Il 25 aprile a Los Angeles la prima lega professionistica di uno sport chiuso da sempre nel suo sistema di codici impenetrabili. L’evento, che vuole integrare il sistema esistente gestito dalla Federazione, punta ad attrarre nuovi tifosi, sponsor e tv cambiando sia le regole che la percezione di questa disciplina. Presenti anche le azzurre Arianna Errigo e Michela Battiston
La scherma, da sempre chiusa nel suo sistema di codici impenetrabili, sta provando a prendere una nuova direzione per aprirsi anche a tutti coloro che non fanno parte di questo mondo e trovano questa disciplina tanto affascinante quanto respingente. Una volta ogni quattro anni, in occasione dei Giochi olimpici, molti provano a intuirne le regole, a interpretare le scelte degli arbitri, ma capire davvero come funziona è affare per pochi. È il principale motivo della mancanza di appeal di uno sport che ha tutte le carte per appassionare: eleganza, velocità, tecnica.
In Italia come all’estero i risultati degli schermidori non ricevono il riscontro che meriterebbero. Una prima iniziativa per cambiare le cose arriva proprio da un atleta: Miles Chamley-Watson, fiorettista americano di 36 anni vincitore ai Mondiali nel 2013. Negli anni, però, è stato capace anche di costruirsi un’immagine glamour: oggi è testimonial di brand di lusso, ha disegnato un modello di scarpe Nike che porta il suo nome e partecipa agli eventi più pop come il Met Gala.
«Non mi ritirerò finché la scherma non diventerà mainstream», ha dichiarato, e così ha ideato la World Fencing League, che farà il suo debutto sabato 25 aprile a Los Angeles. Si tratta della prima lega professionistica di scherma, che mette in palio un ricco montepremi da 100.000 dollari e punta a cambiare sia le regole che la percezione di questo sport.
Nuove regole e tecnologie
Questa tappa d’esordio vedrà la partecipazione di 12 schermidori divisi in due squadre da 6, uno per arma (fioretto maschile e femminile, spada maschile e femminile, sciabola maschile e femminile): invitate anche le azzurre Arianna Errigo e Michela Battiston. Uomini e donne competeranno fianco a fianco e ognuno di loro avrà lo stesso peso per la vittoria finale.
Ciascun atleta sfiderà il proprio corrispettivo dell’altra formazione, ma l’obiettivo non sarà mettere a segno le solite 15 stoccate, bensì accumulare il numero maggiore di punti che verranno sommati a quelli guadagnati dagli altri compagni. Si calcolerà il tempo effettivo: 3 minuti per la spada, 2 per il fioretto, 1 per la sciabola. La struttura di ogni assalto sarà più dinamica e senza interruzioni: in caso di bersaglio non valido non si fermerà l’azione, ma si andrà avanti fino alla stoccata. Modifiche per eliminare i “tempi morti” e tenere alta l’attenzione di chi guarda.
Un’altra grande novità riguarda l’uso di nuove tecnologie per rendere migliore l’esperienza televisiva e permettere al pubblico di seguire le traiettorie dei colpi grazie a un sistema di luci che, lasciando scie colorate, segnalano il movimento della lama: questo dovrebbe servire a riconoscere di chi è la priorità nel caso di fioretto e sciabola che sono armi convenzionali, ovvero in cui ha la meglio chi prepara per primo l’azione di attacco. L’approccio visivo sarà spettacolare, ma anche funzionale a una migliore comprensione delle regole, insieme a grafiche moderne e a una produzione imponente.
Atleti di nuovo al centro
La tappa del 25 aprile è la prima e al momento l’unica annunciata, ma l’idea è di programmare altre date nei periodi di pausa del circuito di Coppa del Mondo per permettere a sempre più atleti di partecipare e ricevere premi e visibilità. La World Fencing League vuole integrare e migliorare il sistema esistente, senza dimenticare che la cosa più importante per gli atleti è la partecipazione alle Olimpiadi, che si ottiene solo attraverso il ranking FIE, la federazione internazionale.
Un esperimento che sta riuscendo ad attirare l’attenzione, complice una grande promozione, importanti partnership e una massiccia presenza sui social. Le gare avranno una copertura streaming in tutto il mondo su Youtube e Dazn e, in Italia, anche sulla Rai. La comunicazione avrà un ruolo centrale: consapevoli che non basta semplificare le regole tecniche per coinvolgere il pubblico, gli organizzatori realizzeranno contenuti esclusivi per fare conoscere i protagonisti della scherma in modo inedito e più personale, esplorando il dietro le quinte, le rivalità e le storie dietro i campioni. Lo scopo è chiaro: costruire una narrativa che vada oltre i risultati e metta al centro gli atleti.
La sfida di Chamley-Watson è permettere agli schermidori di non dover più dipendere da borse di studio o piccole sponsorizzazioni, senza una carriera da professionista strutturata. Il modello italiano dei gruppi sportivi militari ha garantito finora agli atleti di dedicarsi alla propria carriera e autosostentarsi, non di trovare ricchezza e fama come avviene ai professionisti delle grandi leghe. La scherma sta cercando una nuova strada: solo il tempo ci dirà se la via della rivoluzione si chiamerà World Fencing League.
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