È la Coppa del mondo di calcio più globale di sempre, ma anche quello che secondo molti sembra escludere di più. Abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici, nella newsletter quotidiana Oggi è Domani, se lo seguiranno comunque
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L’estate italiana riserva sempre notti magiche. Neanche quest’anno, però, le passeremo inseguendo un gol ai Mondiali. Dopo la sconfitta nello spareggio di qualificazione alla Coppa del mondo Fifa 2026, la domanda sorge spontanea: cosa guarderemo nelle lunghe serate passate seduti a un tavolino del chiosco paesano? Per chi scommetteremo, piangeremo, festeggeremo, in questi Mondiali? Tra chi ha deciso di appendere la maglia da tifoso al chiodo e chi, per amore del calcio, sognerà comunque, forse guardando Curaçao, una cosa è certa: nemmeno in questa edizione mancano le polemiche.
Visti non concessi (anche ad arbitri autorizzati dalla Fifa), controlli basati su bias etnici, tifosi respinti alle frontiere, la guerra tra Usa e Iran e le conseguenti difficoltà logistiche per la nazionale di Teheran, i prezzi dei biglietti accessibili solo ai ricchi e un'organizzazione che ha sollevato critiche in molti paesi.
È il Mondiale più globale di sempre, ma anche quello che secondo molti sembra escludere di più. Abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici, nella newsletter quotidiana Oggi è Domani, se seguiranno comunque quest’edizione. E se abbia senso boicottarla come forma di protesta.
Non li seguirò
Otto lettori su dieci non seguiranno le partite. Alla base della scelta, però, non c’è l’esclusione dell’Italia. Per alcuni, non è più uno sport divertente, ma «un fatto culturale deteriorato», un fenomeno «snaturato dai soldi». Per altri, il divertimento resiste, ma andrebbe in collisione con i propri principi politici.
Secondo il nostro lettore Fabio Mondello, di Novara, è «importante che Gianni Infantino, il presidente della Fifa, nel bilancio finale percepisca il problema: gigantismo, artificiosità e prezzi insostenibili allontanano il pubblico». Secondo Irma Siani, tuttavia, «boicottare lascia il tempo che trova, perché ci saranno ancora troppi “tifosi” che seguiranno, in qualche modo, le partite».
Seguirò comunque
Nessuno dei lettori, secondo quanto emerso dal sondaggio, lo seguirà quanto in passato, ma due su dieci non si priveranno comunque del piacere di qualche partita. Soprattutto, spiegano alcuni, non può essere l’esclusione a giustificare un boicottaggio.
Nemmeno se si considera che è la terza volta consecutiva in cui saremo assenti: 12 anni, un’intera generazione di ragazzi italiani che non conosce l’emozione e che non la conoscerà per altri quattro anni. E allora forse conviene trovare un piano B. Magari la Turchia di Vincenzo Montella o il Brasile di Carlo Ancelotti.
Gli altri sondaggi
Nell’ultimo sondaggio, abbiamo chiesto alla nostra comunità di esprimersi sul tema della tassazione dei super ricchi. Il riscontro è stato a senso unico: il 98 per cento dei nostri utenti si è detto favorevole all’adozione di una tassa ai super ricchi italiani.
Precedentemente, i nostri utenti ci hanno dato il loro parere sulla riapertura estiva delle scuole. La pausa scolastica in Italia è tra le più lunghe d’Europa. Le risposte sono state equilibrate, con in leggero vantaggio il partito delle scuole chiuse.
Abbiamo poi chiesto alla comunità del giornale di esprimersi sulla direzione che dovrebbe intraprendere il centrosinistra in Italia e se termini e identità come «riformista» abbiano ancora valenza nel progetto politico dell’alternativa.
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