Il presidente Donald Trump si trovava all’interno dell’edificio. Ferito un passante che è ricoverato in gravi condizioni. Secondo i media americani l’assalitore, il 21enne Nasire Best, «era convinto di essere Gesù»
Un uomo armato ha aperto il fuoco la sera di sabato 23 maggio nei pressi della Casa Bianca ed è stato ucciso dagli agenti del Secret service. Nella sparatoria è rimasto ferito anche un passante, che è ricoverato in gravi condizioni. Secondo i media americani ad aprire il fuoco è stato il 21enne Nasire Best, residente nel Maryland. Secondo le emittenti statunitensi, il giovane soffriva di disturbi mentali ed era già noto al Secret service per essersi aggirato più volte nei pressi della Casa Bianca. Il New York Post ha scritto che Best «era convinto di essere Gesù».
Il presidente Donald Trump era all’interno della Casa Bianca al momento dell’incidente: aveva annullato tutti gli impegni del fine settimana a causa della crisi con l’Iran.
L’attacco è avvenuto poco dopo le 18 ora locale, la mezzanotte in Italia. Secondo il portavoce del Secret service, Anthony Guglielmi, l’uomo si trovava vicino al perimetro di sicurezza quando «ha estratto un’arma dal proprio zaino e ha aperto il fuoco». Gli agenti hanno risposto sparando e hanno colpito il sospetto, che è stato trasportato in un ospedale della zona, dove ne è stato constatato il decesso. Guglielmi ha confermato anche il ferimento di un passante, senza dare indicazioni sulle sue condizioni.
Trump ha commentato l’episodio con un messaggio pubblicato su Truth, in cui ha ringraziato gli agenti per «l’azione rapida e professionale» contro «un uomo armato vicino alla Casa Bianca che aveva una storia di violenza e una possibile ossessione per l’edificio più caro al nostro Paese».
Il presidente ha poi collegato l’accaduto alla sparatoria avvenuta un mese fa durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, sostenendo che l’episodio dimostra «quanto sia importante, per tutti i futuri presidenti, realizzare quello che sarà lo spazio più sicuro e protetto mai costruito a Washington». Il riferimento è alla sala da ballo in costruzione su sua richiesta. «La sicurezza nazionale del nostro Paese lo richiede», ha aggiunto.
Dopo la sparatoria, la polizia ha isolato l’intera area attorno alla Casa Bianca e i soldati della Guardia nazionale hanno impedito l’accesso alla zona. I giornalisti presenti sul prato nord hanno raccontato sui social di avere ricevuto l’ordine di correre al riparo nella sala stampa. Tra loro c’era anche la corrispondente di Abc News Selina Wang, che stava registrando un video per i social quando sono risuonati gli spari: «Sembravano decine di colpi», ha scritto poi su X.
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