L’immagine realizzata con l’Ia che ritrae l’ex bomber della Serie A posare accanto a un tifoso ha scatenato i commenti sprezzanti del web. Definire «Ciccione» un ex calciatore ingrassato è il sintomo di un fenomeno più ampio: agli sportivi non si perdona alcuna imperfezione estetica
La foto circolata nei giorni scorsi è particolarmente crudele. Ritrae Gonzalo Higuain in canotta e pinocchietto, con la barba sfatta e i capelli lunghi e radi. La postura curva, un po’ troppo rilassata, dà l’idea di un invecchiamento precoce, assurdo se pensiamo al suo passato da calciatore professionista. Lo sguardo torvo e inespressivo completa un quadro preoccupante. Cosa rimane dell’atleta che un tempo dominava la Serie A?
«Higuain irriconoscibile», si è letto subito su tutti i giornali, italiani e internazionali, sportivi e non. In un certo senso, la foto sarebbe coerente con il finale di carriera del Pipita, che ha smesso di giocare a calcio a ottobre del 2022 e che già in attività raccontava ai giornalisti argentini aneddoti di questo genere: «Alla Juventus tiravo dentro la pancia, loro erano restrittivi, ma io sapevo che avrei fatto 30 gol».
Insulti social
Nel giro di poche ore il tema è diventato virale sui social network. In Argentina la parola «Higuain» è entrata nelle tendenze di X, ex Twitter, generando un’eco mediatica inaspettata. Higuain è stato paragonato a un barbone, insultato per l’aspetto fisico e il vestiario trasandato. Lo hanno chiamato «ciccione», «uomo sconfitto dalla vita» e, ancora, hanno accostato la foto del suo fisico tarchiato a quello robotico di Cristiano Ronaldo.
La notizia naturalmente non esiste: la foto è stata modificata con l’intelligenza artificiale, e solo in un secondo momento ci è arrivata la versione “vera”. In realtà Higuain porta i capelli rasati e la barba incolta come un ordinario quarantenne.
È una storia che ci mette dinanzi ai soliti limiti del giornalismo digitale, alla sua dipendenza per articoli di flash news pruriginose: quanto costa la verifica? Tanto, forse troppo, quantomeno in termini di clic.
Allo stesso tempo, non si può ignorare l’elefante nella stanza: e cioè il rapporto sempre più tossico che il pubblico instaura con i corpi “imperfetti” degli atleti.
Sportivi o macchine perfette?
Prendiamo un altro caso illustre. Wesley Sneijder ha detto addio al calcio nel 2019, e tra pandemia e ritiro dalle scene sono passati anni prima che comparisse in pubblico. Una delle prime volte fu nello stadio di Utrecht. Sneijder aveva un bicchiere in mano e gli occhiali da sole. «So bene di essere grasso», pare abbia risposto a un tifoso sorpreso dalla sua pancia, «gli specchi in casa li ho anche io».
È una distorsione dovuta ai ritmi sempre più usuranti dello sport contemporaneo. Da un lato gli sportivi – che siano calciatori o tennisti, cambia poco – si lamentano delle troppe partite, con i loro corpi rischiano di andare in frantumi per lo stress, e dall’altro la comunicazione che gli sta intorno non fa che accrescere il mito dell’efficienza. Tutto deve essere sotto controllo, come in una macchina nuova.
Basti guardare la morning routine di Erling Haaland nel video Day in the life of a Pro Footballer, pubblicata sul suo canale Youtube. È facile immaginare che sia un robot. Le due uova a colazione, la fisioterapia preventiva fatta a casa, il riposo nelle vasche di ghiaccio: tutto, nella vita di Haaland e dei migliori calciatori al mondo, è mirato alla perfezione.
Eppure è uno stile di vita minoritario, riservato ad atleti – e quindi corpi – d’élite. Qui si arriva al paradosso: come possiamo pretendere che l’eccezionale diventi la normalità, la performance si trasformi in un’abitudine?
«Nessuno si interessa davvero a come ti senti»
Questo cortocircuito riguarda tutte le frange di internet: lo sport non fa eccezione. Così quando qualunque atleta – o ex, come in questo caso – smette di aderire a uno schema estetico tradizionale, ci sembra mostruoso, fuori da ogni logica.
Higuain si è lasciato andare, o forse è solo metabolicamente incline a ingrassare. Parliamo di un calciatore che ancora oggi detiene il record di gol segnati in un’unica stagione di Serie A: 36, al pari di Ciro Immobile. Dovremmo ricordarlo per ciò che ha fatto in campo, senza cedere a moralismi sulla sua vita privata, di cui sappiamo comunque poco o nulla.
Poco dopo l’addio al calcio, in un’intervista Higuain stesso ci ha tenuto a dire: «Ti dicono che sei grasso o magro, che ti sei fatto crescere troppo la barba, che hai i capelli lunghi o sei pelato, ma nessuno si interessa davvero a come ti senti».
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