Almeno 23 persone sono state uccise e 108 ferite in una serie di presunti attentati suicidi a Maiduguri, in quello che è stato uno dei peggiori attacchi degli ultimi tempi contro la capitale dello Stato del Borno, epicentro delle attività criminali del gruppo terroristico islamico Boko Haram.

A venire colpiti, intorno alle 19.30 di lunedì, a poca distanza l'uno dall'altro, un mercato frequentatissimo, un ufficio postale e l'ospedale universitario. I luoghi e l’ora non sono certo casuali: si tratta di centri generalmente frequentati che diventano affollatissimi dopo la rottura del digiuno del Ramadan che avviene poco prima delle 19.30.

Per le forze dell’ordine e i vertici militari nigeriani non ci sono dubbi: l’attacco porta le stigmate del famigerato gruppo Boko Haram che, proprio a Maiduguri, ha avuto origine nel 2009. Il gravissimo episodio precipita lo stato del Borno e la Nigeria tutta in una nuova fase di terrore e suona anche come una risposta delle milizie islamiche armate alla decisione del presidente Bola Tinubu di rivolgersi agli Usa per ottenere sostegno nelle operazioni militari contro i terroristi. Washington aveva inviato truppe che tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 hanno assestato attacchi aerei contro presunti accampamenti di criminali e jihadisti nella regione nord-occidentale.

La contemporanea dichiarazione di stato di emergenza in varie zone del paese da parte di Tinubu e una strategia di zero tolerance, sembravano aver prodotto alcuni primi frutti, simboleggiati, in particolare, dalla relativa stabilità che il Borno e Maiduguri stavano vivendo dall’inizio dell’anno.

Ma Boko Haram e un suo splinter group divenuto negli ultimi tempi suo rivale, la Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico (Iswap), non sembrano particolarmente spaventati dalle nuove strategie e dal supporto degli Usa: di recente hanno intensificato gli attacchi, soprattutto nelle zone instabili del nord-est, al confine con Ciad e Niger. Il timore è che i due gruppi, dopo l’accordo con gli Usa siglato dal presidente nigeriano, abbiano messo da parte rivalità e rancori per condurre una battaglia comune contro Abuja.

A questa ipotesi ha dato man forte la serie micidiale di attacchi sferrati contro diverse basi militari nel mese scorso e in quello attuale, dalle due milizie, alcuni dei quali avvenuti contemporaneamente. In alcuni casi, i terroristi hanno preso possesso di località e centri abitati: a inizio marzo, come riporta il New York Times, l’Iswap ha assaltato e conquistato Ngoshe, una città nello Stato di Borno, uccidendo decine di abitanti. L'esercito li ha respinti una settimana dopo, ma i militanti sono fuggiti portando con sé circa 300 prigionieri.

Il presidente Bola Tinubu ha condannato gli attacchi di lunedì definendoli «profondamente sconvolgenti» e «atti disperati di gruppi terroristici malvagi». Ha aggiunto di aver ordinato ai capi della sicurezza di recarsi a Maiduguri e di «prendere in mano la situazione». Poche ore prima degli attentati, le forze di sicurezza hanno respinto un attacco notturno progettato da presunti combattenti islamisti contro una postazione militare nella zona di Ajilari Cross, alla periferia di Maiduguri.

L’atto terroristico avviene un mese e mezzo dopo uno dei più gravi attentati mai accaduti nella storia della Nigeria. Il 3 febbraio, il villaggio di Woro, nella circoscrizione di Kaiama, Stato di Kwara, è stato messo a ferro e fuoco da gruppi di uomini armati resisi protagonisti di un attacco che ha causato almeno 162 morti e un numero enorme di feriti. Anche in questo caso il presidente Tinubu ha attribuito la colpa ai terroristi di Boko Haram.

Lo Stato di Kwara è uno dei tanti afflitti da una situazione di grave insicurezza causata da molteplici fattori, tra cui bande armate che saccheggiano i villaggi, rapiscono e terrorizzano gli abitanti e la crescente minaccia jihadista, con gruppi attivi nel nord-ovest del paese che stanno estendendo il loro raggio d’azione verso sud.

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