«Se ne avete la possibilità, vi chiedo di lasciare temporaneamente la città». Il messaggio del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, arriva agli abitanti della capitale ucraina dopo una notte di devastanti attacchi aerei, costati la vita ad almeno cinque persone, tra cui un paramedico, intervenuto su uno dei primi luoghi a essere colpiti dai droni russi. La città si è svegliata sotto una tempesta di neve e per metà senza riscaldamento, mentre secondo le previsioni le temperature scenderanno presto oltre dieci gradi sotto zero.

L’attacco di giovedì notte è stato uno dei più intensi degli ultimi mesi e, per la seconda volta dall’inizio dell’invasione, i russi hanno impiegato anche un missile balistico con capacità nucleare Oreshnik, utilizzato contro un deposito di gas nella regione di Lviv.

«Serve una reazione netta del mondo, innanzitutto degli Stati Uniti, perché è un paese al quale la Russia presta davvero attenzione», ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre i capi di governo di Francia, Regno Unito e Germania, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer, hanno definito l’uso del missile e i continui attacchi russi «un’escalation inaccettabile».

Capitale in ginocchio

Era dai primi giorni di guerra che le autorità della capitale non diffondevano un messaggio così drammatico, da quando la città era sotto assedio e le truppe russe a poche decine di chilometri dal centro. La ragione dell’avviso l’ha spiegata lo stesso sindaco Klitschko.

Dopo oltre un mese di bombardamenti contro la rete energetica della capitale, l’ultimo attacco è stato il più devastante e ha lasciato senza elettricità oltre 400mila persone. Ma la situazione potenzialmente catastrofica è quella del riscaldamento, con seimila abitazioni, la metà del totale della città, lasciate al freddo. Un potenziale disastro arrivato proprio mentre le temperature sono di colpo precipitate a meno dieci gradi a causa di un ciclone che è arrivato sull’Ucraina praticamente nelle stesse ore dei missili russi.

Mezza Ucraina è sommersa da una tormenta di neve che ha fatto ritardare decine di treni e bloccato le strade, con le autorità che raccomandano di evitare viaggi superflui. Nei prossimi giorni la situazione rischia di peggiorare, con le temperature che in alcune aree del paese potrebbero scendere fino a meno venti gradi.

«Stiamo facendo il possibile per ripristinare elettricità e riscaldamento», ha scritto sui social Zelensky. Il presidente ha anche detto che nell’attacco russo è stata danneggiata la sede dell’ambasciata del Qatar, la ventesima sede diplomatica internazionale a essere sfiorata dai bombardamenti russi dall’inizio dell’invasione su larga scala.

L’arma psicologica

Mentre la capitale ucraina rischia la paralisi, è il lancio del missile Oreshnik contro la regione di Lviv ad aver attirato la maggiore attenzione sulla scena internazionale, con l’Ucraina che ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.

Il ministero della Difesa russo ha affermato che il missile è stato lanciato in rappresaglia a un supposto tentativo dell’aviazione ucraina di colpire la residenza del presidente russo Vladimir Putin, nella regione russa di Valdai, un attacco smentito da Kiev e dai suoi alleati. Ma c’è chi ipotizza che possa essere anche un segnale ai leader europei, Francia e Regno Unito in testa, che hanno promesso l’impiego di truppe in Ucraina una volta raggiunta la pace.

Il Cremlino aveva già ribadito che truppe Nato in Ucraina saranno considerate bersagli legittimi e ieri il consigliere diplomatico di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, ha ribadito che contro l’Oreshnik «non ci sono difese».

Ufficialmente Mosca sostiene che il missile è stato usato per colpire «infrastrutture energetiche» legate alla produzione bellica ucraina. Kiev non ha commentato i danni causati, ma il governatore della regione, Maksym Kozytskyi, ha parlato di una «infrastruttura strategica» colpita. Si tratterebbe del deposito di gas sotterraneo di Oleska, uno dei più grandi d’Europa. La Russia prende da tempo di mira le riserve di gas dell’Ucraina e gli alleati europei hanno dovuto stanziare risorse straordinarie per finanziare nuove forniture.

Il missile Oreshnik impiegato nell’attacco è uno degli armamenti più vantati dal Cremlino e lo stesso Putin ne ha spesso parlato come di un’arma rivoluzionaria. Tecnicamente, l’Oreshnik è un missile balistico a gittata intermedia, progettato per trasportare testate nucleari a una distanza di circa 5mila chilometri.

La Russia è stata il primo paese a utilizzare questo tipo di arma nel corso di un conflitto, quando nel novembre 2024 lo ha impiegato per colpire la città di Dnipro. Anche allora, poche ore prima dell’attacco, l’ambasciata americana di Kiev aveva avvertito di un possibile massiccio attacco, secondo gli esperti un segno che la Russia ha notificato in anticipo l’utilizzo del missile.

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