Non è bastata una maratona di circa 21 ore nel primo giorno di colloqui per far giungere Iran e Stati Uniti a un accordo. Il faccia a faccia storico, quello tra il vicepresidente Usa JD Vance con il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, il primo a questo livello dal 1979, anno della rivoluzione, è finito in un nulla di fatto. Tanti i punti sul tavolo su cui c’è «grande disaccordo», come emerso già nella giornata di sabato dalle squadre negoziali: dalla riapertura dello Stretto di Hormuz al destino di quasi 900 libbre (408 kg) di uranio altamente arricchito, fino alla richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di asset congelati all'estero.

Nella notte Vance ha deciso di lasciare Islamabad, sede delle trattative in Pakistan, senza nascondere la propria delusione: «Per 21 ore abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo. Non c'è la promessa definitiva da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare. Abbiamo presentato un'offerta finale e la migliore possibile». 

Dal canto suo l’Iran, la cui delegazione ha lasciato a sua volta Islamabad, sottolinea le proprie priorità al tavolo negoziale: lo stop degli attacchi al Libano e la revoca delle sanzioni, ma allo stesso tempo i Pasdaran non vogliono accettare ingerenze nello stretto. In Pakistan la diplomazia lavora ancora, ci sono spiragli una soluzione nonostante il braccio di ferro su Hormuz.

PUNTI CHIAVE

15:36

 Trump: "Distruggeremo le mine a Hormuz, se Teheran ci attacca sarà fatta a pezzi"

14:03

L’appello di papa Leone per Ucraina, Libano e Sudan: «Obbligo morale di proteggere i civili»

10:33

Hormuz, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa

16:57

Trump minaccia dazi del 50% alla Cina se invia armi a Teheran

Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato in un'intervista a Maria Bartiromo su Fox News di imporre dazi aggiuntivi del 50% alla Cina se Washington dovesse accertare che Pechino sta fornendo armi all'Iran, in particolare missili antiaerei a spalla. La minaccia si inserisce in una linea già evocata nei giorni scorsi contro i Paesi che aiutano militarmente Teheran. "Se li cogliamo a farlo, si prenderanno un dazio del 50%, che è una cifra enorme, davvero enorme", ha dichiarato Trump, facendo riferimento alle notizie su possibili forniture cinesi di missili antiaerei a spalla. Il presidente americano ha però anche precisato di dubitare che Pechino lo farebbe ancora, richiamando il suo rapporto con il presidente cinese Xi Jinping.

Sul rapporto con Pechino, Trump ha mantenuto un doppio registro: da un lato la minaccia tariffaria, dall'altro la sottolineatura di legami personali solidi con Xi. "Ho un ottimo rapporto con il presidente Xi della Cina. Lavoriamo molto bene insieme", ha detto, sostenendo anche che la Cina stia già pagando agli Stati uniti somme consistenti grazie ai dazi. Il presidente americano ha aggiunto di ritenere la Cina un Paese "straordinario", pur rivendicando di essere stato "duro ma giusto" nei suoi confronti. Trump ha poi richiamato i dazi del 100% imposti sulle auto cinesi in ingresso negli Stati uniti, sostenendo che quella misura ha impedito ai veicoli cinesi di travolgere case americane come General Motors e Ford. Ha aggiunto che, a suo giudizio, la pressione delle auto cinesi starebbe invece creando gravi difficoltà all'industria automobilistica europea.

16:51

Trump: "Teheran tornerà al tavolo e ci darà ciò che vogliamo"

 "Prevedo che torneranno" al tavolo dei negoziati e "ci daranno tutto ciò che vogliamo". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a 'Sunday Morning Futures' di Fox News. Secondo il tycoon gli iranini "non hanno carte".

16:45

 Trump: "Senza accordo possiamo colpire ogni loro centrale elettrica"

"Potrei eliminare l'Iran in un solo giorno. Potrei colpire ogni loro impianto, ogni loro centrale elettrica, che è una cosa enorme". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un'intervista a 'Sunday Morning Futures' di Fox News. "E un'altra cosa che distruggerei sono i ponti", ha aggiunto. 

16:03

Media: "Iran schiera forze speciali della Marina sulla costa sud"

I media statali iraniani hanno affermato che il Paese ha schierato forze speciali della Marina lungo la sua costa meridionale, segnalando i preparativi per una potenziale invasione terrestre da parte delle forze statunitensi, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui l'agenzia di stampa statale iraniana Student News Network ha pubblicato immagini di soldati in mimetica schierati vicino a una costa sabbiosa per "contrastare qualsiasi possibile infiltrazione nemica nel territorio del Paese".

15:36

 Trump: "Distruggeremo le mine a Hormuz, se Teheran ci attacca sarà fatta a pezzi"

"Ho dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. "Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi, o contro navi pacifiche, verrà fatto a pezzi!". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. 

"L'Iran aveva promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz, ma ha consapevolmente omesso di farlo. Ciò ha causato ansia, disagi e sofferenza a molte persone e Paesi in tutto il mondo", ha scritto ancora Trump. "Affermano di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Potrebbero anche averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre un rischio del genere? L'Iran e ciò che resta dei suoi 'leader' hanno subito un grave danno e un'onta permanente, ma noi siamo ormai oltre tutto questo. Come promesso, farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via navigabile internazionale!", ha aggiunto il tycoon.

"Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz";.ha scritto ancora Trump, senza precisare quali. "A un certo punto", ha continuato "giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire. Tuttavia, l'Iran ha impedito che ciò accadesse". "Questa è un'estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni - in particolare quelli degli Stati Uniti - non si lasceranno mai estorcere", ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto. 

14:03

L’appello di papa Leone per Ucraina, Libano e Sudan: «Obbligo morale di proteggere i civili»

Dopo l’appello per arginare il «delirio di onnipotenza» in questi tempi di guerra, papa Leone XIV – al termine della preghiera mariana del Regina Caeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus – ha ricordato che il mondo «ha tanto bisogno di pace». Per questo ha espresso una «intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra», ricordando «in modo particolare il caro popolo ucraino». Alla vigilia del viaggio apostolico che in dieci giorni lo porterà in quattro paesi africani, il pontefice ha ricordato «che mercoledì prossimo si compiono tre anni dall'inizio del sanguinoso conflitto in Sudan», soffermandosi su «quanto soffre il popolo sudanese vittima innocente di questo dramma disumano».

In questo momento di trattative, ha avvertito papa Leone, «non venga meno l'attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra, anche all'amato popolo libanese. Sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza». Il «principio di umanità», ha continuato il pontefice, «inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto nelle leggi internazionali comporta l'obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra».

12:17

Tajani: "Molto preoccupato per l'andamento dei colloqui con Usa"

"Sono molto preoccupato per l'andamento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione di Vinitaly, auspicando che "vadano meglio quelli tra Israele e Libano". "Domani sarò a Beirut proprio per dare un segnale di grande attenzione a questo paese che sta soffrendo, dove l'Italia è presente con i suoi militari", ha aggiunto Tajani.

11:36

Iran, Ghalibaf: "Usa devono decidere se guadagnarsi nostra fiducia"

Il presidente del parlamento iraniano ha quindi ringraziato il Pakistan, "per aver facilitato il processo negoziale", e il popolo iraniano per il sostegno, elogiando quindi il team iraniano per "questi intensi negoziati di 21 ore". 

10:33

Hormuz, uranio e asset congelati sono stati i nodi della trattativa

La riapertura dello Stretto di Hormuz, il destino di quasi 900 libbre (408 kg) di uranio altamente arricchito e la richiesta iraniana di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di asset congelati all'estero sono stati i punti critici che hanno fatto deragliare la trattativa tra Iran e Usa. Lo scrive il New York Times che cita due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui. Gli Stati Uniti avevano chiesto all'Iran di riaprire immediatamente lo stretto a tutto il traffico marittimo, ma l'Iran si è rifiutato di rinunciare alla sua influenza su questo punto strategico per le petroliere, affermando che lo avrebbe fatto solo dopo un accordo di pace definitivo.

L'Iran ha anche chiesto un risarcimento per i danni causati da sei settimane di raid aerei e lo sblocco delle entrate petrolifere congelate in Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania per la ricostruzione, hanno aggiunto i funzionari, ma gli americani hanno respinto tali richieste. Un altro punto di contesa è stata la richiesta del presidente Trump che l'Iran consegnasse o vendesse l'intero stock di uranio arricchito di grado quasi nucleare.

L'Iran ha presentato una controproposta, ma le parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso, hanno affermato i funzionari. "Abbiamo chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali no", ha dichiarato il vicepresidente JD Vance dopo 21 ore di incontri con alti funzionari iraniani presso l'hotel Serena di Islamabad, senza specificare quali fossero le linee rosse.

10:18

Regno Unito: "Deludente la mancata svolta nei negoziati Usa-Iran"
 

La mancata svolta nei negoziati per un accordo tra Usa e Iran, con i colloqui di Islamabad dati per falliti, "è ovviamente deludente": lo ha dichiarato il ministro della Salute britannico, Wes Streeting, intervistato da Sky News. "È ovviamente deludente non aver ancora visto una svolta nei negoziati e la fine di questa guerra in Iran in modo duraturo", sono state le sue parole. "Ma, come sempre nella diplomazia, si fallisce finché non si ha successo. Quindi, anche se questi colloqui potrebbero non essersi conclusi con successo, ciò non significa che non abbia senso continuare a provarci", ha aggiunto. 

10:07

Teheran arresta 50 persone per collaborazione con Usa e Israele

Le autorità iraniane hanno arrestato almeno 50 persone per presunte attività di spionaggio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Snn, come riporta Al Jazeera. Le persone arrestate sono accusate di aver collaborato con Stati Uniti e Israele condividendo posizioni sensibili, tra cui strutture di servizio e infrastrutture. Le autorità hanno anche sequestrato apparecchiature elettroniche, satelliti e armi, ha affermato la Snn. L'Iran ha arrestato decine di persone accusate di spionaggio nel recente conflitto, dopo una precedente ondata di arresti seguita alla guerra di 12 giorni con Stati Uniti e Israele dello scorso anno. Una legge sullo spionaggio recentemente inasprita prevede la pena di morte e la confisca dei beni per coloro che sono accusati di spionaggio. 

08:32

Due petroliere arrivate a Hormuz hanno fatto marcia indietro

Due "superpetroliere" vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno "fatto marcia indietro all'ultimo minuto" una volta avvicinatisi all'isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro roccia una volta avvicinatisi a un "checkpoint" controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.

08:01

Anche la delegazione di Teheran ha lasciato il Pakistan

Anche la delegazione di Teheran inviata a Islamabad per i colloqui con gli Usa ha lasciato il Pakistan dopo che i negoziati sono stati dati per falliti. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr.

07:45

Pasdaran: Hormuz resta chiuso fino ad accordo ragionevole

Lo Stretto di Hormuz è chiuso e rimarrà tale finché Washington non accetterà un accordo ragionevole. È quanto ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte informata dei Pasdaran, dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad tra Usa e Iran. Tra i principali punti di contrasto, la gestione del cruciale passaggio marittimo. 

06:10

Iran: "I contatti con Pakistan proseguiranno"

"Teheran è certa che i contatti con il Pakistan proseguiranno". A farlo sapere, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, riferendosi ai colloqui di pace a Islamabad tra Usa e Iran con la mediazione del Pakistan.

05:37

Ministro degli Esteri del Pakistan: "Iran e Usa rispettino la tregua"

Il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, ha ribadito che Washington e Teheran devono rispettare l'accordo di cessate il fuoco, dopo che colloqui tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. "È fondamentale che le parti continuino a rispettare il proprio impegno al cessate il fuoco", ha detto Dar, il cui governo ha moderato i colloqui e ha svolto il ruolo di mediatore. "Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per favorire il coinvolgimento e dialogo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America nei giorni a venire", ha aggiunto in una breve dichiarazione diffusa dai media statali. 

05:28

L'Iran: "Nessuno si aspettava un accordo dopo un solo incontro"

Il portavoce del ministero degli Esteri dell'Iran, Esmaeil Baghaei, ha ridimensionato le aspettative sull'esito dei negoziati con gli Stati Uniti, dopo le dichiarazioni del vicepresidente James David Vance in merito al mancato accordo dopo i colloqui ospitati dal Pakistan. Baghaei ha detto nel corso di una conferenza stampa che le due parti hanno "raggiunto un'intesa su una serie di questioni", pur mantenendo "divergenze su due o tre temi importanti". "Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che fin dall'inizio non ci si aspettasse di raggiungere un accordo in un solo incontro," ha dichiarato il funzionario. "Nessuno si aspettava questo". In precedenza, Baghaei aveva affermato che l'esito dei colloqui sarebbe dipeso dalla "serietà e buona fede della controparte" e dal riconoscimento dei diritti e degli interessi legittimi dell'Iran.

04:22

 Iran: "Negoziati falliti per le richieste irragionevoli degli Usa"

Le "richieste irragionevoli" degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati. È la versione della Tv di Stato iraniana riguardo al fallimento dei colloqui in Pakistan, secondo quanto riporta Al Jazeera. 

04:21

Banca mondiale: nel 2026 riviste al ribasso previsioni crescita a causa della guerra

Nel 2026 la crescita del Prodotto interno lordo (Pil) della regione del Medio Oriente allargato - escluso l'Iran, ma con Afghanistan e Pakistan - sara' pari all'1,8 per cento per cento su base annua, segnando un rallentamento rispetto al 4 per cento del 2025. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento regionale ("Regional Economic Update"). Il dato è inferiore del 2,4 per cento rispetto alla previsione emessa a gennaio. Il rapporto evidenzia "il grave costo umano ed economico" della guerra nella regione, che accresce l'incertezza geopolitica. Le interruzioni delle principali rotte di approvvigionamento energetico e delle infrastrutture - ricorda il documento - "hanno influenzato i mercati, aumentato la volatilità finanziaria e indebolito le prospettive di crescita per il 2026". A influenzare i prezzi ci sono gli aumenti dei costi dell'energia e dei beni alimentari. L'inflazione della regione aumenterà dall'1,8 per cento al 3 per cento.

03:57

Vance: "Non c'è impegno a non sviluppare il nucleare"

JD Vance, nel suo discorso da Islamabad dopo 15 ore di colloqui tra delegazioni iraniane e statunitensi, non ha voluto indicare i punti di disaccordo con gli iraniani, ma sembra che non sia stato trovato un punto di contatto sull'arricchimento dell'uranio per produrre le armi nucleari. "Non entrerò in tutti i dettagli, perché non voglio negoziare in pubblico dopo aver negoziato per 21 ore in privato - ha detto il vicepresidente statunitense - ma il punto fondamentale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un'arma nucleare e a non cercare gli strumenti che permetterebbero loro di ottenerla rapidamente. Questo è l'obiettivo centrale degli attuali Stati Uniti, ed è ciò che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati". "Il loro programma nucleare, per quello che è, le strutture di arricchimento che avevano in precedenza, sono state distrutte. Ma la domanda fondamentale è: vediamo un impegno reale e duraturo da parte degli iraniani a non sviluppare un'arma nucleare? Non solo adesso, non solo tra due anni, ma nel lungo periodo. Questo ancora non lo abbiamo visto. Speriamo di sì", ha aggiunto, parlando ai giornalisti. 

03:43

Vance torna negli Usa: "Non abbiamo raggiunto un accordo"

Non è stato raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, parlando a Islamabad, in Pakistan. "Per 21 ore abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo", ha detto. "E penso - ha aggiunto - che questa sia una cattiva notizia per l'Iran molto più che per gli Stati Uniti d'America". Secondo Vance, che non ha nascosto la delusione per il fallimento dei negoziati, "non c'è la promessa definitiva da parte dell'Iran riguardo all'abbandono dell'arma nucleare". Vance ha annunciato che tornerà negli Stati Uniti dopo aver presentato all'Iran "un'offerta finale e la migliore possibile". "Torniamo negli Stati Uniti senza aver raggiunto un accordo. Abbiamo chiarito molto bene quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a venire loro incontro e su quali invece non lo siamo, e lo abbiamo fatto nel modo più chiaro possibile. E loro hanno scelto di non accettare le nostre condizioni", ha detto.

Il vicepresidente Usa JD Vance poco prima di lasciare Islamabad (FOTO AFP)
Il vicepresidente Usa JD Vance poco prima di lasciare Islamabad (FOTO AFP)
Il vicepresidente Usa JD Vance poco prima di lasciare Islamabad (FOTO AFP)
03:23

L'Iran agli Stati Uniti: "Evitare richieste eccessive e illegali"

"Il successo di questo processo diplomatico dipende dalla serietà e dalla buona fede della controparte, dall'astensione da pretese eccessive e richieste illegali, e dal riconoscimento dei diritti legittimi e degli interessi giusti dell'Iran". Lo ha affermato all'alba di oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei sul canale X. "Oggi - ha spiegato - è stata una giornata di lavoro intensa e lunga per la delegazione della Repubblica Islamica dell'Iran a Islamabad. I negoziati serrati, iniziati sabato mattina con gli sforzi encomiabili e la mediazione del Pakistan, continuano senza interruzioni fino ad ora, con lo scambio di numerosi messaggi e documenti tra le due parti. I negoziatori iraniani impiegano tutte le loro capacità, esperienza e conoscenza per salvaguardare i diritti e gli interessi dell'Iran. Il pesante lutto per i nostri grandi, cari e compatrioti, ha rafforzato - ha aggiunto - la nostra determinazione nel perseguire gli interessi e i diritti della nazione iraniana più che mai".

"Nelle ultime 24 ore si sono tenute discussioni su vari apsetti relativi le questioni principali dei negoziati, incluso lo stretto di Hormuz, la questione nucleare, i risarcimenti di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva del conflitto in Iran e nella regione", ha scritto Baqaei. L'Iran è "determinato a ricorrere a tutti i mezzi, compresa la diplomazia, per tutelare e salvaguardare gli interessi nazionali", ha aggiunto.

01:10

"Gravi divergenze" ma i colloqui Usa-Iran proseguono oggi

 

Il terzo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran si è concluso nella capitale pakistana Islamabad, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata alle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che cita un proprio corrispondente. Lo riferisce Haaretz. Secondo l'agenzia, permangono "gravi divergenze" tra le delegazioni. I colloqui tra le parti proseguiranno "nella tarda serata" di oggi, secondo quanto riportato anche dalla televisione di stato iraniana. Il Pakistan è 3 ore avanti rispetto all'Italia. In un post su X, il governo iraniano afferma che i negoziati proseguono nonostante "alcune divergenze ancora presenti". 

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