Il volume scritto dall’imprenditrice di Pompei racconta l’amicizia con l’ex conduttore di Report, i retroscena sulla trasmissione e gli attacchi a «Sig» dopo la bomba. Ecco l’anticipazione
«Mi hai scritto semplicemente: “Comunque tu dovresti dirigere un giornale”. Forse non hai mai saputo fino in fondo quanto abbia considerato importante quella frase». L’uscita della fatica letteraria di Maria Rosaria Boccia, intitolata Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, è in programma domani. Ma questo giornale può anticipare quanto scritto nelle prime pagine dall’imprenditrice di Pompei.
La dedica del pamphlet di Boccia, coinvolta nell’affaire (anche giudiziario) Sangiuliano, è rivolta proprio all’ex conduttore di Report. E le sue sono parole piene di affetto nei confronti del giornalista e «amico» che ora sarà costretto a leggere di sé in un libro che stavolta non è il suo, ma dell'ex aspirante consulente del ministero della Cultura. Cioè la donna da cui, probabilmente, sono iniziate tutte le grane per «Sig». Basti pensare alle polemiche dei vertici Rai per la diffusione dell’audio tra Sangiuliano e la moglie Federica Corsini all’interno di un servizio della trasmissione di Raitre fino alla multa da 150mila euro del Garante della privacy, poi annullata.
Memoria d’una ragazza perbene
Ma torniamo al memoir di Boccia. «E allora, chissà, forse un giorno realizzeremo davvero quel progetto editoriale sul quale possiamo ancora permetterci di scherzare e, in una delle nostre future prime pagine, io sarò direttore e tu, naturalmente, il mio Super direttore», scrive Boccia, rivolgendosi a Ranucci, pensando al futuro. Ancora. «Quanto alla testata, conoscendoci, sarà probabilmente l’ambizione irragionevole di diventare una delle più lette, seguite e acquistate, anche soltanto per concederci il piacere di discutere su chi dei due dovrà prendersene il merito», continua la neo scrittrice che ora si augura di collaborare col giornalista, che ha chiesto d’urgenza il reintegro nel programma di giornalismo investigativo.
Infine Boccia scrive: «Per questo, Superman, questo libro è per te, mio eroe imperfetto e amico vero, perché quando il rumore delle cronache sarà diventato storia, delle prime pagine saranno rimasti gli archivi e delle nostre finte prime pagine, forse, sarà rimasto soprattutto il sorriso con cui le costruivamo, ciò che resterà, almeno per me, sarà infinitamente più semplice e infinitamente più importante: un’amicizia, con tutto ciò che ci siamo riconosciuti l’uno dell’altra e con tutto ciò che forse dobbiamo ancora inventare insieme».
Una dichiarazione, insomma, di stima e fiducia che arriva in un momento critico per l’ex conduttore, vittima e parte lesa nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo organizzato dal faccendiere Valter Lavitola.
Ragione e sentimento
Come annunciato dalla stessa Boccia, che per un periodo aveva anche collaborato con l’influencer partenopea Rita De Crescenzo – il cui bodyguard guarda caso è stato il latitante Clesio Gomes Tavares –, il suo libro, che sarà disponibile in tre formati su Amazon, riguarderà anche Report, a cui è dedicato l’intero terzo capitolo, e ci saranno passaggi sull’onorevole meloniano Gimmi Cangiano, che ha denunciato «Sig» per diffamazione e calunnia a causa della puntata sui cantieri navali di Adria, e, ancora, sulla stretta collaboratrice di Ranucci, Laura Cianfoni.
Sui social Boccia oggi ha pubblicato la copertina: in primo piano lei e Ranucci, quello che nel libro definisce il suo «eroe invincibile». L’hype è alle stelle. L’inchiesta giudiziaria, invece, continua e prevede, come prossimo passo, l’escussione dell’ex conduttore da parte dei pm dell’Antimafia capitolina.
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