Un rogo è divampato all’interno del penitenziario, dopo lo sciame sismico. Si sono susseguiti momenti di forte tensione, anche a causa dell’interruzione temporanea dell’energia elettrica. «Istituto non sicuro», rilancia il Sappe
Sopra l’isola di Nisida, in mezzo al golfo di Napoli, c’è un carcere. E in quel carcere minori detenuti. Ieri i ragazzi che, ad aprile 2025 erano circa un’ottantina, hanno avvertito la forte scossa di terremoto registrata nella zona dei Campi Flegrei. Dopodiché un incendio è divampato, come hanno fatto sapere i sindacati di polizia, all’interno del penitenziario. Si sono susseguiti momenti di forte tensione, anche a causa dell’interruzione temporanea dell’energia elettrica.
La denuncia
Da qui la denuncia del Sappe. «Quanto accaduto dopo la violenta scossa di terremoto che ha colpito l'area dei Campi Flegrei dimostra, ancora una volta, che l'Istituto Penale per i Minorenni di Nisida non garantisce più adeguati livelli di sicurezza né per il personale di Polizia Penitenziaria né per i giovani detenuti. Chiediamo con forza l'immediata chiusura della struttura e il trasferimento dei ristretti in istituti idonei», ha scritto in una nota il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
«L'emergenza sismica - continua la denuncia - ha fatto emergere tutte le gravissime criticità di un istituto che da tempo denunciamo essere inadeguato.
L'interruzione dell'energia elettrica ha aggravato ulteriormente la situazione. I vigili del fuoco hanno incontrato enormi difficoltà a raggiungere tempestivamente la struttura, mentre è emersa una preoccupante impreparazione nella gestione dell'emergenza. Non risulta un piano di evacuazione realmente operativo e persino le procedure relative ai sistemi antincendio sono apparse incerte. Si tratta di una situazione che non può essere tollerata».
Il Sappe evidenzia come «questa vicenda rappresenti l'ennesima conferma di quanto il sindacato sostiene da tempo: Nisida non offre necessarie garanzie di sicurezza. Non si può continuare a esporre personale e detenuti a rischi che diventano ancora più gravi in presenza di eventi straordinari come un terremoto. Necessario, dunque, assumere decisioni immediate e coraggiose, senza attendere che si verifichi una tragedia».
Pozzuoli
Il sindacato richiama l'attenzione anche sulla Casa Circondariale di Pozzuoli, dove personale della Polizia Penitenziaria è impegnato nella vigilanza di una struttura che continua a presentare criticità sotto il profilo della sicurezza.
Intanto nella zona dei Campi Flegrei lo sciame sismico continua. Gli sfollati nella stessa Pozzuoli sono circa trecento, un numero, si apprende, destinato ad aumentare. Così come le preoccupazioni per “i ragazzi dentro”, rinchiusi a Nisida e soli in mezzo al mare.
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