Al centro della disputa le dichiarazioni della collaboratrice e parte del Comitato editoriale della Fondazione Domani, le durante la trasmissione di La7 Otto e mezzo condotta da Lilli Gruber. «L'attuale Presidente del Senato si mise a capo di una manifestazione non autorizzata, organizzata dal FUAN, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Dall'interno di quel corteo non autorizzato, partì il lancio di una bomba a mano che uccise, con un colpo al petto, un agente di polizia di 22 anni»
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha dato mandato ai propri legali di «adire le vie giudiziarie» nei confronti di Michela Ponzani. Al centro del contenzioso con la storica – che collabora con il nostro giornale e fa parte anche del Comitato editoriale della Fondazione Domani – le sue dichiarazioni durante la trasmissione di La7 Otto e mezzo condotta da Lilli Gruber.
«Io credo che se nel 1973, 12 aprile del '73, fosse stato approvato un decreto sicurezza come quello che viene discusso e approvato oggi, probabilmente noi oggi non avremmo un Presidente del Senato. Il 12 aprile del '73, e questa è storia, non è soltanto cronaca» ha detto Ponzani. Che ha poi continuano: «l'attuale Presidente del Senato si mise a capo di una manifestazione non autorizzata, organizzata dal FUAN, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Dall'interno di quel corteo non autorizzato, partì il lancio di una bomba a mano che uccise, con un colpo al petto, un agente di polizia di 22 anni».
Il portavoce di La Russa, Emiliano Arrigo, ha fatto sapere che il presidente del Senato che, «può vantare un certificato penale intonso», ha disposto il monitoraggio di dichiarazioni di altri soggetti. E che querelerà chiunque associ il suo nome alla morte dell'agente Antonio Marino, avvenuta a Milano nel 1973. «È infatti documentalmente accertata, come risulta dagli atti giudiziari» ha continuato, «non soltanto l'assenza di qualsiasi sua responsabilità in relazione a quella tragica vicenda, ma persino alla semplice ipotesi di manifestazione non autorizzata».
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