Un video su X per porgere le proprie scuse e dimettersi dal ruolo di presidente, mentre in tutto il Paraguay a tre milioni di persone ed enti pubblici è impedito l’accesso ai propri conti bancari. È questo l’effetto del crac della Ueno Bank, che ha scosso il sistema finanziario locale e innescato una grave crisi politica che ha portato alla fine del governo di Santiago Peña.

Paraguay in tilt

Le dimissioni sono giunte il giorno in cui la Camera bassa del congresso aveva votato per avviare un processo di impeachment nei confronti di Peña, quarto azionista della banca fino allo scorso anno, accusato di conflitto di interessi e negligenza. Nel 2025, la Ueno aveva prestato ingenti somme di denaro a società legate ai propri proprietari, oltre i limiti di legge e senza garanzie sufficienti a coprire i debiti in caso di insolvenza. Peña aveva costantemente ignorato gli avvertimenti, anche quelli della vigilanza della Banca centrale paraguayana (Bcp), liquidandoli come una campagna diffamatoria volta a preoccupare l’opinione pubblica. Il tentativo di insabbiamento ha retto fino a che la Bcp, martedì tre novembre, non ha contestato alla Ueno la grave insufficienza del suo indice di solvibilità e commissariato l’amministrazione, di fatto congelando tutti i conti bancari (il 60 per cento dei cittadini paraguayani aveva un conto con la Ueno).

Il sistema finanziario è crollato, fuori dalle filiali si sono formate lunghissime code di cittadini, che tentavano disperatamente di ritirare i propri risparmi. Le app delle banche sono andate in tilt, utilizzate in massa per trasferire urgentemente i propri fondi in un altro conto bancario. Centinaia di lavoratori e pensionati hanno invaso le strade della capitale, in segno di protesta, chiedendo i propri stipendi e pensioni. Non si sono fatti attendere, poi, i provvedimenti giudiziari. I primi a essere arrestati sono stati otto uomini dei vertici della banca, tra cui il presidente Juan Manuel Gustale e l’Ad Federico Miguel Vázquez Villasanti, membro della famiglia proprietaria.

La crisi finanziaria si è evoluta alla fine si è evoluta anche in crisi politica: 35 parlamentari hanno chiesto l’impeachment per Peña, che governava dal 2023 con il partito Colorado, da decenni alla guida del paese. Il presidente si è fatto da parte prima del procedimento, senza assumersi, per il momento, le responsabilità della crisi in cui versa il paese.

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