Il leader della Lega parla di «tolleranza zero» e fa uno spot al nuovo pacchetto di misure restrittive.
Nella politica italiana di oggi, fatta di propaganda e slogan facili da dare in pasto agli elettori, il caso non esiste. Ogni occasione è buona, soprattutto a destra, per provare a raccogliere qualche voto in più. Anche se significa lucrare su fatti che, anzitutto, richiederebbero riflessioni e analisi più profonde.
A La Spezia uno studente di 18 anni è morto dopo essere stato accoltellato all’interno dell’Istituto professionale Einaudi Chiodo. La polizia ha fermato il presunto aggressore, un coetaneo che lo ha colpito con un coltello da cucina portato da casa.
Il fatto in sé ci parla di tanti aspetti della nostra società. Ma alla politica poco importa. Il ministro Giuseppe Valditara, dopo aver espresso la propria vicinanza al ferito e alla sua famiglia, ha sottolineato che «episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e a insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza». Un intervento che di certo non può essere accusato di strumentalizzare quanto accaduto. Peccato che non sia stato seguito dai colleghi di governo.
La polemica politica
Dopotutto solo tre giorni fa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva presentato la bozza di un pacchetto di norme sulla sicurezza che è l’ennesimo esempio della politica securitaria su cui l’esecutivo ha puntato fin dal giorno del proprio insediamento (basta ricordare che uno dei primi atti presentati da Giorgia Meloni e da suoi, appena arrivati a palazzo Chigi, è stato il cosiddetto «decreto Rave»).
Un testo che, tra l’introduzione di nuovi reati e il tentativo di colpire il dissenso delle piazze, prevede anche un giro di vite, tra sanzioni amministrative e penali, nei confronti di chi viene trovato in possesso di coltelli.
Così ieri non è sembrato vero, a Matteo Salvini e alla Lega, di spargere un po’ di propaganda a buon mercato: «Uno studente di origine marocchina ha accoltellato, durante una lezione in classe davanti ai compagni, uno studente di origine egiziana. Pazzesco, questo era andato a scuola col coltello nello zaino! Siamo già al lavoro per misure ancora più restrittive per chi porta e usa armi, tolleranza sottozero con i violenti di ogni razza e colore».
E ancora: «Sulla violenza in generale c’è una grande operazione di educazione da fare. Il ministro Valditara la sta facendo perché se, ripeto, alla mia età, quando ero ragazzino io, 40 anni fa, nessuno a 12 o 14 anni andava in giro col coltello, menava il controllore o non si fermava all’alt della polizia in motorino. C’è un gran lavoro da fare a scuola, in famiglia. Probabilmente aver fatto entrare troppi immigrati che non hanno nessuna voglia di integrarsi... molti problemi vengono dalle cosiddette seconde generazioni. Ci sono tantissimi immigrati per bene, per fortuna, però se ne fai entrare troppi poi raccogli tanti problemi».
Sulla stessa lunghezza d’onda la sottosegretaria al ministero dell’Interno, Wanda Ferro (FdI): «Le norme su cui sta lavorando il governo e che presto saranno proposte al parlamento vanno proprio nella direzione di una “tolleranza zero” sulle armi da taglio, anche con pene accessorie tanto dure quanto ben comprensibili anche ai minori. Sono norme ad hoc di buon senso».
E anche il deputato leghista, Igor Iezzi, invita ad approvare «subito il nuovo decreto Sicurezza voluto dalla Lega in Consiglio dei ministri che, tra le varie misure, introduce anche il divieto assoluto dell’uso di lame e coltelli, con aggravanti per il loro utilizzo in contesti sensibili come le scuole».
Le opposizioni
Eppure qualcuno potrebbe sottolineare che, al contrario, quanto accaduto a La Spezia è la dimostrazione che per garantire la sicurezza delle persone non bastano reati, divieti e “tolleranze zero”.
Lo fa, tra gli altri, il deputato del Pd Filippo Sensi: «Ci poniamo il tema come comunità? Oppure ci facciamo bastare l’ennesimo, inutile pacchetto sicurezza per dire quanto siamo duri? È una tragedia. Sotto i nostri occhi. Ogni giorno».
«È molto cinico – sottolinea Filiberto Zaratti (Avs) – come fa la Lega, strumentalizzare un gravissimo fatto di cronaca per giustificare l’arrivo di nuove norme restrittive. Se c’è una lezione che la destra dovrebbe imparare è che la repressione non garantisce sicurezza».
Mentre per l’ex ministro Andrea Orlando, oggi consigliere regionale del Pd in Liguria, «quando succede qualcosa di questo genere c’è qualcosa di malato nella società che non si risolve soltanto con questa o quella norma. C’è qualcosa di più profondo sulla quale credo tutti insieme dovremmo provare a riflettere».
© Riproduzione riservata


