Il segretario della Difesa, Pete Hegseth, si è detto convinto che il Congresso non riuscirà a destituirlo, respingendo le iniziative parlamentari per avviare un procedimento di impeachment nei suoi confronti dopo la sconfitta alle elezioni di midterm.

In un video pubblicato sul proprio account X, il capo del Pentagono ha attaccato i promotori dell'iniziativa, paragonandola ai procedimenti avviati in passato contro il presidente Trump. «Un deputato scontento e sconfitto, insieme a tutti i suoi alleati democratici, ha presentato contro il sottoscritto accuse di impeachment prive di fondamento», ha detto Hegseth riferendosi al repubblicano del Kentucky Thomas Massie. «Proprio come hanno cercato di fare due volte con il presidente Trump. Non ha funzionato con il presidente Trump e non funzionerà con me», ha aggiunto. Per il segretario: «È tutta una questione di politica di distruzione personale».

Secondo quanto riferito dalla Cnn, che cita fonti del Partito repubblicano, la Camera dei rappresentanti potrebbe votare già la prossima settimana sull’avvio del procedimento. Di certo, tra i repubblicani c’è molto malcontento. Molti membri del partito accusano Hegseth di aver convinto Trump a intraprendere la guerra contro l’Iran, nonostante le operazioni militari non abbiano prodotto i risultati attesi.

Una sconfitta nel Golfo che si è trasformata poi nella schiacciante perdita elettorale alle urne, dovuta anche all’aumento dei costi del carburante e dell’inflazione a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

Vance verso il 2028

Lo stesso vicepresidente Usa J. D. Vance, nella sua analisi del voto di midterm ha identificato nella guerra in Iran l’ago della bilancia che portato i repubblicani a perdere il Congresso. Vance che ha incassato il sostegno elettorale del Segretario di Stato Marco Rubio. 

«J. D. è un mio grande amico, credo che se corresse per la presidenza sarebbe un candidato fenomenale e, lo ribadisco, sarei la prima persona a sottoscrivere e a sostenerlo», ha detto Rubio in un’intervista alla Nbc.

I due sono considerati i candidati repubblicani più probabili per le elezioni presidenziali del 2028. Tanto che lo stesso Rubio, starebbe pensando di dimettersi dalla sua carica per prendere le distanze dalla guerra in Iran e preparare la sua campagna elettorale.

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