«Siamo noi ad avere il controllo in Venezuela», ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i reporter a bordo dell'Air Force One. «Stiamo trattando con persone che sono appena entrate in carica. Non chiedetemi chi sia al comando, perché vi darò una risposta che sarà molto controversa», ha continuato il presidente.

Nel corso del suo discorso ha anche ribadito le mire sulla Groenlandia: «L’Ue – ha detto – ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia. Ne abbiamo bisogno dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento la Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene».

Per poi concludere con minacce a Colombia, Messico, Cuba e Iran. «La Colombia è governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina, ma non ancora per molto» perché nel paese è possibile una «missione statunitense simile» a quella venezuelana, sono state le parole di Trump che da Mar-a-Lago è diretto a Washingotn.

Oltre alla Colombia, tra i Paesi minacciati da Trump c’è anche «il Messico deve darsi una regolata, dobbiamo fare qualcosa', anche se la sua presidente Claudia Sheinbaum è 'una persona fantastica, le offro ogni giorno di inviare truppe». Per quanto riguarda Cuba «è pronta a cadere da sola, non penso sia necessario agire lì», ha aggiunto Trump affermando che «i cubani ora non avranno più soldi in arrivo dal Venezuela».
Infine l’Iran che verrà «colpito molto duramente» dagli Stati Uniti se verranno uccisi altri manifestanti che stanno partecipando alla protesta di piazza contro il governo di Teheran e il carovita. «Stiamo monitorando la situazione molto attentamente. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti»,  ha detto Trump.

Infine, la presidente ad interim Rodriguez nel suo primo discorso ha invitato Trump a «lavorare insieme», invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da «pace e dialogo, non guerra». Rodríguez ha lanciato questo appello dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto.

«Presidente Donald Trump – ha affermato Rodríguez nel suo messaggio, trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale - il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolás Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento. Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale - ha detto ancora - Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria», ha dichiarato la presidente ad interim.

PUNTI CHIAVE

19:01

Maduro: "Sono un prigioniero di guerra"

18:40

Conclusa l'udienza, la prossima fissata per il 17 marzo

18:19

Maduro in aula: "Sono ancora il presidente del Venezuela, sono innocente"

19:01

Maduro: "Sono un prigioniero di guerra"

"Sono un prigioniero di guerra", ha detto Nicolas Maduro lasciando l'aula del tribunale di New York. Maduro ha pronunciato la frase in spagnolo, riporta il New York Times.

18:40

Conclusa l'udienza, la prossima fissata per il 17 marzo

La prima udienza nel tribunale federale di Manhattan per Nicolas Maduro e la moglie si è conclusa. Il giudice Alvin Hellerstein ha dato appuntamento alle parti per la prossima udienza il 17 marzo.

18:19

Maduro in aula: "Sono ancora il presidente del Venezuela, sono innocente"

Nicolas Maduro si identifica al giudice Alvin Hellerstein in spagnolo e afferma di essere il presidente del Venezuela. Poi aggiunge di trovarsi in aula "rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas". Lo riportano i media americani. "Sono innocente, non sono colpevole", ha aggiunto, dichiarandosi non colpevole delle accuse a suo carico.

18:11

Iniziata l'udienza a Manhattan, Maduro e la moglie Flores in aula 

Nicolas Maduro è all'interno dell'aula della Daniel Patrick Moynihan courthouse, il tribunale federale di Manhattan, per la sua prima apparizione davanti al giudice Alvin Hellerstein.

Il deposto presidente venezuelano indossa una camicia blu a maniche corte sopra la tuta arancione del carcere e ha degli auricolari e sta prendendo appunti. L'udienza, durante la quale verranno formalmente presentate le accuse a suo carico, dovrebbe essere breve. Maduro è accusato di cospirazione per narcotraffico e terrorismo e di cospirazione per l'importazione di cocaina negli Stati Uniti. Con tutta probabilità si dichiarerà non colpevole. 

Secondo quanto riporta la Cnn è seduto vicino al suo avvocato Barry Pollack e la moglie, Cicli Flores, è seduta a poca distanza.

17:57

Venezuela, l'Assemblea nazionale riapre i lavori: "Ritorni Maduro"

L'Assemblea nazionale del Venezuela ha iniziato la nuova legislatura: i deputati hanno ribadito che la vicepresidente esecutiva Delcy Rodriguez ha assunto il ruolo di presidente ad interim e hanno chiesto il rilascio del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.

Molti parlamentari hanno intonato lo slogan "Vamos Nico", utilizzato durante la campagna elettorale delle ultime elezioni presidenziali. Il partito al governo dispone di una maggioranza di 256 dei 286 seggi.

"Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolas Maduro Moros, è stato rapito dal governo degli Stati Uniti, in un attacco barbaro, traditore e codardo", ha affermato il deputato Fernando Soto Rojas. "Il presidente degli Stati Uniti, signor Trump, intende essere procuratore, giudice e poliziotto del mondo. Dal Venezuela bolivariano, gli diciamo: Non ci riuscirai. E ora svilupperemo piena solidarietà affinché il nostro legittimo presidente, Nicolas Maduro, torni vittorioso".

17:35

Consiglio di sicurezza, Russia: "Non c'è, né può esserci, alcuna giustificazione per i crimini cinicamente perpetrati dagli Usa a Caracas"

La Russia - attraverso il suo ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia - ha criticato duramente l'operazione statunitense in Venezuela definendola "illegittima" e "cinica". "Non c'è, né può esserci, alcuna giustificazione per i crimini cinicamente perpetrati dagli Usa a Caracas. Condanniamo fermamente l'atto di aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale". ha detto Nebenzia. Per poi aggiungere: "Chiediamo alla leadership Usa di rilasciare immediatamente il presidente legittimamente eletto di uno Stato indipendente, Nicolas Maduro, e sua moglie. Qualsiasi conflitto esistente tra Stati Uniti e il Venezuela deve essere risolto attraverso il dialogo". 

17:20

Consiglio di sicurezza Onu, la Colombia: "Non esiste alcuna giustificazione per l'uso unilaterale della forza"

L'ambasciatrice della Colombia all'Onu, Leonor Zalabata, ha dichiarato al Consiglio di sicurezza Onu che: "La Colombia condanna categoricamente l'attacco militare Usa in Venezuela. Tutto ciò rappresenta una chiara violazione della sovranità, dell'indipendenza politica e dell'integrità territoriale del Venezuela. Non esiste alcuna giustificazione, in nessuna circostanza, per l'uso unilaterale della forza per commettere un atto di aggressione". Tali azioni costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite - ha aggiunto Zalabata - Difendere questi principi non è un'opzione, bensì un obbligo comune che abbiamo per preservare la pace e la sicurezza internazionali".

16:44

Un centinaio di manifestanti fuori dal Tribunale a New York

Davanti al Tribunale di New York, dove si trova attualmente l'ex presidente Maduro per la sua prima udienza, si sono radunati un centinaio di manifestanti per protestare contro l'operazione statunitense condotta sabato in Venezuela. 

16:23

Il segretario generale dell'ONU Guterres: "Sono profondamente preoccupato per il possibile aggravarsi dell'instabilità in Venezuela"

Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres -  in una dichiarazione consegnata al Consiglio dal capo degli affari politici delle Nazioni Unite Rosemary DiCarlo - ha dichiarato di essere: " profondamente preoccupato per il possibile aggravarsi dell'instabilità nel Paese, il potenziale impatto sulla regione e il precedente che potrebbe creare per le relazioni tra gli Stati". "Accolgo con favore e sono pronto a sostenere tutti gli sforzi volti ad aiutare i venezuelani a trovare una via d'uscita pacifica", ha aggiunto Guterres. 

15:53

La difesa di Maduro affidata ad un avvocato d'ufficio

L'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro - secondo i media statunitensi - verrà difeso nella sua prima udienza da un avvocato d'ufficio. Il giudice concederà il tempo necessario - tra i 30 e i 45 giorni - scegliere un nuovo legale.   

15:29

Esercito di liberazione colombiano: "Pronti ad unirci alla resistenza contro gli Stati Uniti" 

L'Esercito di liberazione colombiano (Eln) - il principale gruppo di di guerriglieri colombiani ancora attivo - si è detto: "pronto ad unirsi alla resistenza del popolo venezuelano contro i piani imperialisti (quelli statunitensi, ndr)". Lo ha riferito tramite un comunicato diffuso sui social media dal Comando Centrale dell'organizzazione: "L'Esercito di liberazione nazionale si unisce alle voci della comunità internazionale che respinge e condanna gli attacchi degli Stati Uniti contro il Venezuela, poiché violano la sua sovranità e minacciano la vita della sua popolazione". L'Esercito di liberazione colombiano ha infine detto che: "

14:52

Commissione Ue: "Opportunità per una transizione democratica in Venezuela"

Un portavoce della Commissione europea ha affermato che: "È troppo presto per esaminare e valutare tutte le implicazioni in termini di valutazione giuridica (l'esfiltrazione di Maduro da parte delle forze armate Usa, ndr)". Per poi aggiungere che l'azione "ha creato un'opportunità per una transizione democratica, guidata dal popolo venezuelano. Vale la pena ricordare che Nicolas Maduro non aveva la legittimità di un leader eletto democraticamente".  

14:29

Colombia, Petro: "Non sono illegittimo e non sono un narcotrafficante"

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto le accuse di illegittimità da parte dell'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. "Non sono illegittimo e non sono un narcotrafficante", ha detto Petro. Poi ha aggiunto che verranno destituiti i militari che preferiranno la bandiera statunitense a quella colombiana. 

14:21

Groenlandia, Starmer: "il futuro della Groenlandia spetta alla Groenlandia, ovvero al Regno di Danimarca"

Il primo ministro laburista Keir Starmer è intervenuto sulle recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump nei confronti della sovranità della Groenlandia. "Vorrei essere molto chiaro riguardo alla Groenlandia: il futuro della Groenlandia spetta alla Groenlandia, ovvero al Regno di Danimarca", ha dichiarato il premier britannico. Per poi dirsi d'accordo con la posizione della premier danese Mette Frederiksen. 

13:55

Maduro è stato trasferito al tribunale di Manhattan

Il leader venezuelano Nicolas Maduro è stato trasferito, a bordo di un elicottero, verso il tribunale federale di Manhattan dove dovrà rispondere delle accuse di possesso di droga e armi. Maduro è sceso dall'elicottero ammanettato. L'udienza è prevista alle 12 ora locale, le 18 in Italia. Maduro è uscito ammanettato con la tipica tuta carceraria color cachi e occhiali arancione dal centro di detenzione scortato dagli agenti della Dea. Un elicottero lo ha preso per poi atterrare in un eliporto vicino al tribunale di New York.
Dopo l'atterraggio, è salito a bordo di un furgone per proseguire il suo viaggio verso il tribunale.

13:19

La Svizzera congela i beni di Maduro

Il paese elvetico ha deciso - dopo l'intervento statunitense a Caracas - di congelare i beni dell' ex presidente venezuelano Nicolas Maduro. La decisione - presa dal Consiglio federale elvetico e dalla durata di quattro anni - ha effetti immediati sui beni anche di alcune persone vicine a Maduro. Il Consiglio ha comunque specificato che tale decisione non colpisce gli attuali membri della presidenza ad interim del paese venezuelano.   

13:05

Consiglio d'Europa: azione Usa solleva seri interrogativi

Il Consiglio d'Europa - tramite il suo segretario Alain Berset - ha dichiarato che "la situazione in Venezuela, che non può essere ridotta a una scelta binaria tra condanna e sostegno, rivela un cambiamento più profondo in un ordine mondiale emergente in cui la forza è normalizzata e la legge è strumentalizzata". In merito all'operato dell'organizzazione, Berset ha inoltre detto che: "In qualità di organizzazione regionale multilaterale dedicata alla democrazia, ai diritti umani e allo stato di diritto, il Consiglio d'Europa ritiene che qualsiasi uso della forza sul territorio di un altro Stato sollevi seri interrogativi dal punto di vista del diritto internazionale, compresi i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite in materia di sovranità, integrità territoriale e non ingerenza". Sulla transizione in Venezuela ha invece espresso una posizione non particolarmente schierata, sottolineando la centralità del bene del popolo venezuelano: "la transizione in Venezuela deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano", ha detto Berset. Per poi aggiungere: "La democrazia può prevalere solo se viene rivendicata dagli stessi venezuelani, attraverso un processo politico inclusivo, elezioni credibili e il ripristino delle istituzioni democratiche che godono della fiducia pubblica". Le parole del segretario generale del Consiglio d'Europa non dovrebbero cadere nel vuoto visto che gli Stati Uniti sono un membro osservatore del Consiglio.  

12:55

Mantovano sulla situazione di Trentini: "Ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è intervenuto sulla situazione di del cooperante italiano Alberto Trentini, detenuto dal novembre del 2024 in Venezuela. L'arresto di Nicolas Maduro e la sua attuale detenzione negli Stati Uniti ha infatti riacceso le speranze per una sua liberazione. Mantovano ha detto che: "Il governo ha lavorato fin dal primo giorno per la sua liberazione e continua a lavorare. Ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda". 

12:47

Parigi, Macron non sostiene il metodo di Trump 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto - durante una riunione del Consiglio dei ministri - che il metodo utilizzato dall'amministrazione statunitense non era  "né sostenuto né approvato" dall'Eliseo. Il portavoce della presidenza francese, Maud Bregeon, ha riportato alla stampa anche le posizioni di Macron su Maduro, da lui definito "un dittatore". Le posizioni di Macron riportate dal suo portavoce provano ad attenuare le proteste della sinistra per una mancata presa di posizione dell'Eliseo successivamente al rapimento di Nicolas Maduro. 

12:37

Berlino: gli Usa spieghino al mondo il motivo delle loro azioni

Il portavoce del governo tedesco ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla crisi venezuelana e all'interventismo statunitense. Secondo il portavoce, gli Usa devono "spiegare alla comunità internazionale su quali basi debbano essere giudicate le azioni a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, e questo non è ancora avvenuto". 

12:29

Caso Groenlandia, il ministro tedesco Wadephul: la protezione sarà discussa all'interno della Nato

Il ministro della Difesa tedesco Johann Wadephul è intervenuto sulle nuove minacce rivolte da Donald Trump alla sovranità della Groenlandia. L'isola appartiene al regno della Danimarca e, quindi, della Nato. Proprio rispetto a questo, Wadephul ha detto che la sua protezione sarà discussa proprio con l'Alleanza atlantica, ribadendo la posizione della Danimarca.     

12:23

Usa, finestre rotte a casa di Vance a Cincinnati 

La polizia di Cincinnati ha avviato un'indagine dopo che l'abitazione del vicepresidente statunitense JD Vance è stata presa di mira da ignoti, causando la rottura di alcune finestre. Attualmente, secondo quanto riportato dai media locali, è stato fermato un uomo. La famiglia di Vance non era in casa in quel momento e non risultano feriti.   

12:15

Orban sull'intervento Usa in Venezuela: "una manifestazione del nuovo ordine mondiale"

Il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato - durante la conferenza stampa di inizio anno a Budapest - che "l'azione degli Stati Uniti in Venezuela è già "una manifestazione del nuovo ordine mondiale, un nuovo linguaggio, di cui parleremo in futuro".

11:06

Ungheria: "La dichiarazione rilasciata ieri da Kaja Kallas sul Venezuela mostra chiaramente la profonda crisi della politica estera comune dell'Ue"

Janos Boka, ministro ungherese degli Affari europei, ha detto che la reazione di Bruxelles alla crisi venezuelana: "mostra chiaramente la profonda crisi della politica estera comune dell'Ue". A riportarlo è il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs su X. "Oltre a esprimere vaghi desideri, l'Ue non ha un messaggio o una strategia reali per la regione e non è in grado di definire i propri interessi nella nuova era della politica delle grandi potenze - ha aggiunto Boka - priva di strumenti e influenza, l'Ue non è finora riuscita a diventare un attore significativo e non si intravedono cambiamenti. La dichiarazione di Kaja Kallas è un segno di debolezza e di una fondamentale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali. Se l'Ue vuole essere un vero attore globale, dovrebbe iniziare a non rilasciare dichiarazioni simili in futuro".

10:54

Il presidente colombiano Petro: " I venezuelani e i latinoamericani scendano in piazza"

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha invitato - tramite il social X -  "i venezuelani e i latinoamericani a scendere in piazza". In risposta alle minacce che Donald Trump ha rivolto a diversi paesi sudamericani, tra cui la Colombia, Petro ha aggiunto che: "Tutto il popolo venezuelano, colombiano e latinoamericano deve scendere in piazza. La sovranità nazionale è sovranità popolare". 

10:47

Bruxelles: "Siamo a lavoro per gli europei detenuti in Venezuela"

L'Unione europea ha detto - tramite la pubblicazione di una nota in merito alla situazione venezuelana nella tarda serata di ieri - che le istituzioni europee sono al lavoro per liberare i cittadini europei detenuti illegalmente nelle carceri venezuelane. Tra questi infatti vi è anche il cooperante veneziano Alberto Trentini, detenuto illegalmente dal novembre 2024. Il Ministero degli Esteri italiano ha già comunicato di essersi attivato per provare a sfruttare la nuova situazione politica nel paese sudamericano. 

10:21

Washington Post: Donald Trump non sostiene Machado perché ha accettato il premio Nobel

Il Washington Post - tramite una fonte vicina al tycoon - ha sostenuto che il mancato endorsement in queste ore di Maria Corina Machado da parte dell'amministrazione statunitense deriva dal fatto che la leader dell'opposizione venezuelana ha accettato il premio Nobel per la pace. Secondo la fonte, l'errore di Machado sarebbe stato il non aver rifiutato il premio per dedicarlo a Trump. 

09:45

Erdogan chiede a Trump di rientrare nel programma F-35

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto al presidente statunitense Donald Trump di rientrare nel programma F-35 guidato dagli Stati Uniti, affermando che ciò contribuirebbe a rafforzare i legami tra i due paesi e a rafforzare la sicurezza della Nato. Lo scrive Haaretz, citando Bloomberg, secondo cui Erdogan ha dichiarato personalmente a Trump, a settembre durante la sua visita a Washington, che la decisione degli Stati Uniti di rimuovere la Turchia dal programma F-35 perché aveva acquistato equipaggiamento militare russo era ingiusta. "Con il ritorno di Trump al potere, si è presentata l'opportunità di riportare le relazioni tra Turchia e Stati Uniti su un piano più ragionevole e costruttivo", aveva affermato Erdogan.

09:39

Il figlio di Maduro: "La Storia dirà chi sono stati i traditori"

 In seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e al suo trasferimento in una prigione federale di New York, suo figlio, il deputato Nicolás Maduro Guerra, ha pubblicato un messaggio in cui parla di "tradimenti" all'interno della cerchia ristretta del potere e ha invitato i sostenitori del 'chavismo' a proseguire le mobilitazioni nelle strade del Venezuela.
"La storia dirà chi sono stati i traditori, la storia lo rivelerà", ha dichiarato in una registrazione audio pubblicata sui social. "Ci vedrete per le strade, ci vedrete al fianco del popolo, ci vedrete innalzare la bandiera della dignità", ha aggiunto il politico 35enne, che figura tra le persone segnalate dagli Usa in casi legati al traffico di droga.
Al momento non si sa dove si trovi 'Nicolasito', come è anche conosciuto il figlio di Maduro. Nessun portavoce chavista ha riferito dove si trovi, o se disponga di personale di sicurezza o di protezione. Non ci sono state inoltre segnalazioni della sua presenza pubblica dalla notte dell'operazione che ha portato alla cattura di Maduro, né della sua partecipazione alle manifestazioni di sostegno al 'chavismo' tenutesi a Caracas.

09:38

Cina: "Immediato rilascio di Maduro"

l ministero degli Esteri cinese ha ribadito la posizione di Pechino dopo l'attacco degli Stati Uniti al Venezuela e ha chiesto l'immediato rilascio del presidente Nicolas Maduro.
La Cina è seriamente preoccupata per la cattura di Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti e sta monitorando attentamente la situazione della sicurezza, ha dichiarato il portavoce del ministero Lin Jian in una conferenza stampa.
La Cina ha mantenuto una comunicazione e una cooperazione positive con il governo venezuelano, ha affermato Lin.

09:37

Il primo ministro della Groenlandia risponde a Trump: "Ora basta"

"Ora basta", ha detto il primo ministro della Groenlandia, Jens Frederik Nielsen, dopo le ultime minacce del presidente Usa Donald Trump di annettere il territorio autonomo danese. "Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle discussioni. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale", ha scritto il capo del governo della Groenlandia su Facebook. 

09:36

Tajani: "Trentini? Tentiamo il possibile e l'impossibile"

Sulla liberazione di Alberto Trentini "fino a ieri sera ho parlato con il nostro ambasciatore a Caracas, stiamo lavorando e stiamo tentando il possibile e l'impossibile. Speriamo che con Rodriguez il dialogo sia più facile per riportare a casa una persona che non ha fatto del male". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Rtl 102.5.
"Dobbiamo garantire la nostra comunità e la liberazione dei prigionieri politici italiani, che sono una ventina, e quella di Trentini che è stato l'ultimo. Siamo fortemente impegnati per riportarli a casa. Anche gli altri sono detenuti politici - ha sottolineato il ministro - Non perché abbiano commesso alcun male".

09:13

Tajani: "Groenlandia? L'Ue deve garantire indipendenza"

"Dichiarazioni Trump ne ha fatte tante, vediamo quali saranno le intenzioni reali...". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sulle mire di Trump sulla Groenlandia. "La Ue deve prendere la propria posizione e garantire l'indipendenza di un territorio che fa parte della Danimarca".
 

09:12

Groenlandia, Nuuk chiede "rispetto dell'integrità territoriale"

La Danimarca e la Groenlandia hanno invitato al "rispetto" dell'integrità territoriale dell'isola artica con status di autonomia dopo un post su X della moglie del capo di gabinetto aggiunto della Casa Bianca che aveva condiviso una mappa della regione a stelle e strisce.
L'immagine è stata pubblicata da Katie Miller, sposa di Stephen Miller. Sulla mappa online ci sono i colori della bandiera statunitense, accompagnata da una didascalia in lettere maiuscole: "Soon", in italiano "presto".
La Groenlandia è oggetto di ambizioni dichiarate dal presidente americano Donald Trump. Le tensioni con la Danimarca, che ha sovranità sull'isola, sono tornate a crescere dopo l'annuncio da parte di Washington della nomina di un inviato speciale per il territorio artico.
"Questa immagine è irrispettosa", ha reagito su Facebook il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen. "Le relazioni tra Paesi e popoli si fondano sul rispetto e sul diritto internazionale, e non su simboli che ignorano il nostro status e i nostri diritti". Il dirigente ha aggiunto che "non c'è alcun motivo di andare nel panico o di preoccuparsi" perché la Groenlandia "non è in vendita" e il suo futuro "non si decide sui social network".

09:11

Il presidente colombiano Petro respinge le accuse di Trump

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto le parole del suo omologo americano Donald Trump, che lo aveva avvertito di "guardarsi le spalle" dopo l'operazione militare a Caracas con la quale è stato catturato Nicolás Maduro.
"La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina", ha scritto Petro su X, in un messaggio in cui afferma di non essere mai stato menzionato in alcuna indagine giudiziaria relativa al narcotraffico.
Petro è stato uno dei primi leader della regione a parlare dopo l'operazione a Caracas. Il presidente progressista colombiano ha dichiarato che il suo governo "respinge l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina" e ha chiesto pace e dialogo. "I conflitti interni tra i popoli vengono risolti dai popoli stessi in pace", ha aggiunto.

07:33

Musk: "A sostegno del popolo venezuelano"

Dopo che l'azienda Starlink ha annunciato che fornira' un servizio internet ad alta velocita' gratuito al popolo venezuelano dopo la cattura di Nicola's Maduro, il proprietario della societa', Elon Musk ha ripubblicato l'annuncio, aggiungendo: "A sostegno del popolo venezuelano", insieme all'emoji della bandiera del Paese.
Il CEO di Tesla e SpaceX si e' espresso apertamente nel sostenere l'operazione che ha portato alla cattura di Maduro, prevedendo un futuro migliore per il paese. "La prosperita' attesa da tempo sta arrivando per il popolo venezuelano", ha scritto Musk.
Starlink, il servizio internet satellitare di SpaceX, fornisce internet ad alta velocita' a oltre 6 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. 

07:28

Rodriguez: "Con gli Usa il rapporto sia rispettoso"

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez ha chiesto un rapporto ''bilanciato e rispettoso'' con gli Stati Uniti. ''Riteniamo prioritario procedere verso un rapporto equilibrato e rispettoso tra Stati Uniti e Venezuela", ha scritto su Telegram Rodriguez, vicepresidente esecutiva di Nicolas Maduro fino alla sua cattura.
"Invitiamo il governo degli Stati Uniti a collaborare su un programma di cooperazione mirato allo sviluppo condiviso'', ha aggiunto.

07:25

Trump: "Non credo che Kiev abbia attaccato la casa di Putin"

Donald Trump ha dichiarato di non credere alle affermazioni di Mosca secondo cui l'Ucraina avrebbe attaccato con droni una residenza del presidente russo Vladimir Putin nel nord-ovest della Russia.
"Non credo che questo attacco sia avvenuto", ha detto Trump a bordo del suo aereo presidenziale mentre lascia Mar-a-Lago per raggiungere Washington. 

07:24

Cina: "Scenario inaccettabile"

La Cina non accetta che i Paesi agiscano come "giudici del mondo", in merito alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Usa, rilevando che la sovranità di tutte le nazioni "deve essere protetta". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, nell'incontro avuto domenica a Pechino con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, riferendosi agli "improvvisi sviluppi in Venezuela" senza menzionare direttamente gli Stati Uniti.
"Non abbiamo mai creduto che un Paese potesse fungere da polizia del mondo, né accettiamo che una nazione possa affermare di essere giudice del mondo", ha osservato Wang, nel resoconto dei media statali. "La sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere pienamente protette dal diritto internazionale", ha aggiunto il capo della diplomazia di Pechino, nel suo primo intervento pubblico dopo che le immagini di Maduro bendato e ammanettato.
Pechino si trova a misurare il suo peso diplomatico e a tentare di difendere la 'partnership cooperativa per tutte le stagioni' firmata nel 2023 con Caracas, a 50 anni circa di rapporti diplomatici, dopo l'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui gli Usa puntano a supervisionare in via temporanea il governo del Venezuela.
Il Dragone ha rappresentato per il Venezuela un'ancora di salvezza economica da quando gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno intensificato le sanzioni nel 2017, acquistando beni per un valore di circa 1,6 miliardi di dollari nel 2024, secondo i dati annuali più recenti disponibili: quasi la metà degli acquisti mandarini riguarda il petrolio, secondo i dati doganali.

07:21

Il presidente Usa minaccia un possibile attacco in Colombia

La Colombia è governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo": lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "L'operazione Colombia mi sembra una buona idea", ha aggiunto. Poi 

07:20

Il tycoon minaccia un secondo attacco a Caracas

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato un secondo attacco al Venezuela se chi è al potere a Caracas non si comporterà come richiesto da Washington.

07:19

Trump minaccia l'India

 Il presidente americano Donald Trump ha minacciato un rialzo dei dazi all'India "se non aiuterà sulla questione del petrolio russo", di cui è uno dei principali importatori.

07:18

Trump e Israele hanno raggiunto un accordo per colpire

ll presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida. Lo scrive il quotidiano libanese 'Al-Akhbar', affiliato a Hezbollah, sostenendo che le autorità di Beirut hanno ricevuto queste informazioni da fonti internazionali. Il quotidiano precisa che l'accordo tra Trump e Netanyahu prevede un attacco contro l'Iran se non interromperà completamente il suo programma nucleare e non metterà fine al sostegno ai suoi alleati nella regione.
Nell'articolo si legge anche che l'Arabia Saudita starebbe cercando di mediare con Teheran per raggiungere un accordo. C'è infatti il timore, da parte di Riad, che il caos in Iran possa estendersi all'intera regione.

07:16

New York Times: "I balletti di Maduro hanno provocato l'operazione"

Ci sarebbero anche i famosi e frequenti balli di Nicolas Maduro al suono di "no guerra", "Si' Pace" o "No Crazy War" alla base della decisione definitiva statunitense di compiere l'operazione e arrestare il presidente venezuelano. Lo hanno riferito diversi funzionari dell'amministrazione Trump consultati dal New York Times, secondo cui a influire nella decisione dell'operazione Absolute Resolve, sarebbe stata anche la perdita di pazienza di alcuni consiglieri del presidente Donald Trump provocata dalle danze di Maduro, le quali secondo Washington avevano lo scopo di deridere la pressione e le continue minacce di Trump verso Caracas.

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