Donald Trump è tornato ad attaccare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul suo social Truth: «Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi “numeri”. No, grazie», ha scritto il presidente degli Stati Uniti dopo il primo affondo. La premier ha risposto sabato pomeriggio, specificando però che non tornerà sull’argomento, «perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito». «Presidente Trump, questi continui e gratuiti attacchi sono privi di senso», ha scritto Meloni sui social. 

L’attacco di Trump

Nell’incontro al G7 di Evian i rapporti tra i due leader sembravano sereni, fino a che venerdì, rispondendo al giornalista Nicola Compatangelo di La7, Trump ha insistito per parlare di Meloni: «Mi ha implorato di fare una foto con lei», ha detto nella conversazione trasmessa in esclusiva dal programma tv L’Aria che tira, «Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!».

Il post di Donald Trump su Truth
Il post di Donald Trump su Truth
Il post di Donald Trump su Truth

Si riferiva all’immagine diffusa da Palazzo Chigi, con i due seduti su un divano in un colloquio a margine del G7. Frasi che hanno portato a una reazione tempestiva della premier: sono «francamente allibita, non so perché il presidente Usa si comporti così con gli alleati».

Ora, Trump ha deciso di continuare l’affondo: prima, parlando con Nbc, ha affermato che Meloni era «una mia fan», ma «non la voglio» più perché, lei come anche gli altri membri della Nato, «non ci sono stati riguardo allo Stretto di Hormuz».

Poi, per iscritto sul suo social Truth, andando ancora più a fondo e inserendosi nelle questioni di politica interna: «Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti – un paese che ama e protegge davvero l’Italia – rifiutandosi di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari (cosa che, peraltro, ha fatto anche la Nato!)».

Quanto alla popolarità, ha risposto Meloni, «esserti amica non mi ha certamente aiutata, né dipende dal mio rapporto con te», ma dalla «mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto». E ha aggiunto, in chiusura: «La mia popolarità non ti riguarda. Ti suggerisco di focalizzarti sulla tua». 

Non solo. Il presidente Usa ha accusato l’Italia di aver negato agli Stati Uniti l’uso delle piste di atterraggio e decollo italiane durante la guerra con l’Iran. Ha causato «un notevole disagio logistico, nonostante gli Usa contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla difesa dell’Italia e degli altri “cosiddetti” alleati della Nato», ha continuato Trump. 

Meloni ha ribattuto anche su questo punto, ricordando l’esistenza di accordi che non possono essere violati: «L’Italia rimane una nazione sovrana». 

Le reazioni

La solidarietà nei confronti della presidente del Consiglio italiana è stata ampia. Dal suo partito, ai suoi alleati di governo, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che ha annullato il viaggio a Miami previsto per il 21 e 22 giugno a causa delle «gravi e offensive parole» di Trump. Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez, per niente vicino a Meloni, ha espresso tutta «la sua solidarietà». E ha aggiunto: «Non solo l’ho fatto pubblicamente in risposta a una sua domanda, ma l’ho fatto anche in privato». 

Perché occorre tutelare le istituzioni, ha detto l’ex ministro del Partito democratico Andrea Orlando, in un’intervista ad Avvenire. «Penso che di fronte a un comportamento ormai totalmente inqualificabile, il tema fondamentale sia la tutela della funzione. Non mi interessa che Meloni sia stata succube. Ma ci troviamo di fronte a una lesione di una funzione».

«Difendere le istituzioni sì, ma», ha aggiunto, nascondere il ridicolo posizionamento internazionale no». Secondo Orlando, l’Italia del governo Meloni «ha scommesso su una linea completamente sbagliata che l’ha marginalizzata», sostenendo da un lato di godere di una partnership privilegiata, «che non si è realizzata», dall’altro togliendo  compattezza al fronte europeo.

C’è una cosa che colpisce, ha poi commentato il leader di Avs, Nicola Fratoianni: «Meloni si è accorta solo ora che cos’è Donald Trump perché quello che succede, al netto della sgradevolezza e della volgarità delle espressioni del presidente Usa, non è certo una novità». 

Per il senatore dem Filippo Sensi è una strategia, quella di Trump, per far vincere «a tutti i costi la destra al governo alle prossime elezioni. Ma ti abbiamo sgamato, mascherina», ha scritto sui social.

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