Per la maggior parte dei lettori, il caldo è un’emergenza che va affrontata con interventi strutturali. E il governo è colpevole di non fare abbastanza. L’abbiamo chiesto alla nostra comunità
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In queste settimane, le temperature sono salite a livelli record e i cittadini sono stati presi d’assalto dalle ondate di calore che hanno colpito l’Italia e buona parte dell’Europa. Le città, come accade regolarmente d’estate, sono diventate quasi invivibili, mentre il caldo rimane un tema rilevante per la salute, colpendo soprattutto i più fragili.
Se fino a una decina di anni fa le politiche di mitigazione della crisi climatica erano molto più presenti nell’agenda pubblica e nei dibattiti politici, i venti di guerra che hanno attraversato l’Europa e non solo negli ultimi anni hanno spostato il baricentro delle priorità della classe politica e, con le tante crisi a colpire i portafogli dei cittadini, anche dell’opinione pubblica.
Ma se le priorità cambiano, ciò che è certo è che l’andamento del clima nell’ultimo secolo ha una direzione molto chiara. Per questo motivo, diventa necessario chiedersi come la politica si stia muovendo per contrastare quella che è, a tutti gli effetti, un’emergenza. Guardando al nostro orto di casa, quali misure sta prendendo il governo per alleviare la condizione dei cittadini? E soprattutto, si sta facendo abbastanza?
Abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici, iscritti alla nostra newsletter quotidiana Oggi è Domani, un aiuto per trovare una risposta a queste domande.
Le precauzioni da prendere
L’opinione largamente condivisa dei nostri lettori è che no, in Italia non siamo preparati ad affrontare le ondate di caldo. Ma soprattutto, ciò che emerge è che c’è bisogno di prendere sul serio l’emergenza climatica: solo così il caldo potrà diventare una priorità politica e sarà possibile effettuare gli interventi strutturali necessari.
Il 58 per cento di voi ritiene che la misura più utile per contrastare il caldo siano interventi strutturali nelle città, tra cui ombra e spazi freschi. Allo stesso tempo, l’opinione è che sia proprio questo genere di misure a mancare. Uno di voi nota che «mancano discussioni e proposte per interventi strutturali che possano migliorare la situazione per cittadini, lavoratori e turisti».
Molti di voi considerano essenziali le aree alberate: «Città più verdi, meno asfalto, mobilità condivisa, e anche la frenesia della consegna a domicilio a ogni ora andrebbe rivista», ci avete scritto. E ancora: «Servono interventi strutturali con incremento delle aree verdi in città, inclusi tetti e muri vivi, l'istituzione di grandi parchi invece di continuare a coprire le città di cemento».
L’apertura di rifugi climatici è stata considerata da circa il 12,5 per cento dei lettori. Tale soluzione, però andrebbe pensata in maniera integrata. Come nota un lettore: «Accesso libero ai musei o a spazi comuni con aria condizionata per i più fragili, potrebbe essere un’altra misura da mettere in pratica. Ma non andrebbero solo parcheggiate queste persone, ma creati momenti aggregativi e attività ludiche per rendere piacevole e utile la permanenza». Un altro 29 per cento di voi ritiene essenziale che vengano introdotte tutele per chi lavora all’aperto, ad esempio introducendo le pause nelle ore più calde, come sta avvenendo in alcune zone grazie alle amministrazioni locali e regionali.
Le responsabilità del governo
A fronte di tutte queste esigenze, è opinione comune dei lettori che, «l'Italia non è assolutamente in grado di affrontare strutturalmente questo problema, lo dimostra l'assenza di qualsiasi politica ambientale seria insieme a bilanci ridotti per il ministero dell'Ambiente». In sostanza, la politica è impreparata per rispondere alla sfida climatica.
Alcuni lettori rintracciano in questo una responsabilità diretta del governo: «La destra di governo è ostile a politiche ambientali di qualche spessore e prospettiva, il settore non si presta ai soliti slogan estemporanei, e per lo più svia l’attenzione su soluzioni minimaliste», commenta uno di voi. Un altro, ancora più netto, crede che sul clima si stia facendo troppo poco perché «chi ci governa nega questo problema».
Infine, un contributo crede che le responsabilità non siano da attribuire ai politici soltanto, ma che la colpa sia un po’ di tutti noi: «L’emergenza climatica non è per niente nelle priorità del governo e purtroppo neppure dei cittadini, quando ad esempio, banalmente, al semaforo o si passaggi a livello, non si preoccupano di spegnere i motori (anche con prezzo benzina alle stelle)».
Gli altri sondaggi
La volta scorsa abbiamo parlato dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale a scuola. Nei giorni dell’esame di maturità, ci siamo interrogati sui rischi e le opportunità per le capacità di apprendimento degli studenti. La maggior parte dei lettori ci hanno detto che l’IA è uno strumento utile per lo studio, a patto che chi la usa sia istruito a non fidarsi ciecamente.
La settimana prima abbiamo chiesto ai nostri lettori e le nostre lettrici la loro opinione sul “patentino antifascista” di Più libri più liberi, dopo le accuse di censura arrivate dalla premier Meloni: «La richiesta di firmare una dichiarazione di antifascismo per partecipare a una fiera dell’editoria è legittima, strumentale, mal posta o una forma di censura? Per l’80 per cento di voi l’iniziativa della Fiera nazionale della piccola e media editoria è «legittima».
Precedentemente, invece, abbiamo chiesto alla nostra comunità del boicottaggio dei Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti. Al centro il tema delle frontiere chiuse, dei visti negati a calciatori, arbitri, fotografi su base nazionale. Otto su dieci non stanno seguendo le partite.
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