Vadym Yermolaiev è uno degli uomini più ricchi del paese, sotto sanzioni con l’accusa di fare affari in Russia. Sospetti sull’intelligence di Kiev e sul crimine organizzato
Vadym Yermolaiev, uno degli uomini più ricchi dell’Ucraina, è rimasto ferito insieme alla moglie e ad uno dei figli in un attentato esplosivo avvenuto lunedì sera mentre rientrava nella sua abitazione nel Principato di Monaco. Secondo le autorità locali, Yermolaiev e il figlio non sono in pericolo di vita, mentre la moglie è ancora in situazione critica e ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. Un sospettato ripreso dalle telecamere di sicurezza è riuscito a fuggire in Francia.
Per il piccolo principato, l’esplosione avvenuta lunedì sera è uno choc, il primo «attentato terroristico» nella storia di Monaco, lo hanno definito le autorità locali. Ma l’attacco ha smosso le acque anche in Ucraina, dove Yermolaiev è spesso comparso nelle classifiche delle persone più ricche del paese e, più di recente, è stato messo sanzioni perché sospettato di continuare a fare affari in Russia.
Questo fatto, unito alla modalità dell’attentato, un ordigno esploso all’ingresso dell’abitazione, ha fatto sospettare a molti un possibile coinvolgimeno dei servizi ucraini, che in passato hanno utilizzato metodi simili per colpire ufficiali russi. Ma secondo la stampa ucraina le ragioni dell’attacco sono da ricercare piuttosto nelle frequentazioni criminali dell’oligarca.
L’uomo di Dnipro
Yermolaiev è originario della città di Dnipro, nell’Ucraina centrale, capitale degli oligarchi e della criminalità organizzata ucraina. Yermolaiev è stato uno dei protagonisti dello sviluppo urbano di Dnipro con la sua società di costruzioni, l’Alef Group, che ha realizzato grattacieli, centri commerciali, edifici residenziali e ha contribuito ai lavori per il rifacimento dell’imponente lungo fiume cittadino.
Dalle costruzioni, Yermolaiev ha allargato i suoi affari in una ventina di settori diversi, scrive la stampa ucraina, come cliniche dentali e, soprattutto, il commercio di vini e alcolici, di cui è diventato uno dei principali operatori di tutto il paese. Secondo diversi giornalisti investigativi, la gran parte dei suoi vigneti si trova nella Crimea occupata dalla Russia e Yermolaiev esporterebbe il vino prodotto nella penisola in diversi paesi, compresi Stati membri dell’Unione europea, senza specificarne la provenienza così da aggirare le sanzioni.
A causa di queste accuse, nel dicembre del 2023, il governo ucraino lo ha messo sotto sanzioni. Yermolaiev ha sempre respinto tutte le accuse e afferma di essere diventato cittadino cipriota nel 2017, rinunciando alla cittadinanza ucraina.
I call center
Secondo fonti investigative ucraine che hanno parlato con la stampa locale, una possibile spiegazione dell’attacco avrebbe a che fare con la principale attività del figlio maggiore di Yermolaiev, Artur: i call center truffa. Si tratta di un business miliardario di cui la città di Dnipro è considerata la capitale assoluta. I call center operano dall’Ucraina e truffano soprattutto cittadini russi e ucraini, ma spesso estendono le loro attività anche in Ue.
Il controllo i questo giro di affari ha spesso causato episodi di violenza nel paese (come il recente rapimento e uccisione di un imprenditore nell’isola di Bali). Un anno fa, Artur Yermolaiev è stato arrestato a Cipro su richieste dei magistrati estoni che lo accusavano di aver frodato oltre 100 milioni di euro a cittadini dell’Ue con truffe telefoniche.
Artur ha patteggiato il pagamento di 8,5 milioni di euro ed è stato liberato. Artur non era insieme al padre al momento dell’attentato e fino ad oggi non risultato collegamenti tra i suoi affari e quelli del genitore.
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