Un nuovo messaggio del pontefice in Camerun dopo che Trump ha spiegato che il papa può dire sì ciò che vuole sulle questioni internazionali, ma deve comprendere le realtà di un «mondo crudele»
Papa Leone torna a rivolgersi a Donald Trump, pur non menzionandolo direttamente. «Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell'oscurità e nella sporcizia» ha detto nel suo discorso nella Cattedrale di San Giuseppe nella città di Bamenda, nel nord-ovest del Camerun.
«Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali» ha detto ancora il pontefice.
È l’ultimo capitolo di uno scontro che va avanti da diversi giorni: inizialmente il presidente americano ha detto che non apprezza Leone, che a sua volta ha spiegato di non essere un politico e di non aver paura del tycoon. Non pago, l’inquilino della Casa Bianca e il suo vice JD Vance hanno insistito ad attaccare il papa rivendicando il fatto che le loro azioni fossero nell’interesse della Chiesa, soprattutto in Iran, e raccomandando al pontefice «attenzione quando parla di teologia».
Trump ha sferrato ieri un nuovo attacco a Leone nei commenti ai giornalisti, affermando che il papa può dire ciò che vuole sulle questioni internazionali, ma deve comprendere la realtà. «Il papa deve capire che l'Iran ha ucciso più di 42.000 persone negli ultimi mesi» ha detto il presidente, un elemento che aveva già proposto in uno dei post social. «Erano manifestanti completamente disarmati. Il papa deve capirlo. Questo è il mondo reale, è un mondo crudele» ha aggiunto negando poi di essere «in conflitto» con il pontefice, affermando di non avere «nulla contro» di lui.
Il taglio dei fondi
Nel frattempo, l’amministrazione americana ha annullato un contratto da undici milioni di dollari con Catholic Charities per offrire alloggio e assistenza ai bambini migranti entrati negli Stati Uniti da soli, ponendo fine a un rapporto di oltre mezzo secolo tra la Chiesa cattolica e il governo statunitense, nato con l'arrivo dei primi esuli cubani nel sud della Florida.
L'Office of Refugee Resettlement, che fa parte del Dipartimento federale della Salute, ha pagato per anni Catholic Charities a Miami per ospitare bambini immigrati entrati negli Stati Uniti senza genitori o supervisione adulta. L'organizzazione non profit gestisce un sistema equivalente a un affido familiare finanziato a livello federale, separato dalle agenzie statali che hanno la custodia di minori abusati o trascurati.
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