L’ondata di caldo del blocco Omega ha intrappolato il continente europeo e la Francia sta pagando il prezzo più alto, con il numero di morti per annegamento salito a 40, da giovedì 18 giugno. Fiumi e canali sono diventati – soprattutto per i più giovani – piscine a cielo aperto per combattere l’aria rovente ma, come ha dichiarato la ministra per lo Sport e i Giovani, Marina Ferrari, le aree non autorizzate possono essere fatali.

Le temperature toccano mediamente quota 40 gradi, con punte di 43, e si è appena registrata la notte più calda dal 1947 e, su 96 dipartimenti, ben 89 sono in allerta rossa o arancione. Intanto, i negozi parigini stanno esaurendo le scorte di ventilatori elettrici, i blackout dovuti al calore estremo sono all’ordine del giorno, i treni soppressi aumentano, le scuole chiudono in anticipo e i francesi maledicono la tradizionale poca diffusione dell’aria condizionata.

Aumentano gli incidenti in acqua

Il boom degli annegamenti non è un fenomeno inedito. L’anno scorso, come segnala l’agenzia francese per la salute pubblica, tra il 1° giugno e il 23 luglio i servizi di emergenza francesi sono intervenuti in circa 702 casi di annegamento accidentale, con un aumento del 50 per cento rispetto al 2024. Il portavoce della Protezione civile, Jérôme Boulanger, avverte: «Per rinfrescarsi, la cosa migliore è una doccia, non c'è bisogno di entrare in piscina o in un lago. Per chi ne possiede una, un bambino in acqua ha bisogno della supervisione di un adulto, che non deve fare altro».

Parole che arrivano due giorni dopo la morte di una ragazzina di 13 anni che, pur non sapendo nuotare, si era tuffata insieme al fratellino di 11 anni nella Senna, a Fontaine-La Port. A poche ore di distanza, in un parco vicino a Lione, i servizi di emergenza salvavano la vita a un giovane calciatore professionista, rimasto in gravi condizioni dopo essersi tuffato con tre amici in un tratto del fiume Rodano dove è vietato nuotare.

Episodi che si moltiplicano nei mesi estivi, quando le baignade incontrollate sono tanto attrattive quanto pericolose: spesso avvengono senza bagnini, in luoghi non sorvegliati o attrezzati alla balneazione. In più, il caldo estremo porta con sé aggravanti, come la spossatezza e il rischio di idrocuzione, ovvero lo shock termico avvertito entrando in un’acqua molto più fredda dell’aria.

Compresi gli incidenti in acqua, le morti registrate dalle autorità negli ultimi giorni si attestano a 45, come segnala il Washington Post. Tra cui due bambini di 2 e 4 anni, che lunedì sono stati trovati senza vita all’interno di un’automobile a Carpentras, vicino ad Avignone.

Record su record in tutta Europa

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, il surriscaldamento dell’Europa procede al doppio del ritmo della media globale, mentre il meteorologo del Washington Post, Ben Noll, ha segnalato che nella giornata di lunedì 22 giugno solo l'1,2 per cento della Terra ha avuto temperature superiori al punto più caldo in Francia: ovvero il Sahara, i deserti occidentali degli Stati Uniti e il Medio Oriente.

Temperature record che, oltre a Parigi, hanno messo in ginocchio Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Svizzera, Regno Unito e Germania. Proprio nella Repubblica federale, peraltro, l'Associazione tedesca di salvataggio ha segnalato sei incidenti mortali in acqua tra venerdì e domenica. Soprattutto in Francia, Gran Bretagna e Belgio, inoltre, i trasporti pubblici ferroviari sono stati ridotti, per evitare guasti dovuti all’eccesso di calore. Ad esempio, nell'Île-de-France, lunedì è stato cancellato un treno su dieci.

Perché proprio l’Europa è rimasta al centro della morsa del surriscaldamento globale? L’ondata anomala è causata da una cupola di calore – detta blocco Omega per la sua forma che ricorda la lettera greca – che ha chiuso ogni spiraglio al continente. Alla radice del blocco, c’è un’anomalia che si è formata tra due aree di pressione atmosferica opposta, una bassa sull’oceano Atlantico e l’altra, l’anticiclone africano sul continente. L’Europa non è nuova ad anomalie come quella in corso, in estate, ma come ha spiegato alla Cnn il professore di scienze climatiche all’Università di Reading, Richard Allan «le temperature lo sono», a causa del cambiamento climatico.

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