Dieci giorni in meno in classe d’estate per destagionalizzare il turismo. La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha annunciato di voler riformare, insieme al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il calendario delle vacanze scolastiche. Lo ha dichiarato durante il forum di Milano sul turismo sottolineando che, a suo parere, distribuire diversamente i giorni di vacanza dovrebbe rafforzare il turismo interno, allo stato attuale schiacciato principalmente sui mesi estivi.

L’ultimo cambiamento importante del calendario scolastico è avvenuto nel 1977, quando l’inizio delle lezioni – fino a quel momento fissato al 1 ottobre – è stato anticipato ai giorni tra il 10 e il 20 settembre. La decisione, da lì, è passata alle regioni, che decidono la data del rientro in aula, purché venga garantito il limite minimo di 200 giorni di lezione.

La proposta di Santanchè ha suscitato varie polemiche: secondo alcuni, tra cui i sindacati dei lavoratori scolastici, la scuola non dovrebbe rispondere alle logiche del mercato. «Non una riforma da compiere per il benessere degli studenti, ma per i bilanci delle aziende», ha scritto su Domani Daniele Lo Vetere, mettendo in luce come questa proposta, insieme a quella della “settimana corta”, siano delle «razionalizzazioni travestite da riforme».

Sempre su Domani, Simone Giusti ha scritto che la proposta tradisce un pregiudizio, «come se la scuola fosse un grande magazzino di potenziali consumatori e consumatrici da immettere sul mercato del turismo interno».

Altri, invece, sostengono che la riorganizzazione potrebbe essere un’ipotesi da considerare, fatte però alcune premesse.

Nella nostra newsletter quotidiana, Oggi è Domani, abbiamo chiesto ai nostri lettori se pensano che abbia senso rimodulare il calendario scolastico a favore della riorganizzazione del settore turistico. Ecco qui i risultati.


Bisogni educativi e logiche di mercato

Quasi la metà dei lettori che ha risposto al sondaggio sostiene che il calendario scolastico debba rispondere alle necessità della didattica e ai bisogni educativi degli studenti, senza piegarsi al servizio del mercato. L’attenzione ai bisogni, però, non escluderebbe una riforma: secondo il 37 per cento dei votanti al sondaggio sostiene che potrebbe essere d’accordo con una modifica al calendario, a patto che migliori la qualità dell’apprendimento degli studenti. Il 34 per cento dei lettori sarebbe preoccupato per un aumento delle diseguaglianze, soprattutto per le famiglie con risorse limitate e con lavori poco flessibili. Sono in minoranza le persone d’accordo con la ministra, che accolgono positivamente l’annuncio: si tratta del 12 per cento.

Gli altri sondaggi

Nell’ultimo sondaggio abbiamo chiesto ai nostri lettori quali sono le loro ricette preferite e se volevano condividerle con noi. Abbiamo selezionato 7 piatti tra quelli proposti che ci hanno incuriosito di più.
In precedenza abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici cosa pensano riguardo le pesanti polemiche hanno travolto la fiera dedicata alla piccola e media editoria dell'Aie, «Più libri più liberi» per la presenza della casa editrice Passaggio al bosco, per la pubblicazione di testi di estrema destra. La maggior parte dei nostri utenti credono che sia cruciale prendere una posizione netta contro tali linee di pensiero e agire di conseguenza.

Prima ancora abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici cosa pensano riguardo all'istruzione parentale, se secondo loro è uno strumento educativo efficace per favorire il pieno sviluppo della persona. Per molti lettori l'istruzione parentale e l'Homeschooling possono essere valide alternative.

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