Dopo l’appello per arginare il «delirio di onnipotenza» in questi tempi di guerra, papa Leone XIV – intervenuto nella tarda mattinata di domenica 12 aprile al termine della preghiera mariana del Regina Caeli, che nel tempo di Pasqua sostituisce l'Angelus – ha ricordato che il mondo «ha tanto bisogno di pace». Per questo il pontefice ha espresso una «intensa preghiera per quanti soffrono a causa della guerra», ricordando «in modo particolare il caro popolo ucraino» e ha aggiunto che «questo ci impegna più che mai ad essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto».

Alla vigilia del viaggio apostolico che in dieci giorni lo porterà in quattro paesi africani - Algeria, Camerun, Angola e Guinea equatoriale -, il pontefice ha ricordato «che mercoledì prossimo si compiono tre anni dall'inizio del sanguinoso conflitto in Sudan», soffermandosi su «quanto soffre il popolo sudanese vittima innocente di questo dramma disumano». Si moltiplicano gli appelli di papa Prevost «alle parti belligeranti affinché facciano tacere le armi e inizino senza precondizioni un sincero dialogo volto a fermare quanto prima questa guerra fratricida».

L’attenzione non poteva poi non spostarsi ancora verso il Medio Oriente, nel day after del primo e a ogni modo storico primo colloquio di pace tra Stati Uniti e Iran dal 1979.

In questo momento di trattative, ha avvertito papa Leone, «non venga meno l'attenzione della comunità internazionale verso il dramma di questa guerra, anche all'amato popolo libanese. Sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza».

Il «principio di umanità», ha continuato il pontefice, «inscritto nella coscienza di ogni persona e riconosciuto nelle leggi internazionali comporta l'obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra». 

«Domani partirò per un viaggio apostolico di dieci giorni in Africa. Vi chiedo per favore di accompagnarmi con le vostre preghiere», ha poi detto Leone XIV nei saluti dopo il Regina Caeli. Il Papa ha anche ricordato l'odierna Domenica della Divina Misericordia e salutato i fedeli che hanno partecipato questa mattina alla celebrazione della ricorrenza nel Santuario di Santo Spirito in Sassia, a pochi passi dal Vaticano.

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