«Auspichiamo che Gualtieri non ceda ai ricatti dei centri sociali e sperperi i soldi dei cittadini», commenta FdI. Mentre Pd e Avs sostengono la comunità che si è formata intorno palazzo. Ma gli abitanti restano per strada un’altra notte
Sul tavolo c’è l’opzione che il Comune di Roma acquisti Spin Time. A dirlo, a proposito del palazzo occupato nel cuore della Capitale i cui abitanti sono fuori casa da due notti dopo l’incendio di mercoledì, è stato il sindaco Roberto Gualtieri, al termine dell’incontro che si è svolto con la proprietà dell’immobile, che si era già detta pronta a collaborare.
«Una situazione drammatica, difficilissima. Sono reduce da un lunghissimo tavolo in Prefettura. Roma Capitale ha espresso il suo totale impegno per cercare di affrontare questa emergenza, sia nel breve periodo per trovare una sistemazione, sia soprattutto per cercare di salvaguardare la bellissima esperienza di integrazione e di rapporto col territorio che Spin Time è riuscito a realizzare. Lì ci sono bambini che vanno a scuola, persone fragili che hanno saputo trovare una chiave comunitaria molto importante; quindi, noi vogliamo salvaguardare questa esperienza», ha riferito il sindaco poco prima che l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma, Tobia Zevi, arrivasse all’assemblea convocata davanti all’edificio, negli anni diventato presidio sociale e culturale della città e simbolo di integrazione, per aggiornare sulle ultime novità cittadinanza e residenti che, però, nonostante l’impegno dell’amministrazione comunale, visto che le trattative per l’acquisto di Spin Time proseguirebbero nei prossimi giorni, passeranno almeno un’altra notte per strada.
La terza, accampati lungo via di Santa Croce in Gerusalemme, sulle brandine offerte dalla Protezione civile, grazie al loro sostegno e a quello delle organizzazioni della società civile che si sono unite intorno al palazzo, che resta vigilato dalle forze dell’ordine. «Non c’è più tempo», hanno infatti ribadito gli attivisti di Spin Time, preoccupati per le famiglie che non possono tornare a casa, messe a dura prova da caldo e stanchezza.
«Continuiamo a essere in una situazione in cui non possiamo stare. Grazie al sostegno di molti siamo riusciti a mettere al riparo almeno i bambini, a organizzarci le docce e organizzarci noi come persone messe in una situazione di emergenza», ha detto, ad esempio, Adriano, il rappresentante del Comitato degli occupanti, durante la partecipata assemblea in cui anche i cittadini hanno ribadito che resteranno in strada accanto ai residenti finché non potranno tornare nelle loro abitazioni.
A sostenere la comunità di Spin Time e l’opzione del sindaco di Roma di acquistare il palazzo anche la segretaria del Pd Elly Schlein: «Una soluzione va trovata, anche perché è un’esperienza preziosa che non si deve disperdere», ha sottolineato. «Queste famiglie devono poter rientrare al più presto: come hanno affermato gli stessi abitanti, la soluzione è dietro quel cancello», hanno aggiunto le europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi e Cristina Guarda.
Mentre la destra non si stanca di attaccare il palazzo, i residenti e ora anche Gualtieri: «In seguito alla riunione di aggiornamento del Comitato per l’ordine e la sicurezza, ribadiamo con fermezza la necessità di continuare lo stato di sgombero dell’immobile», hanno scritto in una nota Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia, e Stefano Tozzi, consigliere FdI al Primo Municipio: «Auspichiamo che il sindaco Gualtieri non ceda ai ricatti dei centri sociali e sperperi i soldi dei romani per acquistare un immobile occupato e privo delle necessarie condizioni di sicurezza».
Anche il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca (FdI) se pur non coinvolto nella vicenda ha deciso di dire la sua: «Se si dovesse percorrere l'ipotesi dell'acquisto dello Spin Time, c’è una graduatoria e io credo sia giusto seguirla».
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