WASHINGTON – Mancano più di due ore al discorso con cui Donald Trump dovrebbe celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana davanti al Washington Monument e poco più di tre ai fuochi d’artificio annunciati come i più grandi mai realizzati al mondo. Dopo quasi due ore di fila, le transenne che delimitano l’area presidenziale sono ormai a poche decine di metri. Poi tutto si ferma.

Foto di Maria Michela D'Alessandro
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Dagli altoparlanti arriva l’ordine di evacuazione immediata. Sugli schermi compare lo stesso messaggio: «Immediate evacuation». Una tempesta in avvicinamento costringe Freedom250, Secret service, National park service, Park police e Federal emergency management agency a svuotare completamente l’area del Washington monument. Chi è già entrato deve uscire. Chi è in fila deve abbandonare il posto e cercare riparo nei musei dello Smithsonian e negli edifici federali.

Nel giro di pochi minuti l’area attorno al Washington monument si svuota.

Da settimane Donald Trump ha trasformato il National Mall nel palcoscenico dell’America250. Tra il Campidoglio e il Lincoln memorial il cuore monumentale di Washington è diventato una gigantesca fiera americana. Padiglioni dedicati ai cinquanta stati, concerti, rodei, dimostrazioni militari, sorvoli aerei, una Fifa Fan Zone per i Mondiali di calcio e il grande palco davanti al Washington monument occupano quello che normalmente è uno dei luoghi simbolo della democrazia americana.

Foto di Maria Michela D'Alessandro
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La Great american state fair è il fulcro delle celebrazioni. Passeggiando tra gli stand si passa dal barbecue texano alle produzioni agricole del Midwest, dalle destinazioni turistiche delle Hawaii ai prodotti dell’Alaska. Alcuni padiglioni sono ricchi di installazioni, altri poco più che vetrine promozionali. Diversi stati guidati dai democratici hanno scelto di non inviare una delegazione ufficiale, sostenendo che la manifestazione fosse ormai troppo legata alla figura del presidente. Gli spazi sono comunque presenti, gestiti da enti turistici e operatori privati. Al centro della fiera spicca anche la replica dell’arco monumentale che Trump vorrebbe costruire stabilmente a Washington.

Temperature eccezionali

Il protagonista della giornata non è però il temporale, ma il caldo. Le email degli organizzatori iniziano ad arrivare già il 3 luglio. Una dopo l’altra modificano gli orari, invitano a non arrivare troppo presto, indicano dove trovare acqua gratuita, tende climatizzate, autobus refrigerati e aree per rinfrescarsi. Più che il programma della festa, sembrano un manuale per affrontare le temperature eccezionali che hanno investito Washington.

Foto di Maria Michela D'Alessandro
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Alle 5 del pomeriggio aprono i controlli di sicurezza. Raggiungere il palco presidenziale, però, è molto più complicato del previsto. La Great american state fair, la Fifa fan zone e l’area del “Salute to America” sono separate da transenne, metal detector e percorsi obbligati. Migliaia di persone si mettono in fila. La coda si allunga per interi isolati e chilometri.

Poi arriva l’evacuazione. Per oltre due ore nessuno sa se la serata potrà continuare. Le persone restano nei dintorni del National Mall controllando continuamente il telefono. Chi si rifugia nei musei dello Smithsonian, chi sotto le pensiline della metropolitana, chi aspetta semplicemente che passi il temporale.

Alle 21.45 arriva il messaggio di Trump. «Per decisione del presidente Donald J. Trump», annunciano gli organizzatori, i cancelli riaprono. «Con la pioggia o con il sole, il popolo americano merita una celebrazione degna del 250° anniversario della nostra nazione».

Il discorso di Trump

La macchina organizzativa riparte quasi da capo. Migliaia di persone tornano a mettersi in fila. Intorno alle 23 il Washington Monument si illumina con i colori della bandiera americana. Sulla facciata dell’obelisco compare la scritta “250”. Poco dopo Trump sale sul palco con oltre un’ora e mezza di ritardo. Nel suo discorso di 35 minuti ripercorre la storia americana, definisce gli Stati Uniti «più ricchi, più sicuri e più orgogliosi che mai», assicura che «gli americani non permetteranno mai a nessuno di portar via la loro libertà» e rilancia alcuni dei temi centrali del suo mandato, dalla difesa del Secondo emendamento alla lotta contro il comunismo.

Ma mentre il presidente parla, non tutti riescono a raggiungere il palco. Dopo l’evacuazione e la riapertura dei cancelli, migliaia di persone sono ancora in fila. C’è chi segue il discorso dal telefono mentre continua lentamente ad avanzare verso i controlli di sicurezza. In migliaia rimangono in strada ad aspettare i fuochi d’artificio.

Poco dopo mezzanotte il cielo sopra Washington si illumina con lo spettacolo pirotecnico annunciato come il più grande mai realizzato al mondo. La celebrazione del 250° anniversario va in scena, come promesso. Ma per chi ha passato il pomeriggio sul National Mall, il ricordo di questa giornata resterà soprattutto quello di una capitale trasformata per raccontare un’idea d’America diversa da come ogni americano è stato abituato. Accessibile a tutti e veramente libera.

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