resti libera nello stretto di Hormuz, no a pedaggi"

"Siamo qui per ribadire cosa prevede il diritto internazionale, e il diritto internazionale garantisce la libertà di navigazione, il che significa fondamentalmente nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo". Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni, nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla situazione delle navi nel Golfo Persico e sull'ipotesi di un pagamento imposto dall'Iran per il transito delle petroliere nello Stretto di Hormuz. "Ancora una volta, la linea è chiara: lo stretto di Hormuz, come qualsiasi altra via marittima, è un bene pubblico per tutta l'umanità. Significa che la navigazione deve essere libera", ha aggiunto. 

12:32

Post cancellato dell'ambasciatore iraniano, "errore di invio"

Per l'ambasciata iraniana in Pakistan un "errore di tempistica" è alla base della cancellazione del post con cui l'account X dell'ambasciatore Reza Amiri Moghadam aveva annunciato l'arrivo oggi in Pakistan della delegazione iraniana impagnata nei colloqui con la controparte americana. Un funzionario dell'ambasciata iraniana ha dichiarato all'agenzia di stampa Afp che il messaggio era stato inviato prematuramente. Il funzionario ha affermato che il post è stato rimosso "a causa di alcuni problemi", rifiutandosi di dire se l'arrivo della delegazione fosse ancora previsto per stasera. Interpellato ulteriormente, il funzionario ha dichiarato: "Problema di tempistica: non avremmo dovuto inviarlo".

12:20

Netanyahu: "Continueremo a colpire Hezbollah ovunque serva"

"Continuiamo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione", ha affermato Benjamin Netanyahu sul suo account personale X. "Il nostro messaggio è chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani verrà colpito. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finché non avremo ripristinato completamente la sicurezza per gli abitanti del nord di Israele", ha aggiunto.

11:29

Capo del nucleare iraniano: "Nessuno ci fermerà sull'arricchimento dell'uranio"

Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell'uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Mohammad Eslami ha specificato che gli appelli in questa direzione sono "illusioni" che non possono fermare le attività nucleari dell'Iran. "Nessuna legge o individuo può fermarci", ha aggiunto, riferendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento. Lo riporta Iran International.

11:16

Kallas, "attacchi d'Israele in Libano ingiustificati, subito tregua"

"Il diritto di Israele all'autodifesa non giustifica l'infliggere una distruzione così massiccia: gli attacchi israeliani hanno causato centinaia di vittime la scorsa notte, rendendo difficile sostenere che azioni così pesanti rientrino nell'ambito dell'autodifesa". Lo afferma l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas su X. "Le azioni israeliane stanno mettendo a dura prova il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran: la tregua con l'Iran dovrebbe estendersi al Libano", ha aggiunto.

11:04

Dombrovskis: "Economia a rischio stagflazione, impatto crisi fino a 0,4%"

La tregua "porta una necessaria de-escalation". "Ma le prospettive di lungo periodo restano oscurate da una profonda incertezza. L'economia europea rimane quindi esposta al rischio di uno shock stagflazionistico: una situazione in cui una crescita più lenta coincide con un'inflazione più elevata. L'analisi condotta dalla Commissione ha rilevato che la crescita dell'Ue quest'anno potrebbe essere inferiore dello 0,2-0,4%" "nello scenario di una perturbazione di breve durata". Lo ha detto il commissario Ue per l'Economia Valdis Dombrovskis al Pe. Con una crisi più lunga "la crescita potrebbe quindi essere inferiore dello 0,4-0,6%".

10:57

Egitto, "pericolo gravi ripercussioni da attacchi israeliani in Libano"

L'escalation israeliana in Libano "deve cessare immediatamente" perché foriera di "possibili gravi ripercussioni" in tutta la regione. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in un colloquio telefonico con il premier libanese Nawaf Salam, precisando che "contatti con i partner regionali e internazionali si stanno intensificando per porre fine all'aggressione". Secondo quanto riferito da un portavoce, Abdelatty ha espresso "un'inequivocabile condanna" degli attacchi e piena solidarietà alle istituzioni libanesi, definendo i raid israeliani "una brutale aggressione".

10:51

Media Libano: "Almeno 17 persone uccise stamattina nei raid israeliani"

Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna. Secondo quanto riferito da Nna, un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre 10 persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, ma le cifre sono ancora preliminari.

10:47

Araghchi chiama il ministro degli Esteri saudita

Colloquio telefonico tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud. A darne notizia è l'agenzia ufficiale saudita Spa. Si tratta del primo contatto tra i due da quando il 28 febbraio Usa e Israele hanno annunciato l'avvio di operazioni militari contro l'Iran, che non ha mancato di 'rispondere' prendendo di mira obiettivi nei Paesi del Golfo, anche in Arabia Saudita, eterna rivale della Repubblica islamica nella regione. Secondo i media della monarchia del Golfo, il colloquio è avvenuto su iniziativa iraniana, a poco più di 24 ore dall'annuncio della tregua di due settimane tra Usa e Iran. 

10:11

Starmer negli Emirati, seconda tappa del viaggio

Il primo ministro britannico Keir Starmer è arrivato oggi negli Emirati Arabi Uniti, seconda tappa del suo tour in Medio Oriente. Starmer sta incontrando gli alleati nella regione del Golfo nell'ambito dei colloqui in corso per garantire la sicurezza del transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Ieri il primo ministro si trovava in Arabia Saudita, dove ha incontrato il principe ereditario Mohammed bin Salman e visitato una base aerea. Starmer ha affermato che c'è ancora del lavoro da fare per garantire che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non sia "un cessate il fuoco temporaneo, ma un cessate il fuoco permanente".

09:50

Libano, almeno sette morti dopo un raid 

È di almeno 7 morti il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito il villaggio di Abbasiyeh, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, precisando che si tratta di un bilancio preliminare. Ieri Israele ha intensificato i suoi attacchi in Libano, sostenendo che la sua lotta contro il gruppo Hezbollah, sostenuto dall'Iran, non rientri nell'accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. 

09:40

Iran, incognita sull'arrivo della delegazione iraniana a Islamabad

Sarebbe stato cancellato il post con cui su X l'ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, annunciava che una delegazione di Teheran era attesa stasera a Islamabad per colloqui, "nonostante lo scetticismo", sui "dieci punti proposti dall'Iran" dopo l'annunciata tregua con gli Stati Uniti. Sull'account X del diplomatico il messaggio non è più visibile, sembra essere stato cancellato.

09:31

Francia: "Inaccettabile Hormuz a pagamento"

 "Inaccettabile" e "illegale". Il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, bolla così l'ipotesi di un meccanismo di pagamento per il transito nello Stretto di Hormuz. "Non è accettabile perché la libertà di navigazione nelle acque internazionali è un bene comune, un bene dell'umanità che non va ostacolato in alcun modo, con alcun diritto di transito", ha detto dopo le parole di Donald Trump che ha evocato la creazione di una "joint venture" con l'Iran dopo l'annuncio di una tregua di due settimane. "Nessuno lo accetterebbe, semplicemente perché è illegale - ha rimarcato Barrot - Le acque internazionali sono libere".

09:16

Francia: "Il Libano sia incluso nel cessate il fuoco"

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha chiesto che il cessate il fuoco tra Stati uniti e Iran includa anche il Libano, condannando i più recenti raid israeliani e sostenendo che anche questo fronte debba rientrare nell'intesa. Barrot ha inoltre definito "inaccettabile" l'ipotesi di introdurre un meccanismo di pedaggio nello stretto di Hormuz, affermando che sarebbe contrario al diritto internazionale.

09:05

Regno Unito: "Estendere la tregua anche al Libano"

Il Regno Unito "auspica vivamente" che il cessate il fuoco tra Washington e Teheran venga esteso anche al Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper, aggiungendo di essere profondamente preoccupata per i sanguinosi attacchi israeliani di ieri sul Paese. "Speriamo vivamente che il cessate il fuoco venga esteso al Libano", ha detto Cooper a Sky News. "Sono profondamente preoccupata per l'escalation degli attacchi perpetrati ieri da Israele in Libano: abbiamo visto le conseguenze umanitarie di questi atti, tra cui lo sfollamento di massa di persone".

08:54

Croce rossa: "Indignati per la strage"

La Croce Rossa ha espresso indignazione per gli effetti devastanti dell'intensificarsi delle operazioni militari israeliane in Libano, avvertendo del rischio di numerose vittime civili e distruzioni ingenti. "Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) è indignato per la devastante strage e la distruzione che hanno colpito le aree densamente popolate del Libano a seguito dell'intensificarsi delle operazioni militari"

08:34

Teheran: "Libano rientra in accordo tregua con Usa"

Gli attacchi israeliani contro il Libano di ierihanno rappresentato una "grave violazione" del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh: "Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca" ha detto Khatibzadeh. "Non si può chiedere un cessate il fuoco e poi accettarne i termini e le condizioni, accettare tutte le aree a cui si applica il cessate il fuoco, nominando specificamente il Libano, e poi lasciare che il proprio alleato dia inizio a un massacro". Khatibzadeh ha definito gli attacchi israeliani una "sorta di genocidio". 

08:02

Trump: "L'esercito Usa resterà nell'area fino a vero accordo"

Le forze armate statunitensi rimarranno schierate vicino all'Iran fino a quando non verrà pienamente attuato un «vero accordo». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella serata di mercoledì, il giorno dopo l'annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. «Tutte le navi, gli aerei e il personale militare, con munizioni e armi aggiuntive rimarranno in Iran e nelle zone circostanti fino a quando il VERO ACCORDO raggiunto non sarà pienamente rispettato», ha scritto su Truth Social, avvertendo che altrimenti «sparerà più forte di quanto si sia mai visto».

07:37

Libano, nuovo raid nel sud del paese

Dopo il raid israeliano sulla città di Harouf, nel sud del Libano un nuovo attacco israeliano ha colpito anche la località di al Duwair, nota anche come Kherbet el-Doueir. 

07:31

Il Pakistan condanna gli attacchi israeliani

Il Pakistan - paese protagonista della mediazione che ha portato alla tregua tra Usa e Iran - ha condannato l'ultima ondata di attacchi israeliani contro il Libano e ha chiesto alla comunità internazionale di adottare "misure urgenti e concrete" per fermare ulteriori raid. Lo afferma una dichiarazione del ministero degli Esteri pachistano diffusa oggi. "Le azioni israeliane minano gli sforzi internazionali per stabilire pace e stabilità nella regione e costituiscono una palese violazione del diritto internazionale e dei principi umanitari fondamentali", si legge. 

07:15

Guterres: "I raid sono un grave pericolo per il cessate il fuoco"

I raid israeliani sul Libano rappresentano un "grave pericolo" per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati uniti e Iran. Lo ha avvertito il portavoce del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "La prosecuzione dell'attività militare in Libano fa pesare un grave pericolo sul cessate il fuoco e sugli sforzi condotti per una pace duratura e generale nella regione", ha affermato il portavoce in una dichiarazione, rinnovando l'appello a una cessazione immediata delle ostilità. Gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato ieri 182 morti.

07:00

Libano, razzi su un kibbutz in risposta agli attacchi di Tel Aviv

Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla "violazione" della tregua tra Stati Uniti e Iran. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il "diritto" di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. "In risposta alla violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del nemico", Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, "con un lancio di razzi" nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah. 

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