L’indagine ha svelato un sistema di prostituzione riservato a calciatori e sportivi (non indagati), per cui venivano organizzate serate in locali e hotel di lusso anche con l’uso della droga della risata. Quattro gli arrestati, a cui sono stati sequestrati 1,2 milioni di euro. Nelle carte dell’inchiesta il riferimento a una ragazza rimasta incinta e a un pilota di Formula 1
Un giro di escort e di clienti facoltosi, perlopiù calciatori professionisti, a cui venivano riservati “dopopartita” in hotel. Il tutto organizzato da una società di promozione di eventi che proponeva nei suoi pacchetti anche serate con escort di lusso. È quanto emerge dall’inchiesta della procura di Milano che ha svelato un sistema di prostituzione nel capoluogo lombardo. Sei sono gli indagati, di cui quattro agli arresti domiciliari.
L’ordinanza di 16 pagine firmata dalla gip Chiara Valori descrive come «promotori e dominus del sodalizio» Deborah Ronchi ed Emanuele Buttini, titolari della società Ma.De. a Cinisello Balsamo, comune alle porte di Milano. Ai domiciliari sono finiti anche due loro collaboratori, Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, che sarebbero stati procacciatori di ragazze.
Le accuse a loro carico sono di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre che di autoriciclaggio dei proventi derivanti dall’attività illegale.
Negli atti giudiziari, tra i calciatori coinvolti, spuntano i nomi di Marcus Pedersen, difensore del Torino, e Cristian Volpato, attaccante del Sassuolo. Entrambi non indagati, così come gli altri sportivi che avrebbero partecipato alle feste finite sotto la lente degli inquirenti: non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.
«Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica», dice uno degli indagati, intercettato. A cui l’interlocutore risponde: «Allora 1000 da ... Pedersen (...) allora 3280 il Verona (...) aspetta ti dico il Volpato al volo, stai lì».
Prestazioni a pagamento
L’inchiesta è partita dalla denuncia di una donna che due anni fa ha rivelato i nomi di Buttini e Ronchi accusandoli di sfruttamento della prostituzione, raccontando di aver vissuto a Cinisello, al piano terra di un appartamento di proprietà di Ronchi. Un immobile che nel periodo della pandemia di Covid ospitava una discoteca abusiva dove venivano organizzati eventi «con servizio escort».
La società, che formalmente era dedita all’organizzazione di eventi, reclutava giovani donne – comprese escort professioniste – e le inseriva in feste esclusive in locali milanesi. Qui, oltre alla compagnia nel corso della serata, «ai clienti più facoltosi» venivano offerte prestazioni sessuali a pagamento in hotel di lusso. In alcune circostanze veniva anche fornito gas esilarante, una sostanza molto apprezzata dai calciatori poiché difficilmente rilevabile dai normali controlli antidoping.
Dalle carte dell’inchiesta emergono contorni molto sfumati sulle ragazze coinvolte: a volte escort professioniste, altre volte ragazze immagine, hostess, accompagnatrici al tavolo (italiane e straniere) che venivano a che ospitate nella casa di Cinisello Balsamo. Le ragazze non venivano retribuite direttamente dai clienti ma da Buttini e Ronchi, che consegnavano loro buste di contanti in base alle prestazioni rese. Si parla di compensi variabili tra i 70 e i 100 euro a serata.
Calcio, hockey e Formula 1
Ma chi erano i clienti che beneficiavano di questo sistema? Nell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari la maggior parte dei nomi è oscurata ma si citano pagamenti effettuati da sportivi su vari conti, italiani ed esteri: la cifra sequestrata, pari a 1,2 milioni, è costituita al 90 per cento dalle somme versate dai calciatori. Secondo quanto riporta l’Ansa, si tratterebbe di una settantina di giocatori anche di Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona.
Le intercettazioni agli atti rivelano anche una gravidanza indesiderata per una delle ragazze coinvolte, che sarebbe rimasta incinta di un calciatore di Serie A con cui aveva avuto un rapporto. Nel corso di una telefonata tra una ragazza e Salamone, si legge nelle carte, la donna gli avrebbe confidato: «Ti dico una cosa, ma non dirla a nessuno. Ho appena fatto il test e sono incinta da più di tre settimane».
Ma tra i clienti non ci sarebbero stati solo calciatori. Nell’ordinanza viene nominato anche un pilota di Formula 1: «C’è un mio amico pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera. Vuole una tipa a pagamento, tu la riesci a trovare una?», si sente in una chiamata del 18 febbraio tra Fraga e un altro uomo. Più spiccia è la citazione dei giocatori di hockey a Milano per le Olimpiadi invernali, che proprio in quei giorni si disputavano nel capoluogo lombardo. Anche loro avrebbero approfittato dei servizi offerti dalla Ma.De.
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