Teheran potrebbe pianificare attacchi contro diplomatici e personale americano, secondo quanto riferito al New York Times da due alti funzionari iraniani, uno dei quali appartenente ai Guardiani della Rivoluzione. La notizia arriva dopo l'allarme lanciato dall'intelligence statunitense, secondo cui l'Iran avrebbe «intensificato notevolmente» i tentativi di colpire cittadini americani in Medio Oriente e altrove. Barack Obama, durante un comizio in Ohio, a sostegno dell’ex senatore democratico, Sherrod Brown, ha attaccato Donald Trump: «L'attuale presidente ha preso una serie di decisioni sbagliate, ha deciso di dare inizio a una guerra non necessaria che nessuno aveva chiesto». 

PUNTI CHIAVE

11:30

Netanyahu posta foto di atomica su Tel Aviv, "2 anni per finire il lavoro con l'Iran"

07:57

Nyt, Teheran pronta a colpire funzionari Usa

07:50

Obama attacca Trump: "Eccelle in truffe, fermare la sua follia"

13:45

Netanyahu: se non sarò rieletto si rischia nuova Shoah

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che, qualora non venisse rieletto martedì, il Paese sarebbe a rischio di "un secondo Olocausto", a causa della persistente "minaccia esistenziale" rappresentata dall'Iran e dai suoi alleati regionali.

"Abbiamo ancora due anni di amministrazione (Donald) Trump per completare il lavoro in Iran, e non è dato sapere cosa accadrà in seguito: se ci sarà Kamala Harris o qualcun altro", ha scritto Netanyahu sul suo profilo X, riportando le parole dello scrittore israeliano Yuval Bloomberg, accompagnate da un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che ritrae un'esplosione nucleare su Tel Aviv.

Il testo di Bloomberg, che il premier israeliano sposa completamente, sostiene che alcune delle questioni centrali di queste elezioni come il servizio militare obbligatorio per gli ultra-ortodossi, il ruolo del Qatar o l'eventuale ricezione, da parte dello stesso Netanyahu, di avvertimenti su un possibile attacco prima del 7 ottobre non siano "altro che un enorme fumogeno, volto a oscurare l'unica questione che sovrasta tutte le altre".

"Se due bombe atomiche dovessero cadere nel centro del Paese, a chi importerebbe ancora di queste polemiche futili e vuote?", prosegue il post. Nell'articolo viene inoltre sottolineato lo stretto legame tra Netanyahu e Trump, rimarcando la capacità del primo di "prendere il telefono e avere una conversazione personale e sostanziale" con il presidente statunitense.

"Chiunque abbia a cuore la propria sopravvivenza fisica o quella della propria famiglia e dei propri cari dovrebbe esitare; la mano dovrebbe tremare prima di scegliere qualcuno che non

13:20

Iran, Araghchi: ripresa guerra non cambierebbe nostra politica 

Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha avvertito che un'eventuale ripresa delle ostilità con Israele e gli Stati Uniti non modificherebbe la politica della Repubblica islamica, in una fase in cui i negoziati tra Teheran e Washington restano in una situazione di stallo. La conclusione di un cessate il fuoco ad aprile, seguita dalla firma di un protocollo d'intesa a giugno tra l'Iran e gli Stati Uniti, aveva permesso di porre fine, in larga misura, ai combattimenti del conflitto scatenato a fine febbraio da un attacco israelo-americano contro Teheran. Tuttavia, nello Stretto strategico di Hormuz e nelle aree circostanti, continuano a verificarsi attacchi. Gli Stati Uniti e Israele - dove martedì si terranno elezioni cruciali - hanno intensificato negli ultimi giorni le minacce di attacchi contro la Repubblica islamica. "Ultimamente si parla di una nuova guerra. Che ci sia una guerra o meno, la nostra politica rimarrà la stessa", ha affermato Araghchi durante un discorso trasmesso dalla televisione di Stato.

L'Iran chiede il ripristino del protocollo d'intesa, che prevede, tra l'altro, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la revoca delle sanzioni statunitensi, le quali stanno strangolando l'economia del Paese. Venerdì, il presidente americano Donald Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero riavviare operazioni militari contro l'Iran, senza però fornire indicazioni sulle tempistiche. Nello Stretto di Hormuz, epicentro del conflitto tra Teheran e Washington, negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli attacchi contro le navi; secondo gli analisti, la Repubblica islamica intende così dimostrare che la sua capacità di perturbare il traffico marittimo rimane intatta. L'Iran rivendica il controllo di questa via marittima, attraverso la quale, prima della guerra in Medio Oriente, transitava un quinto degli idrocarburi mondiali.

Per tutta risposta, Washington impone un blocco dei porti iraniani. "Lo hanno già fatto due volte e ne hanno constatato i risultati. Se vogliono riprovarci, sanno che non otterranno nulla di diverso da quanto accaduto in passato", ha ammonito Araghchi.

13:04

Ghalibaf: "Gli Usa sono nel pantano"

Gli Stati Uniti si sono "cacciati in un pantano" a causa di loro "errori di calcolo". Lo dice il presidente del parlamento iraniano e negoziatore di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. Gli Stati Uniti sbagliano a credere di poter costringere l'Iran "alla sottomissione" ricorrendo a "tattiche di pressione mediatica o minacce militari". "Non si rendono conto che l'Iran di oggi non e' quello dell'umiliante epoca Pahlavi. E', al contrario, una fortezza inespugnabile, fondata sulla fiducia in se stessi, sulla potenza difensiva e su una determinazione incrollabile, che non permettera' mai a nessuna potenza straniera di dettare condizioni che riguardino l'onore di questa terra", ha dichiarato. "Gli americani si sono cacciati in un pantano a causa dei loro stessi errori di calcolo; spetta a loro compiere i passi necessari per uscirne", conclude.

11:30

Netanyahu posta foto di atomica su Tel Aviv, "2 anni per finire il lavoro con l'Iran"

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha pubblicato sul suo account X un'immagine che ritrae una bomba atomica che si abbatte su Tel Aviv, e condivide un post dello scrittore Yuval Blumberg, secondo cui ''lo Stato di Israele deve affrontare una minaccia esistenziale reale e concreta. Se gli iraniani dovessero dotarsi di armi nucleari, nient'altro avrebbe più importanza. Tutto il resto impallidisce di fronte al pericolo esistenziale rappresentato dall'Iran e dall'asse sciita. Abbiamo ancora due anni di presidenza Trump per portare a termine il lavoro con l'Iran; dopodiché, è impossibile prevedere cosa accadrà: se subentrerà Kamala Harris o una figura analoga a Mamdani. Questo è l'arco di tempo che ci rimane. Tutte le risorse di cui lo Stato dispone devono essere investite in questa missione'', si legge nel post. ''Il Qatar, gli ultraortodossi, Urich, è tutto una cortina fumogena creata per oscurare l'unica questione che supera tutte le altre: se due bombe atomiche dovessero abbattesti sul centro di Israele, a chi importerebbe ancora di queste sterili polemiche?'', aggiunge, con riferimento allo scandalo Qatargate che vede coinvolti alcuni collaboratori di Netanyahu, come Jonathan Urich.

11:03

Ghalibaf: "Minacce non intimidiscono Iran"

"Le minacce rivolte all'Iran di una guerra su vasta scala o di un attentato non ci faranno rinunciare ai nostri diritti e ai nostri interessi", ha affermato il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
"Finché gli americani non cambieranno il loro comportamento, non abbandoneranno la loro attitudine prepotente e la loro avidità e non porranno rimedio agli impegni violati, nessuna delle loro affermazioni avrà la minima credibilità agli occhi dell'Iran", ha aggiunto il capo negoziatore dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'IRNA.
"Non ci lasceremo intimidire e siamo pronti a dare una risposta, ben oltre ciò che i nemici potrebbero immaginare, a qualsiasi atto di aggressione contro l'integrità territoriale dell'Iran", ha avvertito.

10:01

Arabia Saudita: nuove esplosioni a Riad, Houthi minacciano ancora aeroporto

Nuove esplosioni hanno scosso Riad nelle prime ore di oggi dopo che le autorità avevano mandato messaggi di allerta alla popolazione avvertendo di attacchi da parte degli Houthi che minacciano nuovamente l'aeroporto della capitale saudita.

L'aeroporto internazionale della capitale avrebbe dovuto riprendere oggi i voli dopo due settimane di chiusura, ma il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha messo in guardia il settore aereo "dall'utilizzare l'aeroporto King Khalid di Riad, dato che costituisce un obiettivo militare" per il movimento sostenuto dall'Iran. Se lo scalo riprenderà le attività, "il regime saudita dovrà assumerne le conseguenze", ha aggiunto in un comunicato.

Ieri Saree aveva dichiarato che gli Houthi avevano nuovamente preso di mira l'aeroporto, senza commenti da parte di Riad. Lo scalo era stato colpito più volte nelle ultime settimane: il 10 ottobre un attacco contro un terminal passeggeri aveva provocato 13 morti e centinaia di feriti, spingendo le autorità a chiuderlo.

Un giornalista dell'AFP ha confermato di aver udito tre esplosioni questa mattina nella capitale e, in precedenza, gli abitanti avevano ricevuto messaggi telefonici di allerta per una minaccia aerea, con l'invito a mettersi al riparo.

La coalizione che combatte gli Houthi in Yemen ha dichiarato di aver abbattuto un missile balistico diretto verso Riad e un altro lanciato contro Khamis Mushait, nel sud del regno, attribuendo entrambi i lanci ai combattenti filoiraniani.

09:00

Media Iran, abbattuto drone usa

 L'Iran afferma di aver abbattuto un drone in volo sulla città di Bandar Abbas, nel sud della Repubblica islamica. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim, che rilanciata informazioni diffuse dai militari iraniani, si tratterebbe di un drone americano Luca

08:50

Iran, 'Stretto di Hormuz non tornerà a status pre-guerra

"Nulla tornerà allo stato in cui si trovava prima delle due recenti guerre, in particolare per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz": lo afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo che "la guerra in corso ha cambiato tutto. Le rotte attraverso lo Stretto di Hormuz non saranno più quelle di un tempo".
Araghchi ha inoltre affermato che l'Iran ha sottolineato agli intermediari che la guerra deve cessare su tutti i fronti della regione, "altrimenti la pace rimarrà irraggiungibile".

07:57

Nyt, Teheran pronta a colpire funzionari Usa

L'Iran si sta preparando a prendere di mira diplomatici e personale statunitense. Lo dicono due alti funzionari iraniani al New York Times. La notizia giunge pochi giorni dopo che il capo dell'intelligence interna Usa, Jay Clayton, ha avvertito - in una nota inviata al Segretario di Stato Marco Rubio - che l'Iran ha "intensificato notevolmente" i propri sforzi per colpire cittadini americani in Medio Oriente e altrove.
Le fonti del Nyt, una e' un membro del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno dichiarato al Times che prendere di mira i funzionari statunitensi e' considerato un "bersaglio legittimo", dato il numero di esponenti iraniani uccisi dagli Stati Uniti e da Israele. Un funzionario statunitense ha riferito al quotidiano che vi sono prove della presenza, negli Stati Uniti, di agenti di Teheran che "non sono semplici cittadini iraniani".

07:50

Obama attacca Trump: "Eccelle in truffe, fermare la sua follia"

L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama attacca frontalmente il presidente in carica Donald Trump, durante un evento in Michigan a dieci giorni dalle elezioni di metà mandato.
Dall'Iran, alla corruzione, passando per l'estetica, Obama ha parlato dell'appuntamento elettorale del 3 novembre come l'"interruttore di sicurezza" per "arginare almeno in parte la follia" della presidenza Trump. "Dobbiamo far scattare quell'interruttore, per portare un po' di responsabilità in questo governo", ha detto Obama.
"Non abbiamo mai visto un presidente eccellere in vere e proprie truffe, a vostre spese, come questo- ha rincarato Obama- Mai visto un presidente così intento a vendere favori in questo modo... Ora il partito sembra rappresentare un governo corrotto, o un governo inetto, o nessun governo".
Sull'Iran, Obama ha ricordato che "ora ha potere di veto sullo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il petrolio per raggiungere il mondo", ha detto Obama.
Infine, l'estetica: "Ha fatto in modo che la Casa Bianca sembri una Cheesecake Factory aperta da Saddam Hussein

06:56

Arabia Saudita, nuove esplosioni a Ryad

Nuove esplosioni hanno scosso Riyadh dopo i messaggi di allerta delle autorità saudite, mentre gli Houthi dello Yemen continuano i loro attacchi contro il regno, dove l'aeroporto internazionale della capitale sta per riaprire dopo due settimane di chiusura.

Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, e la coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita, che appoggia le forze governative yemenite, si scambiano attacchi quasi quotidianamente dalla ripresa, a luglio, del conflitto nello Yemen.

L'entità degli attacchi contro Riyadh nelle ultime settimane non ha precedenti dall'inizio, nel 2014, della guerra nello Yemen che oppone gli Houthi alle forze governative.

05:56

Arabia Saudita: abbattuto missile balistico lanciato su Riyadh

La coalizione guidata dall'Arabia Saudita, che combatte gli Houthi nello Yemen, ha reso noto di aver abbattuto un missile balistico lanciato in direzione della capitale, Riad, dal movimento sostenuto dall'Iran. "La difesa aerea ha intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi verso Riad", ha scritto la coalizione in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X

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