Le tensioni geopolitiche destano preoccupazioni rispetto a rincari su energia, trasporti e costo della vita. Abbiamo chiesto ai nostri abbonati e alle nostre abbonate come stanno reagendo e se hanno deciso di tagliare alcune spese
- Iscriviti alla newsletter Oggi è Domani, tutte le mattine la nostra selezione di notizie e letture per cominciare la giornata
Il timore di una nuova crisi economica è alle porte. Le tensioni geopolitiche, in particolare negli ultimi mesi, destano preoccupazioni rispetto a rincari su energia, trasporti e costo della vita.
In Italia, solo pochi giorni fa, Confindustria ha lanciato l’allarme: se la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo, «già fino a fine anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia».
Il conto, poi, è stato presentato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria del Parlamento europeo il conto del 29 aprile scorso: «In soli 60 giorni di conflitto, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza una singola molecola di energia aggiuntiva». Perdendo, quindi, circa 500 milioni al giorno.
Sono diverse le risposta individuali a questo scenario. Nella nostra newsletter, Oggi è Domani, abbiamo chiesto ai nostri abbonati e alle nostre abbonate come stanno reagendo e se stanno cambiando le loro abitudini quotidiane.
I risultati
«Non lo so. Le prospettive sono per ora molto vaghe», scrive a Domani un lettore. Il 35,3 per cento, infatti, afferma di essere preoccupato, ma di non aver ancora modificato le proprie abitudini.
Qualcuno comincia già a tagliare alcune spese non essenziali. Si tratta del 17,6 per cento di chi ha risposto al sondaggio. «Fare la spesa con più attenzione. E non uscire più frequentemente la sera, sperando che non aumentino il tutto», è quello che ha deciso, per ora, di far un altro utente. La stessa percentuale di persone ha deciso di aumentare i propri risparmi mensili.
«Tagliare viaggi», commenta qualcun altro. L’11,8 per cento ha deciso che sceglierà mete più vicine o ridurrà il periodo di permanenza. Un altro lettore: «Ridurrò la vacanza a una settimana».
Alcune persone stanno tagliando consumi quotidiani, come spesa energia e spostamenti (5,9 per cento). «Non so cosa fare, già le mie spese sono ridotte all'osso. Potrei limitare la spesa al market», afferma un abbonato. Un altro 5,9 per cento è preoccupato per mutuo, affitto o rate.
C’è anche una parte di lettori che – al momento – ha scelto di non cambiare nulla in attesa di sviluppi.
Gli altri sondaggi
Nell’ultimo sondaggio abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici se il mondo in guerra abbia cambiato il loro modo di informarsi. Molti di loro, di fronte al senso di impotenza, hanno raccontato di aver adottato delle strategie per proteggersi dal carico di notizie negative.
Nel sondaggio precedente abbiamo chiesto alle nostre lettrici e ai nostri lettori quali possano essere le mosse migliori per rifondare il movimento calcistico italiano dopo la debacle contro la Bosnia agli spareggi per i Mondiali. È emerso che il calcio dovrebbe cambiare radicalmente, partendo dalle giovanili.
Prima ancora abbiamo chiesto se abbia senso pensare alle primarie nel centro-sinistra. Tra chi ha sottolineato che «converrebbe solo a Conte» e chi teme sarebbe «un assist al premierato», la proposta, lanciata da Conte e accolta da Schlein, non ha convinto i più.
© Riproduzione riservata

