«Attualmente Maduro è detenuto a bordo della nave Iwo Jima (Rpt Jima). Verrà trasferito con la moglie a New York». Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha spiegato in un’intervista a Fox News dove si trova attualmente il presidente del Venezuela, catturato nell’operazione militare con cui l’esercito statunitense ha attaccato il paese sudamericano.

Nella sua conferenza stampa, invece ha discusso dell’operazione militare elogiando l’impegno dell’esercito e annunciando che ora gli Usa gestiranno la transizione politica nel paese.

L’operazione militare

In conferenza stampa Trump ha annunciato la buona riuscita dell’operazione militare e ha lodato il suo esercito. «Un assalto spettacolare, che non si vedeva dalla Seconda guerra mondiale. Contro una fortezza militare nel cuore di Caracas», ha detto Trump, dalla sua residenza in Florida di Mar-a-Lago, ricordando poi altre operazioni avvenute durante il suo mandato che hanno portato all’uccisione di Soleimani e al Baghdadi, o per ultimi gli attacchi ai siti nucleari iraniani nle giugno del 2025.

«Nessuna nazione nel mondo potrebbe raggiungere quello che l’America ha raggiunto ieri. Tutto l’esercito venezuelano era inerme di fronte ai nostri soldati che hanno catturato Maduro, di notte, quando era buio. Le luci di Caracas sono state ampiamente spente con una certa competenza di cui noi disponiamo. Maduro è stato catturato insieme a sua moglie. Entrambi ora si troveranno davanti alla giustizia americana», ha detto Trump.

L’incriminazione di Maduro

I due, ha ribadito, saranno incriminati per «la loro campagna di narcoterrorismo contro gli Stati Uniti d’America». Secondo Trump Maduro «era il re di una rete criminale, ha portato le droghe negli Stati Uniti. Lui supervisionava il cartello della droga che ha inondato la nostra nazione con le droghe che hanno portato alla morte di innumerevoli americani».

«Nessun militare americano è stato ucciso. E nessun equipaggiamento militare americano è andato perso. L’esercito statunitense è quello più forte e audace del pianeta, con capacità e competenze senza pari», ha aggiunto.

Il futuro del Venezuela e il petrolio

E sul futuro del Venezuela ha detto: «Gestiremo il paese fino a quando non ci sarà una transizione sicura, giusta e appropriata. Non vogliamo ritrovarci nella stessa situazione degli ultimi anni. Noi vogliamo la pace, la libertà e la giustizia per il grande popolo venezuelano. Non possiamo permetterci che qualcun altro prenda il Venezuela e non pensi al bene dei venezuelani. Noi ora siamo lì».

Il tycoon ha spiegato anche che ora il paese investirà miliardi di dollari nell’industria petrolifera venezuelana «per mettere in piedi le infrastrutture fatiscenti» e portare denaro al paese.

In Venezuela «ci sarà un gruppo, ci assicureremo che il governo andrà avanti in maniera corretta, ci riprenderemo le nostre infrastrutture petrolifere, miliardi di dollari ci saranno rimborsati e faremo defluire il petrolio lì dove dovrebbe andare, ci assicureremo di prenderci cura del popolo venezuelano».

E poi la minaccia: «Siamo pronti a un secondo e più ampio attacco se sarà necessario. Il primo attacco è stato un successo e forse non ci sarà bisogno di una seconda ondata molto più grande».

Rispondendo ai giornalisti, il presidente ha anche minacciato il presidente della Colombia Gustavo Petro «dovrebbe guardarsi il didietro», ha detto. Il paese è accusato di essere un narco stato e quindi una minaccia per la sicurezza nazionale di Washington. E poi anche minacce rivolte a Cuba. «È un paese che sta fallendo e noi vogliamo aiutare la popolazione cubana. È qualcosa di cui finiremo a parlare».

Dubbi su Machado

«Non permetteremo ad altri di riprendere da dove ha lasciato Maduro», ha detto Trump spiegando che la sua amministrazione sta decidendo ora le sorti politiche future del paese. 

«Stiamo prendendo questa decisione ora. Non possiamo correre il rischio di lasciare che qualcun altro gestisca il potere e prenda il controllo di ciò che lui ha lasciato. Quindi stiamo prendendo questa decisione ora. Saremo molto coinvolti. E vogliamo garantire la libertà al popolo», ha detto Trump prima di minacciare: «Se rimangono fedeli, il futuro sarà davvero brutto, davvero brutto per loro».

Al momento, il tycoon non ha fornito un sostegno politico pubblico a María Corina Machado, la leader dell’opposizione venezuelana e vincitrice del Premio Nobel per la pace. Quello che ha detto, anzi, sembra più una sua bocciatura: «Penso che sarebbe molto difficile per lei essere il leader. Non ha il sostegno o il rispetto del paese. È una persona carina ma non ha il rispetto del paese», ha detto in conferenza stampa.

Intanto Machado si è esposta pubblicamente commentando in una nota l’operazione militare della Casa Bianca. «Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto, e ne è valsa la pena. Quello che doveva accadere sta accadendo», ha scritto Machado. «Questa è l'ora dei cittadini. Quelli che il 28 luglio 2024 hanno rischiato tutto per la democrazia. Quelli che hanno eletto Edmundo Gonzalez Urrutia come legittimo presidente del Venezuela, che deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come Comandante in Capo delle Forze Armate Nazionali da tutti gli ufficiali e soldati che le compongono», ha aggiunto la premio Nobel per la Pace.

«Oggi siamo preparati a far valere il nostro mandato e a prendere il potere. Restiamo vigili, attivi e organizzati fino a quando non si concretizzerà la transizione democratica. Una transizione che ci riguarda tutti. Ai venezuelani che si trovano dentro il nostro paese, siate pronti a mettere in marcia ciò che molto presto vi comunicheremo attraverso i nostri canali ufficiali», ha detto.

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