I sistemi di distribuzione idrica e termica sono sospesi dopo i raid russi sulla regione di Kiev: la Russia prende di mira i sistemi di riscaldamento e i blackout sono ormai quotidiani, mentre le temperature sfiorano i -10 gradi. Intanto Macron e Starmer si muovono per mandare soldati
Quasi 100mila famiglia sono di nuovo senza acqua e senza riscaldamento a causa dei raid russi nella regione di Kiev. Il tutto in giornate che registrano fino a -10 gradi. I sistemi di distribuzione idrica e termica nella capitale ucraina, così come i trasporti pubblici elettrificati, sono sospesi su richiesta del gestore statale della rete. Lo ha riferito il consiglio comunale di Kiev, secondo cui le riparazioni sono in corso ma risultano rallentate dal maltempo, che sta provocando altri danni.
Nelle ultime settimane la Russia ha spesso bombardato le infrastrutture energetiche ucraine, causando blackout quotidiani, e quest’inverno ha preso di mira anche i sistemi di riscaldamento. Già giovedì un attacco notturno aveva lasciato senza riscaldamento circa la metà dei condomini di Kiev. Gli attacchi contro le infrastrutture civili sono stati condannati a più riprese dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che li ha definiti «inaccettabili».
Problemi alle infrastrutture e blackout diffusi si stanno verificando anche in regioni russe. Sabato il governatore della regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina, ha dichiarato che 600mila residenti sarebbero rimasti senza elettricità, riscaldamento e acqua dopo un attacco missilistico ucraino.
Guerra di droni
Negli ultimi giorni i raid russi si stanno intensificando anche nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, dove gli attacchi sferrati nella notte hanno fatto tre feriti. «L’azione ha causato alcuni incendi, sono state danneggiate le infrastrutture e ci sono state interruzioni di corrente», ha scritto su Telegram il governatore Oleksandr Hanzha. In tutto, le difese aeree di Kiev sono riuscite a intercettare 27 droni.
Da parte sua, il ministero della Difesa russo ha annunciato che nelle ultime ore la contraerea del paese ha abbattuto 59 droni ucraini sul territorio della Federazione: undici sono stati intercettati nella regione del Mar Nero e dieci nella regione meridionale di Krasnodar. Secondo il governatore di Volgograd, Andrey Bocharov, un deposito di petrolio a Oktyabrsky è stato colpito dai detriti di un drone ucraino e i residenti dell’area sono stati evacuati.
Per il dopo-guerra
Intanto, dopo il vertice della coalizione dei volenterosi che si è tenuto martedì a Parigi, prende forma la possibile struttura della forza multinazionale che potrebbe essere mandata in Ucraina. Secondo Le Monde, il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse i partiti presenti in parlamento, a cui ha presentato un piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati: dopo la firma di un accordo di pace, la Francia potrebbe inviare 6mila militari in Ucraina.
Nella stessa direzione si sta muovendo il Regno Unito, con il ministero della Difesa che venerdì ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di sterline (circa 230 milioni di euro) per l’invio di truppe inglesi al confine con la Russia. Ovviamente nella cornice di una possibile forza multinazionale. L’obiettivo è farsi trovare preparati e garantire che le truppe britanniche «siano pronte a un eventuale dispiegamento operativo».
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