Continua lo scontro Usa-Iran su Hormuz mentre diminuisce il traffico marittimo nello stretto e sale ancora il prezzo del petrolio. Gli Emirati Arabi Uniti accusano l’Iran di aver lanciato due missili balistici, Teheran smentisce. La Nato si dichiara pronta a «fronteggiare qualsiasi minaccia» rivolta ai propri membri
Ancora scontro sullo Stretto di Hormuz dopo la scadenza del memorandum Usa-Iran. Il presidente statunitense Donald Trump pubblica una mappa in cui lo dichiara «nuovo territorio americano». «Un'illusione che andrà corretta», replica Teheran che sottolinea che Hormuz sarà chiuso «fino a quando Washington non rispetterà i termini dell'accordo».
lntanto il traffico marittimo nello Stretto resta ridotto. E una nave è stata colpita da un proiettile non identificato. Gli Emirati Arabi Uniti accusano l’Iran di aver lanciato due missili balistici, Teheran definisce l’accusa «priva di fondamento». Oman ed Egitto continuano a tentare una mediazione, ma senza progressi concreti.
Trump, infatti, assicura che non sono in corso né sono previsti colloqui con l’Iran, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che sarebbero gli Stati Uniti a «implorare» di negoziare dopo non essere riusciti a costringere Teheran alla resa.
Il Financial Times ha riferito che l’Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria e Cipro.
In risposta a quanto riportato dal Financial Times, un funzionario dell’Alleanza atlantica ha dichiarato alla Cnn che la Nato è pronta a «fronteggiare qualsiasi minaccia» rivolta ai propri membri, e «farà sempre ciò che è necessario per difendere tutti gli alleati».
Intanto, Abu Dhabi sospende tutti gli scambi commerciali con l’Iran, dopo aver accusato Teheran di aver nuovamente lanciato missili balistici contro il Paese.
PUNTI CHIAVE
16:11
Emirati Arabi, sospesi tutti gli scambi con l'Iran dopo gli ultimi attacchi
15:44
Media: raid Israele su Striscia di Gaza, 10 morti tra cui 2 comandanti di Hamas
14:34
Yemen: "Gli Houthi pianificano conquista di aree vicine a Stretto di Bab el-Mandeb"
Iran, Trump: ripresa negoziati? "Forse a un certo punto
Sarebbe disponibile alla ripresa dei negoziati l'Iran? "Forse a un certo punto. Ma in questo momento la situazion è così". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump parlando oggi alla Casa Bianca in merito alle trattative con Teheran.
Trump: "Un gran numero di imbarcazioni è transitato per Hormuz la scorsa notte"
Lo Stretto di Hormuz è aperto e la navigazione procede senza intoppi. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump che, parlando alla Casa Bianca, ha sottolineato che "un gran numero di imbarcazioni è transitato per Hormuz la scorsa notte".
Autorità sanitarie di Gaza: "Tra i morti raid Israele anche una ragazzina di 13 anni"
Le autorità sanitarie di Gaza hanno identificato tra le persone uccise oggi in un attacco israeliano contro un posto di polizia di Hamas a Gaza City anche Dana al-Jamasi, una ragazzina di 13 anni. Lo riferisce The Times of Israel.
Yemen, Houthi: "Attaccate otto petroliere saudite da inizio blocco"
Gli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, hanno affermato di aver preso di mira otto petroliere saudite da quando hanno dichiarato un blocco marittimo contro le navi saudite. Lo si apprende dall'agenzia di stampa Saba, gestita dal gruppo militante, e ripresa dai media internazionali. "Dal 20 luglio, abbiamo preso di mira 8 petroliere saudite, 5 nel Mar Rosso e 3 nel Golfo di Aden e nel Mar Arabico", recita la dichiarazione diffusa da Saba, secondo cui a quasi 50 petroliere saudite è stato "impedito di transitare nel Mar Rosso e nel Mar Arabico e costrette a tornare indietro". Infine, gli Houthi dichiarano anche di aver affondato due navi da sbarco militari vicino a Mokha, che secondo loro trasportavano armi saudite, nonché più di dieci navi da guerra appartenenti alle forze saudite.
Hamas: "Raid Israele su Gaza City è crimine di guerra, Netanyahu rifiuta cessate il fuoco"
Hamas ha accusato Israele di aver commesso un "crimine di guerra" nel raid condotto sul quartier generale della polizia municipale a Gaza City, nel quale, secondo la fazione palestinese, sono state uccise nove persone, "per la maggior parte agenti e comandanti della polizia", mentre diversi civili sono rimasti feriti. In una nota, Hamas ha definito l'attacco "un altro crimine di guerra sionista" e ha accusato il governo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di "eludere i propri impegni" e di "rifiutarsi di fatto di procedere con l'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco e con il completamento delle sue diverse fasi".
Emirati Arabi, sospesi tutti gli scambi con l'Iran dopo gli ultimi attacchi
Gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso tutti gli scambi commerciali con l’Iran, dopo aver accusato Teheran di aver nuovamente lanciato missili balistici contro il Paese. La decisione rischia di aumentare l’isolamento economico della Repubblica islamica, già sottoposta alle sanzioni Usa e alle conseguenze del blocco commerciale legato al conflitto con Washington. «Alla luce dell'escalation regionale, tutti gli scambi commerciali, finanziari e gli scambi con l'Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso». Così Afra Al Hameli, direttrice del Dipartimento di Comunicazione Strategica del Ministero degli Affari Esteri. Ieri sera l’arrivo di missili balistici ha fatto scattare in tutto il territorio emiratino gli avvisi alla popolazione di cercare riparo, per la prima volta dopo diverse settimane. Nelle prime fasi del conflitto gli Emirati erano stati più volte bersaglio di attacchi iraniani, in particolare nei pressi di Dubai, con una conseguente forte contrazione dei rapporti commerciali tra i due Paesi.
Media: raid Israele su Striscia di Gaza, 10 morti tra cui 2 comandanti di Hamas
È di 10 morti, tra cui due presunti comandanti di Hamas che avrebbero preso parte al massacro del 7 ottobre, il bilancio di due raid aerei condotti da Israele sulla Striscia di Gaza. Lo riferiscono il Times of Israel e fonti palestinesi. Secondo l'esercito israeliano (Idf), il primo raid, nell'area di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia, ha preso di mira un comandante di Hamas. I media palestinesi riferiscono che nell'attacco è stata uccisa una persona che viaggiava su una motocicletta. Il secondo raid, condotto meno di mezz'ora dopo contro una postazione della polizia di Hamas nel quartiere di Tuffah, a Gaza City - secondo i media palestinesi - avrebbe provocato nove morti. Le Idf hanno affermato che l'obiettivo era un comandante di Hamas e altri membri del gruppo armato che stavano pianificando attacchi contro le truppe israeliane nella Striscia.
Iran, Teheran: "Non dimenticheremo mai i tradimenti della Francia"
"Il popolo iraniano non dimenticherà mai i continui tradimenti della Francia". Lo ha affermato in un post su X Ebrahim Azizi, presidente della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, all'indomani della decisione di Parigi di espellere due diplomatici iraniani in risposta a un analogo provvedimento preso contro due diplomatici dell'ambasciata francese a Teheran. "Dallo scandalo del sangue contaminato al fallimento di Instex. Non dimenticheremo: perseverare in questa ostilità finirà solo per ritorcersi contro Parigi", ha aggiunto Azizi.
Siria, Ankara:"Israele cerca scuse per attaccare Damasco"
La Turchia ha respinto con fermezza le accuse dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui i piani per il dispiegamento di truppe turche in Siria rappresenterebbero una minaccia per Israele. Parole definite "una scusa per giustificare raid aerei illegali" sul territorio siriano. "Le accuse infondate avanzate dall'ufficio del primo ministro israeliano mirano a legittimare i raid aerei illegali condotti da Israele, una scusa per l'attacco in atto contro la sovranità e l'integrità territoriale della Siria", ha dichiarato la Direzione delle Comunicazioni turca in una nota. La presa di posizione di Ankara è arrivata dopo che l'ufficio di Netanyahu ha affermato che Israele e Siria avevano raggiunto un'intesa per mantenere lo status quo in materia di sicurezza, sostenendo tuttavia che Damasco fosse prossima a violarlo consentendo il dispiegamento di truppe turche presso una base aerea nei pressi di Aleppo. "Israele ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento avrebbe rappresentato una minaccia per la sicurezza israeliana. La Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", si legge nella dichiarazione dell'ufficio di Netanyahu.
Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza
L'Idf ha annunciato di aver richiesto l'avvio un'indagine penale sui colpi di arma da fuoco sparati contro un veicolo della famiglia Hamada e contro un'ambulanza che provocarono la morte di nove persone, tra cui la bambina Hind Rajab, a Gaza City, nel gennaio 2024. L'episodio provocò un'ondata di indignazione internazionale, in particolare a seguito della pubblicazione dell'audio della telefonata alla Mezzaluna Rossa in cui la piccola di cinque anni chiedeva disperatamente aiuto dopo l'attacco. L'annuncio giunge mentre l'Idf ha riferito di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione.
Yemen: "Gli Houthi pianificano conquista di aree vicine a Stretto di Bab el-Mandeb"
Un funzionario yemenita accusa i ribelli Houthi di prepararsi a conquistare aree adiacenti allo Stretto di Bab el-Mandeb, minacciando una seconda via navigabile vitale dopo che il loro alleato iraniano ha bloccato lo Stretto di Hormuz. Tre fonti militari Houthi e un portavoce delle forze governative yemenite vicino allo stretto hanno confermato che i ribelli stavano pianificando un'avanzata verso queste aree. "La milizia Houthi si sta adoperando per creare le condizioni necessarie a prendere il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, rafforzando la propria presenza lungo la costa occidentale e tentando di conquistare le isole strategiche yemenite nel Mar Rosso", ha dichiarato il ministro dell'Informazione yemenita Moammar al-Eryani, citando anche "il rafforzamento delle forze militari dei ribelli nonché i ripetuti attacchi contro porti, banchine, infrastrutture civili, navi e mezzi navali governativi". Il generale Sadeq Duwaid, portavoce delle Forze di Resistenza Nazionale filo-governative che controllano le aree che si affacciano sullo stretto, ha dichiarato che i ribelli stanno "cercando di consolidare la propria presenza a Bab el-Mandeb" e di "trasformare la regione in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz". Tre fonti militari Houthi hanno indicato inoltre che i ribelli si stanno preparando a lanciare un'operazione militare per prendere il controllo delle aree a sud di Hodeida, con il dispiegamento di quasi 2.000 soldati e lanciarazzi in prima linea lungo la costa occidentale, nelle province di Taiz e Hodeida.
Al-Arabiya: "Raid israeliano su Gaza City, 6 morti"
Almeno sei palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano su Gaza City. Lo ha riferito l'emittente al-Arabiya, precisando che l'obiettivo del raid era una postazione della polizia di Hamas.
Nato: "Attacchi in Europa? Pronti a qualsiasi minaccia"
La Nato è pronta a "fronteggiare qualsiasi minaccia" rivolta ai propri membri, e "farà sempre ciò che è necessario per difendere tutti gli alleati". Lo dichiara un funzionario dell'Alleanza atlantica alla Cnn in risposta a quanto riportato dal Financial Times, secondo cui l'Iran starebbe valutando di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa se il presidente Donald Trump dovesse intensificare lo sforzo bellico contro Teheran. "Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo missili balistici diretti in Turchia dall'Iran in quattro diverse occasioni, la nostra postura di deterrenza e difesa è forte ed efficace", evidenzia il funzionario.
Manifestazione a Tel Aviv contro le violenze in Cisgiordania e a Gaza
Un video postato dal partito Arab Hadash mostra una manifestazione davanti alla sede del ministero dell'Interno a Tel Aviv con i dimostranti stesi a terra, sporchi di sangue finto per protestare per le violenze in Cisgiordania e a Gaza. Nel filmato si vedono i manifestanti che indossano magliette con le scritte "Questa è la politica israeliana. Pogrom, pulizia etnica, genocidio e sterminio". Il sangue finto simboleggia il sangue versato a causa di questa politica, ha dichiarato il partito a maggioranza araba in un comunicato. I partecipanti hanno anche dei numeri scritti sulla fronte, in riferimento all'arresto di alcuni sospetti in Cisgiordania a cui alcuni soldati hanno scritto con il pennarello su braccia e viso.
Merz condanna le dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir
II cancelliere tedesco Friedrich Merz "condanna" l'appello che esprime "disprezzo nei confronti degli esseri umani" del ministro israeliano Ben Gvir. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Sebastian Hill, rispondendo, in conferenza stampa a Berlino, a una domanda sulle dichiarazioni del ministro israeliano che ha incitato all'uccisione quotidiana di decine di palestinesi sulla Striscia di Gaza. "Il nostro messaggio è che non devono esserci nuove annessioni nella Cisgiordania. Queste si contrappongono a una soluzione a due Stati", ha aggiunto.
Crosetto: "Attacchi a basi Usa in Europa? Nulla è precluso, ma evitare di fornire spunti"
Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? "Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti". È il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall'Adnkronos, a commentare così l'indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane. Il quotidiano britannico, citando due fonti vicine al regime iraniano, riferisce che le forze di Teheran avrebbero preso in esame possibili attacchi contro asset Usa nell'Europa sudorientale, compresa la Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l'utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli americani per il rifornimento in volo. Tra i potenziali obiettivi sarebbe stata individuata anche Cipro, dove a marzo una base britannica è stata colpita da un drone. Uno scenario che, nelle parole di Crosetto, si lega alla modalità con cui Teheran avrebbe condotto il conflitto. "La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto", sottolinea il ministro. Da qui il giudizio sulla possibilità che l'escalation possa allargarsi oltre il teatro mediorientale: "Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti".
Lega araba condanna attacco israeliano in Siria: "Provocatorio e inaccettabile"
Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, ha condannato l'attacco israeliano all'aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia siriana di Idlib, definendolo "una flagrante violazione della sovranità siriana e del diritto internazionale, nonché l'ennesimo crimine nella serie di ripetuti attacchi israeliani contro la Siria e altri Paesi della regione". Fahmy ha definito gli attacchi israeliani "provocatori, ingiustificati e assolutamente inaccettabili", accusando Israele di voler "seminare il caos ed espandere le aree di conflitto e scontro - sia in Siria che in Libano - per servire le ambizioni politiche ed elettorali del suo primo ministro, che dà priorità alla sicurezza e alla stabilità regionale". La Lega araba esorta la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu "ad assumersi le proprie responsabilità, obbligando Israele a cessare questi attacchi sfacciati e a porvi fine, al fine di prevenire un'escalation di caos e violenza nella regione".
Hezbollah: "Non ci ritiriamo dalla collina di Ali Taher"
Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane. Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher".
Comandante dell'esercito libanese: "Idf non rispetta l'accordo quadro"
"Le forze armate libanesi proseguono, nei limiti dei mezzi disponibili, nell'esecuzione di tutti i compiti legati all'accordo quadro siglato con Israele e gli Stati Uniti, ma le forze di occupazione israeliane continuano nei loro attacchi e nelle violazioni degli accordi in vigore": lo ha denunciato il comandante in capo dell'esercito libanese, Rodolphe Haykal, secondo quanto riferisce un comunicato dell'Agenzia nazionale d'informazione. La dichiarazione è stata rilasciata durante un incontro a Yarzé con il presidente dell'American Task Force for Lebanon (Atfl) ed ex ambasciatore statunitense in Marocco, Edward Gabriel. L'incontro arriva mentre proseguono nel sud del Libano occupato le violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco, denunciate a più riprese dalle autorità di Beirut.
Libano, raid aerei e demolizioni dell'esercito israeliano nel sud
Non si arresta l'offensiva militare israeliana nel sud del Libano occupato, con raid aerei e operazioni di dinamitaggio sulle alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, e sul villaggio di Mansuri, diviso in due dalla "linea gialla" imposta unilateralmente dalle forze di occupazione dello Stato ebraico su oltre 600 chilometri quadrati di territorio libanese. Lo riferisce l'Agenzia nazionale d'informazione, secondo cui l'aviazione israeliana ha condotto in piena notte una serie di raid sulle alture di Ali Taher e su altre postazioni del distretto di Nabatiye, oltre che nei pressi di una località del distretto di Marjayun. Le forze di occupazione hanno inoltre proseguito le operazioni di dinamitaggio a Mansuri e in un'altra area del distretto di Bint Jbeil, mentre diversi colpi di artiglieria sono caduti su Majdal Zun, nel distretto di Tiro, e sulle valli circostanti. Razzi illuminanti sono stati lanciati sopra le regioni di Tiro e Bint Jbeil, mentre altri tiri di artiglieria hanno colpito i dintorni della valle di Zebqine, sempre nel distretto di Tiro. Sempre nelle ultime ore, un raid aereo ha centrato e distrutto un'abitazione della famiglia Hajj Ali nel quartiere di al-Deir, a Nabatiye al-Fawqa. Non si registrano vittime, secondo l'Ani. Le nuove violazioni arrivano mentre restano in stallo i negoziati per un secondo round di colloqui israelo-libanesi avviati a Roma, con Beirut che chiede il ritiro delle truppe israeliane dai punti ancora occupati oltre la linea di demarcazione tracciata dall'Onu nel 2000. Un nuovo incontro negoziale mediato dagli Stati Uniti è previsto ai primi di settembre ma la delegazione del Libano non ha confermato la sua prese.
Financial Times, l'Iran valuta obiettivi militari Usa in Europa in caso di escalation
L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo.
Rubio parla con gli Emirati per la sicurezza dell'area
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato con il Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, per discutere delle principali questioni di sicurezza regionale, secondo quanto riferito dal portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott. Durante la telefonata, i due funzionari hanno affrontato la situazione in Libano e hanno discusso degli sforzi congiunti in corso per chiamare l'Iran e i suoi gruppi proxy a rispondere dei continui attacchi. Il segretario Rubio avrebbe inoltre sottolineato l'importanza fondamentale di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
L'Iran minaccia i Paesi del Golfo: "Non aiutate gli Usa"
Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, ha messo in guardia gli Stati del Golfo dal fornire assistenza all'esercito statunitense. Nulla è "nascosto ai nostri occhi", ha affermato in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars. Abdollahi ha sostenuto che la presenza di così tanti velivoli militari, in particolare aerei cisterna per il rifornimento in volo, nelle basi regionali sarebbe difficile da giustificare senza la conoscenza dei Paesi ospitanti. "Avvertiamo: qualsiasi assistenza e agevolazione all'esercito statunitense aggressivo equivale a una partecipazione alle forze militari statunitensi", ha dichiarato Abdollahi.
Petrolio, prezzi in rialzo
Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici per la quarta sessione consecutiva mentre si protrae lo stallo nelle trattative tra Stati Uniti e Iran per la risoluzione del conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz che alimenta i timori per le forniture globali di greggio. I future sul greggio Wti avanzano dello 0,82% a 85,64 dollari al barile mentre i future sul Brent salgono dello 0,62% a 91,57 dollari al barile.
Hormuz, diminuisce il traffico
Ieri il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un rallentamento, poiché la maggior parte degli armatori ha evitato l'importante via navigabile a causa della mancanza di indicazioni chiare sulla sua riapertura. Lo scrive l'agenzia Reuters. Secondo i dati di Kpler, sei navi mercantili hanno attraversato lo stretto ieri, in calo rispetto alle nove del giorno precedente e al di sotto della media giornaliera di 11 registrata negli ultimi 10 giorni.
Teheran: "Correggeremo le illusioni di Trump su Hormuz"
"Proprio come Trump ha correttamente scritto il nome dell'eterno Golfo Persico, presto la sua illusione riguardo lo Stretto di Hormuz sarà corretta o correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso". Lo scrive su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in risposta al post che ieri sera Donald Trump ha postato sul suo social Truth con l'immagine dello Stretto di Hormuz su cui è scritto "nuovo territorio Usa".
L'Iran smentisce il lancio di missili sugli Emirati
L'Iran smentisce il lancio di missili balistici in direzione degli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha "categoricamente respinto l'affermazione degli Emirati Arabi Uniti secondo cui l'Iran avrebbe lanciato un missile in direzione di quel Paese", considerando questa accusa pregiudizievole rispetto alla fiducia reciproca e agli sforzi a favore della sicurezza.
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