Donald Trump ha annunciato a sorpresa che Mosca e Kiev sospenderanno i reciproci attacchi contro le reti energetiche. Il presidente americano ha fatto l’annuncio sui social, senza conferme da parte russa o ucraina. «Il prezzo mondiale del diesel sale per colpa loro di Russia/Ucraina, non per l’Iran», ha aggiunto il presidente, chiarendo senza possibilità di dubbio quale sia il suo principale obiettivo. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha colto subito l’opportunità e ha annunciato che Kiev è pronta a fermarsi «se la Russia farà altrettanto». Per poi aggiungere, non a caso: «Ci aspettiamo che i partner forniscano dettagli concreti».

Fino a luendì sera, il Cremlino non aveva commentato la proposta. Anche per questo l’annuncio ha lasciato scettici gran parte degli osservatori. Non è la prima volta che Trump chiede all’Ucraina di limitare i suoi attacchi alle infrastrutture energetiche russe, l’ultima soltanto lunedì. In risposta, Mosca aveva detto di «accogliere con favore» la proposta del tycoon, ma senza specificare se la Russia intendesse fare altrettanto.

In Ucraina, Mosca ha preso sistematicamente di mira raffinerie, centrali elettriche e di riscaldamento, arrivando al punto di bombardare singole stazioni di servizio. La scorsa settimana ne è stata colpita una nel mezzo della capitale, Kiev. I danni inflitti da Mosca al settore elettrico ucraino rischiano di causare una nuova crisi umanitaria quando, nelle prossime settimane, le temperature inizieranno a scendere e milioni di ucraini rischieranno di trovarsi senza riscaldamento.

Nel frattempo, Unione europea e Nato hanno reagito con parole dure all’attacco russo in Ucraina che domenica è arrivato vicino a un treno carico di delegazioni diplomatiche europee, che si trovava ad appena cinque chilometri dal confine polacco. Per l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, l’attacco è «chiaramente un messaggio per il mondo occidentale», pensato per spaventare i paesi europei e «dissuaderli dal sostenere l'Ucraina». Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, parla di «pace a rischio», mentre il segretario dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte, sostiene che il bombardamento dimostrerebbe che ormai «Putin è disperato». Proprio in queste ore, gli ambasciatori dei 27 sono in riunione a Bruxelles per elaborare una nuova lista di sanzioni a Mosca che, se sarà trovato l'accordo, saranno certamente utilizzate per rispondere anche a quest’ultimo attacco.

Dal canto suo, a Mosca si risponde con un’alzata di spalle. «Le nostre truppe stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell'Ucraina, continuano e continueranno a farlo», ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Sono oltre sei mesi che la Russia ha moltiplicato gli attacchi contro i convogli ferroviari ucraini, colpendo spesso in pieno giorno e a poca distanza da stazioni affollate. I civili uccisi o feriti in questi attacchi si contano già a centinaia.

In Ucraina, intanto, l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica rimane concentrata sull’ultimo scandalo di corruzione che ha coinvolto la cerchia degli alleati di Zelensky. Lunedì notte, l'ex procuratore generale, Ruslan Kravchenko, indagato per corruzione, è fuggito dal paese a bordo della sua auto ufficiale e insieme alla sua famiglia. Secondo i media ucraini, Kravchenko avrebbe ricevuto l’autorizzazione presidenziale ad abbandonare il paese, dove vige il divieto di espatrio per tutti i maschi adulti. Prima di andarsene, il procuratore ha firmato una serie di atti di accusa nei confronti della procura anticorruzione che lo ha indagato.

© Riproduzione riservata