Prosegue l’indagine dell’Antimafia capitolina. Nella caserma dei carabinieri è stato escusso uno degli imprenditori a cui si rivolse Ranucci per aiutare Lavitola, in carcere per l’attentato contro l’ex conduttore di Report
L’indagine sulla bomba contro l’ormai ex conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, prosegue. Come anticipato gli inquirenti vogliono ascoltare il giornalista, ma prima di farlo intendono chiamare a testimonianza anche una serie di personaggi coinvolti direttamente o indirettamente nella vicenda che ha portato in carcere il presunto mandante dell’attentato Valter Lavitola.
Questa mattina nella caserma dei carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci a Roma, gli inquirenti dell’Antimafia capitolina hanno dunque escusso l’imprenditore romano Daniele Pulcini, amico in adolescenza del nero Massimo Carminati.
Come raccontato da Domani, Ranucci, dietro “preghiera” del «fraterno amico» Lavitola, aveva provato a mettere una buona parola proprio con gli imprenditori Pulcini: questi ultimi conoscevano il proprietario dell’immobile dove oggi ha sede il locale di pesce di «Valterino», che avrebbe voluto comprare le mura del Cefalù.
L’affare non è andato in porto. Eppure «Sig» si sarebbe speso in più occasioni a favore dell’amico Lavitola, incontrando in diverse occasioni i Pulcini. «Puoi prendertelo un caffè con loro, sono dei fan di Report, e poi semmai li facciamo venire al ristorante per una cena», il messaggio di «Valterino» all’amico Ranucci, in veste di “garante”.
Gli incontri sarebbero avvenuti in zona viale Mazzini, a Roma e, inoltre, ci sarebbe un ulteriore dettaglio di cui Domani è venuto a conoscenza nei giorni scorsi: prima della compravendita (poi fallita), c’era da evitare l’operazione sfratto. Per questo Lavitola si era rivolto a un legale che avrebbe dovuto realizzare un’intermediazione coi Pulcini. E poi a Ranucci. «Hanno onore di incontrarti», gli dirà.
Alla festa del Fatto Quotidiano Ranucci ha ribadito l’aiuto offerto al faccendiere «per riscattare le mura» del Cefalù e quello sul carbon credit. Ma «Sig» ha specificato: «Non ho mai ottenuto vantaggi dagli affari di Valter, e lui non ha mai influenzato la trasmissione. Chi aveva problemi con Report andava da Corsini, non da Lavitola».
A ogni modo, questo giornale aveva pure pubblicato i messaggi tra Lavitola e Ranucci dopo che quest’ultimo si era speso a favore dell’amico. «Ti voglio sinceramente tanto bene, che Dio te ne renda merito e ti protegga. Io prego, il signore che riversi sulla tua famiglia su dite ciò che tu fai per aiutare gli altri e lo moltiplichi infinite volte», scriveva il regista della bomba. E l’ex volto storico di Report gli rispondeva così: «Ma figurati Valter, spero di esserti stato utile. Sai che ti voglio bene anche io. E anche ai tuoi figli».
«Confermo l’incontro per la questione “mura”, ma ogni tanto ci siamo incrociati con Ranucci anche casualmente in un bar», aveva confermato lo stesso Pulcini a Domani. Evidentemente lo stesso avrà fatto davanti agli investigatori. Che all’imprenditore hanno voluto chiedere di circoscrivere l’“interesse” di Ranucci per l’affare.
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