La prima volta in un paese Nato. L’Ue: «Inaccettabile violazione dello spazio aereo». Pesante raid sulle città ucraine. Vicino a Kryvyi Rih sterminata un’intera famiglia
Non era mai accaduto prima che un missile russo sconfinasse per così tanto nello spazio aereo di un paese Nato. Quasi cento chilometri dal confine ucraino fino al villaggio di Tarnawa-Kolonia, in Polonia, dove il missile si è schiantato in un campo, scavando un cratere largo mezza dozzina di metri.
Secondo la procura di Lublino si è trattato di un missile «dalla grande potenza esplosiva», come confermato dalle dimensioni del cratere.
Secondo gli investigatori polacchi, l’analisi dei frammenti ha mostrato che si tratta probabilmente di un missile da crociera russo Kh-101, probabilmente sganciato da un bombardiere strategico russo impegnato nell’attacco combinato che giovedì notte Mosca ha scatenato contro l’Ucraina, causando almeno 13 morti in tutto il paese.
Chi è il bersaglio
Il missile potrebbe aver mancato il suo bersaglio o aver avuto altri problemi di navigazione, forse causati da interferenze elettroniche, e aver quindi proseguito il suo viaggio fino a superare il confine ucraino. Un caccia F16 dell’aviazione polacca si è alzato in volo per intercettare il missile, ma nel breve tempo in cui quest’ultimo è rimasto nello spazio aereo di Varsavia, il jet non ha fatto in tempo a raggiungerlo.
Secondo il premier polacco, Donald Tusk, l’incidente è l’ipotesi più probabile, in quanto «non c’è ragione di pensare che la Polonia fosse il bersaglio dell’attacco». Secondo Tusk, quindi, si tratterebbe di un incidente, come i precedenti sconfinamenti di droni russi e ucraini in Polonia, Romania e nei paesi baltici. Non è invece d’accordo il suo ministro degli Esteri, Radosław Sikorski, che non esclude invece che si sia trattato di un attacco deliberato e promette che la Polonia si difenderà «con o senza la Nato».
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito l’attacco una «inaccettabile violazione del nostro spazio aereo» e ha ribadito che l’Europa sta aiutando l’Ucraina e creando una nuova «architettura di sicurezza» proprio per evitare episodi simili in futuro. Il segretario della Nato, Mark Rutte, ha definito l’attacco un gesto «sconsiderato», mentre il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dice che l’incidente mostra che la Russia «non ha serie intenzioni di trattare la pace».
Non sono state invece un incidente le conseguenze in Ucraina del bombardamento russo. A partire dall’una di notte, Mosca ha lanciato oltre 70 missili e più di 280 droni contro le principali città del paese, concentrandosi ancora una volta sulla capitale, Kiev, dove almeno una persona è morta.
Ma il bilancio più grave arriva da un villaggio vicino a Kryvyi Rih, la città natale del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Qui, un missile di grande potenza ha praticamente colpito in pieno un’abitazione, spazzando via un’intera famiglia: due genitori e quattro dei loro sette figli. Si teme che anche gli altri possano essere stati uccisi nell’attacco.
L’esplosione è stata così potente che del piccolo edificio non è rimasto quasi niente, così come dei corpi delle cinque vittime. Serviranno esami medici per stabilire a chi appartengono i resti trovati tra le macerie, ha scritto sui social Zelensky. Il presidente ha poi invitato gli alleati a guardare la fotografia della famiglia ancora in vita: l’immagine, ha scritto, andrebbe mostrata «al Pentagono, nelle capitali europee e ovunque ci sia la possibilità di aiutare l’Ucraina».
Nel frattempo si continua a scavare sotto le macerie a Leopoli, la città dell’Ucraina occidentale che solo raramente viene colpita dai russi. Il ministero della Difesa russo dice di aver preso di mira fabbriche di missili e droni in città, ma dalle immagini girate giovedì mattina si vede come diversi edifici residenziali siano stati colpiti duramente. Nel pomeriggio, il corpo di un ragazzo di 35 anni è stato estratto dalle macerie di un palazzo di cinque piani, mentre in serata le ricerche dei dispersi erano ancora in corso. Soltanto in città, i feriti sono stati almeno 34.
I bersagli di Kiev
Dal canto loro, gli ucraini hanno colpito altri tre magazzini del gigante dello shopping online russo Wildberries, una sorta di Amazon locale che da circa una settimana è diventato uno dei principali bersagli degli attacchi ucraini. In tutto, 14 magazzini della società sono stati colpiti dai droni ucraini.
Wildberries vende, tra gli altri prodotti, anche equipaggiamenti militari, come abiti mimetici, kit di sopravvivenza e visori notturni, ma la principale ragione dietro gli attacchi ucraini è quella di infliggere un colpo al morale della popolazione russa, colpendo i piccoli imprenditori che utilizzano Wildberries per vendere i loro prodotti.
Dopo gli attacchi ucraini, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha attaccato Zelensky, «privo di legittimità», e lo ha definito «incapace di negoziare» e intento solo a «coinvolgere il maggior numero possibile di paesi nelle sue avventure terroristiche».
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