WASHINGTON – Guardare una partita della Coppa del Mondo davanti al Campidoglio degli Stati Uniti è già un'immagine insolita. Lo è ancora di più quando, voltandosi dall'altra parte, ci si ritrova davanti il palco della Great American State Fair, la manifestazione voluta da Donald Trump per celebrare il 250° anniversario dell'indipendenza americana. In mezzo, il National Mall. Il Mondiale e la festa dell'America condividono lo stesso spazio, separati soltanto da poche centinaia di metri.

Per arrivare al maxischermo bisogna attraversare un Mall trasformato. Il viale monumentale che collega il Campidoglio al Lincoln Memorial è diventato una lunga area sorvegliata. Transenne, metal detector, recinzioni, agenti di polizia, uomini dei servizi di sicurezza e militari della National Guard presidiano gli ingressi. Le misure sono stringenti: niente zaini, soltanto borse di piccole dimensioni, nessuna possibilità di introdurre cibo o bevande. I visitatori vengono incanalati in percorsi obbligati.

Il dispositivo è stato predisposto non per i sedicesimi (Argentina-Capo Verde e Colombia-Ghana), ma per il giorno successivo, quando Washington ospiterà le celebrazioni del 4 luglio, il discorso del presidente e uno show pirotecnico da record mondiale. In serata verranno lanciati oltre 850mila fuochi d'artificio da 10 postazioni diverse, con uno scenario unico che comprende il Lincoln Memorial e il Washington Monument.

Villaggio patriottico

Alle 6 di sera di venerdì il tempo sembra però sospeso, il termometro supera ancora i 37 gradi. Il caldo che in questi giorni sta soffocando la capitale svuota gran parte del National Mall, i pochi tifosi sembrano per lo più turisti alla ricerca di un po’ d’ombra. Tra il Campidoglio e il Washington Monument si cammina quasi senza incontrare folla. Sullo sfondo, gli ultimi preparativi per la Great American State Fair con le bandiere americane che sventolano ovunque.

Poi, sul maxischermo, comincia Argentina-Capo Verde. L'effetto è quasi surreale. Da una parte la Selección, dall'altra il cuore delle celebrazioni volute dalla Casa Bianca. C'è chi si ferma a guardare qualche minuto della partita, chi arriva con la maglia albiceleste, chi si siede sull'erba nonostante il caldo e chi invece prosegue verso la fiera. Qualcuno applaude, altri passano senza voltarsi. Nessuno dei due eventi sembra disturbare l'altro. Convivono semplicemente nello stesso paesaggio. In attesa che il cuore pulsante di Washington DC cambi volto.

Basta lasciarsi alle spalle il maxischermo per capirlo. La ruota panoramica fa da sfondo alla Great American State Fair, il cuore delle celebrazioni organizzate dall'amministrazione Trump per il 250° anniversario degli Stati Uniti. Per quasi due settimane il National Mall si è trasformato in un grande villaggio patriottico tra concerti, stand dedicati ai cinquanta stati, installazioni, rievocazioni storiche e attrazioni pensate per raccontare la storia americana. L'iniziativa, però, è stata accompagnata da numerose polemiche. Diversi artisti hanno rinunciato a esibirsi, alcuni stati a guida democratica hanno scelto di non partecipare e nei primi giorni la manifestazione è stata criticata anche per un'affluenza inferiore alle aspettative, diventando terreno di scontro politico ben prima dell'arrivo del 4 luglio.

Guardare una partita della Coppa del Mondo davanti al Campidoglio, alla vigilia del 4 luglio, significa anche mischiare il calcio con l’immagine di un'America patriottica. Tutti nello stesso posto.

Foto di Maria Michela D'Alessandro
Foto di Maria Michela D'Alessandro
Foto di Maria Michela D'Alessandro

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