La Regione Lazio è chiamata a corrispondere oltre 77 milioni di euro al gruppo San Raffaele. «Una cifra enorme, soprattutto se rapportata alle difficoltà quotidiane della sanità laziale e alle risorse necessarie per abbattere le liste d’attesa», denuncia la deputata pentastellata
«Quanto riportato da Domani sulla vicenda giudiziaria che coinvolge la Regione Lazio e il gruppo San Raffaele impone un chiarimento immediato da parte del presidente Francesco Rocca». Inizia così la nota della vicepresidente del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati Ilaria Fontana che ripercorre la storia riguardante il parlamentare Antonio Angelucci pubblicata ieri da questo giornale.
«Secondo la ricostruzione del quotidiano, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato la Regione sarebbe chiamata a corrispondere oltre 77 milioni di euro al gruppo San Raffaele. Una cifra enorme, soprattutto se rapportata alle difficoltà quotidiane della sanità laziale e alle risorse necessarie per abbattere le liste d’attesa, rafforzare gli ospedali e garantire servizi territoriali adeguati – scrive Fontana – La questione assume una particolare rilevanza istituzionale anche alla luce dei precedenti rapporti professionali di Rocca con Antonio Angelucci e del fatto che, come ricostruisce Domani, l'attuale presidente della Regione ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele prima della propria candidatura alla guida del Lazio».
Da qui la richiesta di chiarezza da parte della deputata che sottolinea che «non possono esserci zone d'ombra». «Rocca – si legge nella nota – deve spiegare ai cittadini quanto effettivamente dovrà pagare la Regione, da quali capitoli di bilancio saranno reperite le risorse, quali conseguenze ci saranno sui conti della sanità regionale e quali iniziative intenda assumere per tutelare fino in fondo l'interesse pubblico. Parliamo di decine di milioni di euro dei cittadini del Lazio. Mentre migliaia di persone attendono mesi per una visita o un esame e il personale sanitario continua a lavorare in condizioni difficili».
Fontana conclude con un appello: «Non possiamo accettare che una vicenda di questa portata venga trattata come una semplice questione contabile. Sui soldi pubblici e sulla sanità pubblica servono trasparenza assoluta, atti e risposte. Non silenzi».
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